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In 3 sorsiNonostante le avverse condizioni meteorologiche, Shinzo Abe ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni anticipate del 22 ottobre, spazzando via sia gli avversari politici che i dubbi dell’opinione pubblica. Ma la strada per il suo nuovo Governo sarà tutta in salita

1. AL VOTO SOTTO LA PIOGGIA

Nei giorni scorsi il tifone Lan si è abbattuto sul Giappone, con venti fortissimi e precipitazioni record in diverse aree del Paese. I danni sono stati considerevoli e migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case per sfuggire alla furia della tempesta. L’impatto di Lan sulle elezioni politiche nipponiche, indette a sorpresa dal Premier Shinzo Abe nelle scorse settimane, è stato però piuttosto limitato. Nonostante vento e pioggia, molti elettori si sono infatti recati normalmente ai seggi per esprimere la propria preferenza e i ritardi nello spoglio finale delle schede sono stati minimi e concentrati nelle aree costiere. Il risultato è stato un vero e proprio trionfo per Abe e la sua coalizione di Governo: il duo Partito Liberal-Democratico (LDP) e Komeito ha vinto 312 seggi, assicurandosi il controllo di oltre due terzi della Camera bassa della Dieta, mentre i principali partiti di opposizione sono usciti indeboliti dalla consultazione elettorale. Il neonato Partito Costituzionale Democratico del Giappone (CDP), sorto dall’implosione del Partito Democratico dell’ex Premier Naoto Kan, ha infatti vinto solo 54 seggi, mentre il Partito della Speranza (Kibo no To) di Yuriko Koike, Governatrice di Tokyo, si è fermato a 47. L’azzardo delle elezioni anticipate ha quindi pagato e Abe si appresta a essere riconfermato alla guida dell’esecutivo nipponico, diventando uno dei Premier più longevi nella storia del Paese asiatico. La vittoria di domenica 22 ottobre sembra anche aver spazzato via i dubbi sulla sua leadership politica, offrendogli ulteriori margini di manovra su temi delicati come la riforma costituzionale e i programmi di rilancio dell’economia nazionale.

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Fig. 1 – Due donne giapponesi affrontano la furia del tifone Lan, 22 ottobre 2017

2. PERCHÉ HA VINTO ABE

Tuttavia lo spettacolare successo di Abe non era affatto scontato sino a poco tempo fa. La crescente impopolarità del Primo Ministro e i continui scandali del Governo LDP avevano finito per mettere a rischio la sopravvivenza dell’esecutivo e la sua ambiziosa agenda riformistica. Da qui la decisione del Premier di rischiare il tutto per tutto in elezioni anticipate, approfittando sia degli ultimi risultati economici che delle paure popolari generate dalla crisi nordcoreana. E proprio su quest’ultimo tasto Abe ha insistito parecchio in campagna elettorale, promettendo fermezza contro le provocazioni missilistiche di Pyongyang e promuovendo una serie di modifiche costituzionali che consentano al Paese di far fronte a nuove minacce esterne. Alla fine la mossa ha pagato e in molti vi hanno visto la principale ragione dietro il successo elettorale del Primo Ministro. Ma è davvero così? Solo in parte. In realtà il Premier ha vinto perché non esiste una vera alternativa alla sua coalizione di Governo. Un tempo principale forza d’opposizione, il Partito Democratico è di fatto sparito dalle scene, dando vita a una versione più vaga e debole di se stesso, mentre il Partito della Speranza di Koike si è rivelato solo un fenomeno mediatico, raccogliendo risultati elettorali nettamente inferiori alle aspettative. Nonostante lo scetticismo di molti elettori, l’alleanza LDP-Komeito è parsa quindi come l’unica opzione credibile in un difficile contesto interno e internazionale. E le urne l’hanno premiata a grande maggioranza.

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Fig. 2 – Shinzo Abe parla con i media dopo la pubblicazione dei risultati elettorali, 23 ottobre 2017

3. LA DIFFICILE AGENDA DEL NUOVO GOVERNO

Nonostante il successo di domenica scorsa, Abe dovrà comunque affrontare numerosi ostacoli e difficoltà. A dispetto dei buoni risultati l’economia continua a faticare, tra scandali e incertezze produttive, mentre la questione demografica pesa come un macigno sulle prospettive di lungo termine del sistema Giappone. A livello diplomatico, invece, i rapporti con Cina e Corea del Sud restano tesi, rappresentando un serio problema per la gestione della crisi nordcoreana e per i piani di riarmo del Governo di Tokyo. E l’intesa stretta con gli USA di Donald Trump raccoglie pochi consensi nell’opinione pubblica nipponica, che non si fida del nuovo inquilino della Casa Bianca e guarda con imbarazzo all’eccessiva arrendevolezza di Abe verso Washington. La strada per il nuovo Governo LDP-Komeito appare dunque tutta in salita. Solo il tempo dirà se la vittoria elettorale di Abe è stata davvero un trionfo oppure un’illusione.

Simone Pelizza

 

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””] Un chicco in più

Lontana dal Paese per impegni istituzionali, Yuriko Koike ha riconosciuto la pessima performance di Kibo no To e ha chiesto scusa ai suoi elettori. Nei prossimi giorni si riunirà con i quadri del partito per decidere una nuova strategia politica e comunicativa.[/box]

Foto di copertina di Chairman of the Joint Chiefs of Staff Licenza: Attribution License

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