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Rassegna 100% Arabica 14 ottobre 2017

La rassegna del Caffè 100% Arabica – Speciale Medio Oriente

CHI L’HA VISTO? EDIZIONE SPECIALE MEDIO ORIENTE.
Cercasi maschio di origine nord americana, altezza media. Scomparso intorno all’inizio del decennio e poi definitivamente perso nel post primavere arabe nella zona del Medio Oriente/Maghreb. Avvistato saltuariamente in Siria nell’aprile del 2017, persa ogni traccia poco dopo. Ma che fine hanno fatto gli USA in Medio Oriente? L’influenza statunitense nella regione sembra essere sempre più debole e in molti casi gli americani sembrano addirittura essere scomparsi. E da questo profondo arretramento riemerge un vecchio attore che ormai si sta manifestando come presenza egemone della regione. La rassegna di questa settimana è quindi dedicata, in buona parte, al “nuovo” burattinaio del Medio Oriente: il nostro affezionatissimo Vladimir.

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L’arma segreta per conquistare il Medio Oriente? I Jet Su-27? La missilistica? Ma certo che no! Sono i cuccioli a governare il mondo! Aggiornatevi! 

E partiamo quindi dal Golfo: la Russia come mediatore in Yemen? Secondo Al-Monitor la recente visita di re Salman a Mosca potrebbe dare un ruolo diplomatico centrale al Cremlino in una delle crisi più brutali e dimenticate del Medio Oriente.

In Siria poi, l’asse Mosca-Istanbul continua a colpire duramente: Idlib è l’ultimo bastione delle milizie anti-Assad in Siria. E la Turchia – col benestare russo – ha deciso di stabilizzarlo. Da Middle East Eye. 

Anche in Terra Santa l’influenza russa sembra essere sempre più importante. Come riportato da Foreign Affairs, qualora scoppiasse una nuova guerra tra Hezbollah e Israele la Russia potrebbe fungere da ago della bilancia e tornare a essere potenza indispensabile in Medio Oriente. Ecco spiegato il perché.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Forse le difese antiaeree russe in Siria non sono così formidabili come pensato… ma non a causa degli USA. War is Boring ci rivela il vero “avversario” che le sta limitando.

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Forse Vladimir dovrebbe pensare di iniziare a diversificare un po’ il suo arsenale di cuccioli inserendo qualche unità felina.

E mentre Putin conquista la regione grazie al soft power dei suoi cuccioli le questioni interne si fanno sentire. Come vanno i colloqui di pace tra Hamas e Fatah, le due principali fazioni palestinesi, attualmente in corso al Cairo? Ce ne parla Ha’aretz

Concludiamo infine con un interessante articolo del Washington Post a proposito del referendum Curdo. Ma sono davvero tutti contenti del risultato? Forse non proprio tutti tutti e come spesso accade nei processi di indipendenza le minoranze etniche (in questo caso prevalentemente cristiani e yazidi) sono tutt’altro che tranquille a proposito del futuro.

A cura di Alberto Assouad

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