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Foto di copertina di Jordi Bernabeu Licenza: Attribution License

Svezia: cosa accadrà alle elezioni nel 2018?

In 3 sorsi – Anche in Svezia, come nel resto della Scandinavia, i partiti di estrema destra stanno mietendo consensi tra gli elettori. Tra manifestazioni neo-naziste e riforme del welfare anti-immigrazione, la Svezia si prepara per le elezioni politiche del 2018   

1. CAMBIO DI DIREZIONE

Nell’ultimo periodo movimenti della destra xenofoba e politiche anti-immigrazione stanno prendendo piede un po’ in tutta Europa. C’è chi rinviene le radici di questo fenomeno nei flussi migratori e nell’aumento dei richiedenti asilo. La Scandinavia non è da meno: negli ultimi anni infatti i partiti di destra, rispetto al passato, hanno raccolto molti più voti da parte degli elettori. In tutta la Scandinavia le agende dei partiti politici stanno adottando piani anti-immigrazione che delineano una rigida legislazione al riguardo. La Svezia è famosa per il suo sistema di welfare quasi perfetto, ma questo sta sempre più adottando idee basate su un sistema di “welfare sciovinista”, che va a beneficio dei “nativi” e lascia fuori dal sistema sociale gli immigrati. In particolare il partito dei democratici svedesi (SD) adotta sempre più idee care all’estrema destra anti-immigrati, mentre il movimento neo-nazista e anti-semita Nordiska Motståndsrörelsen (NRM) prende piede in tutta la Scandinavia. Uno dei motivi per cui il partito SD ha ricevuto più attenzione da parte di alcuni elettori è riconducibile al fatto che la Svezia, solo nel 2016, ha accettato più richieste di asilo rispetto agli altri Paesi europei: più di 150.000.

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Fig. 1 Fiera del libro di Göteborg

2. LIBERTÀ DI PAROLA

L’ultimo fine settimana di settembre a Göteborg, in Svezia, si è tenuta la più grande fiera del libro di tutta la Scandinavia. Quest’anno però la fiera è stata al centro di un acceso dibattito sui confini della libertà di stampa e di parola. Infatti, quest’anno, come nel 2016, un giornale di estrema destra, il Nya Tider, ha richiesto la partecipazione all’evento. Questa volta, a differenza dell’anno scorso, il Nya Tider ha avuto l’autorizzazione da parte degli organizzatori a partecipare alla fiera del libro. L’annuncio ha scatenato un forte dibattito sia tra gli altri partecipanti sia tra l’opinione pubblica. Alcuni partecipanti hanno cercato di boicottare la fiera e alcuni autori, tra cui lo scrittore e letterato keniota Ngugi wa Thiong’o, hanno annunciato la loro rinuncia a partecipare. L’opinione pubblica è divisa tra coloro che pensano che un Paese democratico come la Svezia non possa permettersi di vietare la libertà di stampa e di parola perché risulterebbe anti-democratico e coloro invece che non accettano che un giornale di questo tipo esista e abbia il diritto di partecipare ad eventi pubblici. Nel contempo, il movimento NRM ha deciso di manifestare in concomitanza della fiera del libro per le vie di Göteborg. Sabato 30 settembre si è tenuto il corteo neo-nazista, che inizialmente doveva passare nelle vicinanze sia della fiera del libro sia della sinagoga (è stato infine deviato per ragioni di pubblica sicurezza). Gli organizzatori della fiera del libro hanno dichiarato che un dialogo aperto è la strada migliore per sconfiggere ideologie xenofobe e razziste, in un Paese dove il partito Democratici Svedesi (SD) diffonde idee politiche di estrema destra ed è sostenitore di gruppi pro-supremazia bianca.

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Fig. 2 Corteo neo-nazista a Göteborg 

3. ELEZIONI 2018

Fra esattamente un anno gli elettori svedesi dovranno scegliere un nuovo governo. Al momento i sondaggi prevedono la riconferma dell’attuale primo ministro Stefan Löfven, leader dei socialdemocratici. Rispetto agli anni passati il partito SD ha conquistato un consenso più ampio tra gli elettori e i sondaggi vedono il loro candidato Jimmie Åkesson al terzo posto. Sempre secondo i sondaggi la compagine moderata, guidata da Anna Kinberg Batra, otterrebbe il peggior risultato della sua storia. Il partito politico dei moderati solitamente era a capo dell’opposizione e il più grande rivale dei social-democratici, ma ha perso elettori da quando Anna Kinberg Batra ha annunciato che il suo partito potrebbe coalizzarsi con il partito SD in vista delle prossime elezioni. Una coalizione di questo tipo sarebbe una novità in Svezia e i partiti alleati dei moderati hanno dichiarato che in nessun caso prenderanno parte a un governo che includa i democratici svedesi (SD). Dagli ultimi sondaggi, il partito dei democratici svedesi (SD) è il secondo più grande partito politico in Svezia.

Moira Mastrone

Un chicco in più

L’agenzia di statistica nazionale svedese (SCB) ha chiesto nei mesi di giugno e agosto 2017 a un campione di elettori le loro intenzioni di voto. I risultati di giugno mostrano che i partiti che formano il governo attuale, cioè i social-democratici ed i verdi, riceverebbero il l 35,6% dei consensi. I partiti dell’opposizione (centro, liberali, moderati e democratici cristiani) riceverebbero il 37,6% dei voti, seguiti da SD con il 18,4%, dal partito di sinistra con il 6,3%.  Secondo i sondaggi di agosto 2017 invece, il 24% degli elettori riconfermerebbe l’attuale primo ministro Stefan Löfven, leader dei social-democratici.  Gli altri elettori si dividono tra il leader del partito di centro Annie Lööf (17%), il leader di SD Jimmie Åkesson (14%) e il leader dei moderati Anna Kinberg Batra, (6%). 

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