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La rassegna del Caffè 100% Arabica – Speciale Medio Oriente

Grande protagonista della nostra rassegna mediorientale di questa settimana è l’Arabia Saudita. Giovedì scorso, infatti, il Re Salman è atterrato, malgrado gli imperdonabili problemi tecnici che hanno fatto inceppare la sua scala mobile dorata (qui il video), a Mosca. Considerando che è la prima volta che un capo di stato saudita si trova in visita ufficiale in Russia è il caso di dire che l’incontro tra Putin e Salman necessità di particolare attenzione. Ma di cosa avranno parlano i due leder? Petrolio? Armi? Siria? Iran? Ce lo prova a raccontare questo interessante articolo del Washington Post. 

In redazione ci siamo chiesti se il colore delle spade, in questo simpatico fotomontaggio, non dovrebbe essere piuttosto essere invertito. Quale dei due sta portando al lato oscuro l’altro?

Nonostante le nuove amicizie il partner incontrastato di Riyad almeno per quanto riguarda il commercio di armi rimane Washington. Come riporta Reuters, infatti,  gli Stati Uniti hanno approvato la vendita del sistema THAAD all’Arabia Saudita per un valore complessivo di circa 15 miliardi di dollari.

Pare sia stata proprio una grande settimana per i sauditi, anche considerando il fronte iraniano. La diatriba sull’Iran Deal sembra poter riservare nuove sorprese ogni giorno. Come riporta Politico, infatti, il team di Trump sembra avere trovato il modo per colpire il Deal – rispondendo ai desideri del Presidente – senza affossarlo. L’obiettivo è quello di mantenere in vigore il JCPOA ma, allo stesso tempo, esercitare più pressione sull’Iran – anche insieme agli alleati europei – per contrastare le altre sue attività considerate nocive alla regione mediorientale.

Allontanandoci dal golfo verso il Libano vi segnaliamo questa interessante recensione dell’ultima pellicola del regista Ziad Doueri. Nonostante i numerosi problemi legali a cui  Doueiri è andato incontro recentemente, il suo ultimo film “The Insult”, presentato al festival di Venezia lo scorso settembre, sta riscuotendo un vasto successo al botteghino. Questo articolo di Al-Monitor analizza il film in relazione alla situazione socio-politica libanese suggerendo moltissimi spunti per capire il successo della pellicola in Libano.

Concludiamo infine questa versione ristretta della rassegna mediorientale con un articolo di Politico che analizza a presunta rivendicazione ISIS della sparatoria di Las Vegas e la sua manipolazione mediatica.

A cura di Alberto Assouad

Alberto Assouad

Nato a Roma nel 1993 ma vivo a Milano da sempre. Mio padre è un romano acquisito ma nato a Aleppo. Sarà a causa di questa eredità siriana che oggi mi interesso particolarmente di studi mediorientali e terrorismo. Ho una personalità particolarmente ossessiva che nel tempo mi ha portato ad approfondire e dedicarmi a materie e attività estremamente diverse tra loro. Sono laureato in Architettura al Politecnico di Milano ma in questo momento sto concludendo un master in Relazioni Internazionali e tra poco incomincerò la magistrale di Politiche Europee ed Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho un oscuro passato da cinefilo accanito, particolarmente attento al cinema etnografico e documentaristico, mentre una delle mie più grandi passioni attuali è la fotografia, meglio se analogica. Sono anche un giocoliere! Il filo rosso che in qualche modo collega da sempre tutti i miei interessi è il viaggio: a fatica riesco a rimanere fermo a Milano per più di un mese di fila. Non è difficile capire perché Hemingway sia il mio scrittore preferito.

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