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La rassegna del Caffè 6 ottobre 2017

La rassegna del Caffè – Cosa abbiamo letto e vi consigliamo questa settimana

“Questo referendum non s’ha da fare, né domani, né mai.”
Fosse stato Don Abbondio a guidare la vicenda Catalana probabilmente non avremmo avuto i social inondati di immagini da Barcellona per tutta la settimana. Ma Carles Puigdemont, a differenza del prete paffutello di manzoniana memoria, è molto lontano dall’essere un vaso di terracotta, costretto a viaggiare con molti vasi di ferro. Il referendum s’è fatto e non c’è stato nemmeno bisogno che il “perfido” Don Mariano Rajoy si ammalasse di peste nera per celebrarlo. Tuttavia, se nel 1600 bastava un parroco qualunque per rendere valido davanti alla legge un matrimonio, per un divorzio nel 2017 le cose non sono proprio così semplici, sopratutto quando la moglie si chiama Spagna. La CNN in questo interessante articolo svela molti retroscena dietro l’organizzazione della votazione analizzandone anche le innumerevoli irregolarità. Anche noi altri del caffè questa settimana ci siamo inevitabilmente trovati a riflettere sui fatti di Barcellona. Qui trovate infatti un articolo riguardante le implicazioni nazionali ed internazionali del referendum, mentre qui un’analisi delle diverse opzioni e alternative che Rajoy avrebbe potuto scegliere per affrontare la questione.

EUROPA

1. La vicenda catalana sta oscurando un po’ quello che resta il problema principale della UE, cioè il crescente conflitto tra Bruxelles e i Paesi dell’Europa orientale. Paesi guidati da pulsioni sempre più nazionaliste e autoritarie, come rilevato in questa analisi di Bloomberg.

2. Il periodo al potere di Theresa May potrebbe essere spazzato via da un colpo di tosse? Le difficoltà del Primo Ministro di terminare il discorso alla Conferenza dei Tories in corso a Manchester sono la metafora della sua fatica nel tenere unito il partito. Boris Johnson si sta preparando per prenderne il posto, ma altri Ministri la difendono. Ecco quanto ci rivela Politico.

NORD AMERICA

1. Dopo la tragedia di Las Vegas si riaccende il dibattito negli USA sul problema delle stragi commesse con armi da fuoco. Vox ricostruisce la questione con numerose mappe e grafici, mostrando in dettaglio il dramma di un Paese incapace di controllare la propria pericolosa “dipendenza” da pistole e fucili.

2. In questa analisi provocatoria – scritta da Robert Kagan per World Affairs – si discute di un tema dibattuto e, spesso, mal raccontato perché poco conosciuto nel profondo: l’influenza del neoconservatorismo sulle scelte dell’amministrazione Bush junior. Come spiega Kagan nel corso dell’interessante lavoro, chi considera il neoconservatorismo come un prodotto degli ultimi decenni (magari anni) della storia statunitense commette un grosso errore: se si vuole trovare, infatti, la data di origine di visioni, pensieri e azioni riconducibili alla corrente “neocon”, infatti, bisogna risalire alla fondazione stessa degli Stati Uniti.

3. NBC News svela alcuni possibili retroscena della difficile relazione Trump – Tillerson. Incomprensioni, insulti, interventi pacificatori del vice presidente Mike Pence. Il Segretario di Stato resisterà nella sua carica ancora a lungo?

RUSSIA 

1. Un interessante studio di tre ricercatori del Politecnico Federale di Zurigo sul ruolo del patriottismo nella Russia odierna. Originariamente pubblicato in tre articoli separati, lo studio prende in esame i programmi post-sovietici di educazione patriottica, l’influenza di temi nazionalisti nelle scelte di acquisto dei consumatori russi e la crescente militarizzazione dell’idea nazionale russa sotto la presidenza di Vladimir Putin.

2. Pochi lo sanno, ma grandi compagnie aeronautiche come Airbus e Boeing si avvalgono del lavoro di ingegneri russi per la progettazione e la realizzazione dei loro velivoli commerciali. Russia Beyond spiega le ragioni di tale scelta e racconta gli ultimi successi dei centri ingegneristici russi nel campo della moderna aviazione civile.

AMERICA LATINA

1. Spira un certo vento di antipolitica in Brasile; La Folha de Sao Paulo rivela che il 54% dei brasiliani vuole Lula dietro le sbarre e addirittura l’89% ritiene che Temer debba essere processato. Ce lo spiega questo articolo de Folha de S.Paulo. 

2. El Mundo spiega che Standard&Poor’s ha promosso El Salvador; poiché è stata portata a termine la ristrutturazione dei debiti pensionistici il paese è considerato più affidabile.

AFRICA

1. Il libro “Not African Enough” di The Nest Collective ci racconta da un’altra angolazione la moda africana che, se da un lato sta vivendo un momento fortunato, dall’altro si trova intrappolata negli stessi stereotipi che riguardano altri aspetti delle culture africane. La libreria GriotItalia ne ha fatto una recensione, che potete leggere qui.

2. I militanti del gruppo Forebu (Forces républicaines du Burundi) cambiano nome in FPB (Forces Populaires du Burundi). Ma com’è organizzato il più grande gruppo di ribelli del Paese? Allafrica ce lo spiega in questa dettagliata analisi.

ASIA

1. Se la Corea del Nord sparasse un ICBM verso gli USA questi potrebbero trovarsi ad abbatterlo sopra la Russia. Uno scenario molto delicato analizzato da Defense One.

2. Jack Ma, fondatore e patron di Alibaba, è sempre più influente sia in Cina che a livello internazionale. Ma quali sono i suoi piani per il futuro? Che rapporti ha con Xi Jinping e Donald Trump? E come potrebbe rivoluzionare ulteriormente l’economia cinese nei prossimi anni? Asia Times lo ha chiesto a Porter Erisman, ex Vice-Presidente di Alibaba e profondo conoscitore del personaggio Ma.

3. L’Afghanistan non deve solo affrontare guerra e terrorismo, ma anche una grave crisi idrica provocata dai cambiamenti climatici e dal cattivo uso delle proprie risorse acquifere. Ne parla in dettagli0 The Third Pole, che sottolinea la graduale presa di coscienza del problema da parte della società afghana.

4. La crisi nordcoreana continua a preoccupare il mondo intero. Ma cosa accadrebbe davvero in caso di conflitto tra USA e Pyongyang? Secondo un’analisi di Michael J. Zagurek, riportata da Bloomberg, la Corea del Nord potrebbe rispondere a un’azione militare statunitense con un attacco nucleare su Tokyo e Seul, provocando la morte di oltre 2 milioni di persone.

Chiudiamo questa settimana turbolenta riportandovi questa simpatica gallery di Repubblica che vede i tre ex presidenti Clinton, Bush Jr. e Obama tra gli spettatori della Presidents Cup, prestigioso torneo di golf che si svolge New Jersey. Ma a proposito di presidenti… che fine ha fatto il nostro Donald questa settimana? Ma eccolo qui in visita a Porto Rico tra una delle sue discutibili uscite e un po’ tiri liberi sulla folla di un centro di assistenza nella capitale, usando rotoli di carta assorbente invece di palloni da basket. Qui il video.