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Brexit un passo avanti? Si riavviano i negoziati

In 3 sorsi – A Marzo 2019 scadranno i due anni previsti per negoziare l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Il 22 settembre 2017, a Firenze, Theresa May ha tenuto un discorso-chiave sull’Europa che potrebbe modificare la direzione dei negoziati per la Brexit

1. LE CONDIZIONI UE – Negli ultimi giorni si è assistito alle battute finali per poter riavviare i negoziati tra Gran Bretagna ed Unione Europea. Il 29 Marzo 2019 scadranno i due anni previsti dall’art. 50 del Trattato di Lisbona per negoziare i termini dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Per accompagnare al meglio la Brexit, Bruxelles e Londra sperano di trovare degli accordi che permettano un’uscita fluida dall’Unione. Michel Barnier, responsabile dei negoziati sulla Brexit per l’Ue, lo scorso 20 settembre ha dichiarato che i tempi per raggiungere un pacifico accordo di uscita del Regno Unito dall’Ue si stanno restringendo. Infatti ormai si ha a disposizione circa 1 anno di trattative fino all’autunno 2018, dato che queste devono essere completate 6 mesi prima del 29 marzo 2019 e che successivamente a questa data, servono altri 6 mesi per le ratifiche. I negoziati erano iniziati il 29 marzo 2017 e si hanno 2 anni di tempo per trovare un accordo. Barnier ha aggiunto che un’intesa con Londra è possibile ma tra i punti chiave dei negoziati si devono garantire il rispetto dei diritti dei cittadini della Ue che risiedono nel Regno Unito.

Fig. 1 – Michel Barnier, capo negoziatore dell’UE sulla Brexit

2. DISCORSO CHIAVE SULL’EUROPA –  Nel suo discorso a Firenze, Theresa May ha evidenziato alcuni punti fondamentali che faranno parte dei negoziati per la Brexit. Ha esplicitamente dichiarato che l’accordo prevedrà 2 anni di transizione dopo marzo 2019, così che l’uscita possa essere il meno traumatica possibile per tutti i soggetti coinvolti. Inoltre nel suo discorso ha parlato dei diritti dei cittadini Ue, del confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord nonché della sicurezza, in particolare riguardo agli attentati terroristici, armi nucleari nord coreane ed i problemi legati al cambiamento climatico. Tutte questioni che interessano non solo l’Ue ma tutto il continente Europeo, e non a caso la May ha ribadito la volontà del Regno Unito di rimanere un forte partner dell’UE anche dopo l’uscita.- Riguardo ai cittadini Ue, la premier britannica ha dichiarato che coloro i quali risiedono e lavorano in Gran Bretagna potranno continuare a vivere nel Regno Unito; in cambio però Londra porrebbe come condizione il mantenimento di un pieno accesso al mercato unico dell’Unione per un periodo di 2 anni. Invece, successivamente, per chi si vorrà trasferire in Gran Bretagna sarà obbligatorio registrarsi. Tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord non si avrà un vero e proprio confine con posti di dogana e controllo di passaporti. Al contrario, l’intenzione è di creare “una frontiera invisibile” e si controlleranno solo le grandi aziende che operano nel commercio internazionale. Infine Theresa May ha già messo le basi sulle trattative degli accordi commerciali, dichiarando che la Gran Bretagna vuole essere il maggior partner commerciale per l’Ue e che insieme si potrà creare una forte alleanza e collaborazione.

Fig. 2 – Il Primo Ministro britannico Theresa May: a Firenze ha cercato di cambiare il corso dei negoziati 

3. PROSPETTIVE DIFFICILI – Gli accordi per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea devono essere completati entro il 29 marzo 2019. Ormai siamo al quarto round dei negoziati, e fino ad oggi entrambe le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo.

Fig. 3 – La conferenza stampa di David Davis e Barnier: visioni ancora troppo distanti?

A Firenze, la premier britannica ha cercato di mettere le basi per creare un accordo comune sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue riprendendo alcuni punti fondamentali tra cui i diritti dei cittadini Ue, del confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord nonché della sicurezza. Dopo il discorso di Theresa May a Firenze, Barnier si è dichiarato soddisfatto del “passo costruttivo” da parte della Gran Bretagna, ma ancora molte sono le questioni in bilico ed i passi avanti fatti fino ad ora non sono sufficienti, è necessario un accordo il prima possibile. Barnier ha più volte dichiarato che la Gran Bretagna deve mettere al più presto nero su bianco gli impegni verbali presi e trasformarli in negoziati veri e propri per arrivare ad una svolta sulla Brexit. Adesso non ci resta che aspettare il 9 ottobre dove i leader dei paesi membri si riuniranno presso il Consiglio e Theresa May avrà un’altra occasione per portare una proposta concreta. Tuttavia, le dichiarazioni di Barnier al termine del quarto round di incontri con la sua controparte David Davis non lasciano ben sperare, tanto che il Presidente del Consiglio Europeo Tusk ha affermato che “ci vorrebbe un miracolo” perché ad ottobre si possa entrare nella seconda fase del negoziato, quello cioè relativo alla definizione della partnership futura.

Moira Mastrone

Un chicco in più

La premier britannica, il 22 settembre 2017 ha tenuto il discorso-chiave sull’Europa a Firenze, presso l’ex scuola allievi marescialli dei Carabinieri di Santa Maria Novella. Theresa May ha iniziato il suo discorso spiegando il perché abbia scelto proprio Firenze. La scelta della cittadina toscana ricade sul fatto che questa è stata la capitale del Rinascimento e la ricchezza della città era dovuta al commercio internazionale ed ai suoi legami finanziari con il resto del mondo. Firenze, oggi, è stata scelta come simbolo di rinascita dei rapporti economici tra Londra e Bruxelles, in vista di una cooperazione duratura e un futuro radioso.