Puoi leggerlo in 2 min.

La rassegna del Caffè – Cosa abbiamo letto e vi consigliamo questa settimana

Cambiano le stagioni, arriva l’autunno, ma il vero protagonista della scena internazionale rimane sempre il nostro affezionatissimo Leader Supremo con la sua inarrestabile passione per l’atomo. Anche questa settimana infatti, parafrasando il titolo del famoso film, l’urlo di Kim terrorizza anche l’occidente (e non solo). Ma se i test del più giovane capo di stato al mondo (a parte ovviamente Vanessa D’Ambrosio, classe ’88, capitano reggente della Serenissima Repubblica di San Marino) spaventano, le dichiarazioni di The Donald alle Nazioni Unite non tranquillizzano di certo. Quanto siamo davvero vicini a un conflitto militare tra Washington e Pyongyang? Politico lo ha chiesto a due ex alti ufficiali americani con esperienza diretta del tema e le loro risposte non sembrano proprio rassicuranti, soprattutto per via dell’eccessiva aggressività dell’amministrazione Trump. La minaccia atomica nell’era dei meme: Twitter Man Vs. Rocket Man.

Ringraziamo gli amici de Il Superuovo per questo meraviglioso meme a tema.

AFRICA

1.  In periodo di fashion week, ripeschiamo un vecchio articolo della CNN che ci spiega come il business della moda africana stia pian piano evolvendosi: piccole joint venture diventano fenomeni globali, crescono gli e-commerce e persino le star indossano con fierezza i brand africani.

2. Il tema della sicurezza alimentare è sempre più cruciale (come dimostra anche il pezzo che abbiamo pubblicato questa settimana), specialmente in Paesi come Niger, Burundi e Repubblica Centrafricana, la cui popolazione ha raggiunto livelli di malnutrizione altissimi. Questo reportage di Chris de Bode per BBC, al limite tra foto ritratto e documentario, ci restituisce un quadro della situazione.

3. Africanews ci introduce i nuovi volti africani, che prenderanno parte all’Assemblea Generale della Nazioni Unite per la prima volta dopo la loro elezione.

AMERICA LATINA

1. Come sta andando l’economia dell’Ecuador? Secondo El Comercio, alcuni settori particolarmente bene, grazie anche ad accordi politici relativi alla quantità di prodotto esportato, altri meno. C’entra l’Europa e c’entra il dollaro. 

2. A Folha de Sao Paulo racconta che il presidente Temer, a New York per la sessione generale dell’Onu, abbia raccontato che la situazione del Venezuela sta a cuore a lui e ad altri leaders continentali, oltre che allo stesso Trump.

ASIA

1. La tragedia dei Rohingya in Myanmar ha provocato rabbia e indignazione in tutto il mondo, con richieste di punizioni esemplari per il governo birmano di Aung San Suu Kyi. Ma la vicenda è molto più complessa di quanto raccontato dai media e forse sarebbe meglio muoversi con maggiore cautela, come ben spiegato da Sumantra Maitra su Eurasia Review.

RUSSIA E CAUCASO

1. Molto scalpore tra i media occidentali riguardante la notizia dell’inaugurazione di una statua a Mosca in onore di Mikhail Kalashnikov, inventore del famigerato fucile d’assalto AK-47. Ma che cosa pensano gli abitanti della capitale russa di questa iniziativa? Il Moscow Times lo ha chiesto ai diretti interessati e le risposte sono uno spaccato intrigante dell’odierna società russa.

2. Un interessante articolo di EurasiaNet.org sul crescente interesse economico della Cina verso l’Abkhazia, piccola repubblica separatista nel Caucaso sostenuta dalla Russia. Ma questo interesse rappresenta davvero un’opportunità per la regione oppure si tratta di una mera illusione?

EUROPA

Concludiamo in casa con un paio di articoli che approfondiscono lo sviluppo della questione Catalogna. Ecco qui un articolo dal catalanissimo sito d’informazione Ara.cat e uno preso direttamente dal giornale nazionale spagnolo. Infine vi salutiamo con questa chicca conclusiva: la dichiarazione ufficiale del Futbol Club Barcelona a proposito degli avvenimenti delle ultime settimane. Ci chiediamo però contro chi potrebbe gareggiare il Barça nella serie A catalana… forse a sfidarlo sarà il temibile Club Gimnàstic de Tarragona?

A cura di Alberto Assouad

PS: Avete ragione, manca il Medio Oriente. Ma non ce ne siamo dimenticati… a domani, fidatevi.

Alberto Assouad

Nato a Roma nel 1993 ma vivo a Milano da sempre. Mio padre è un romano acquisito ma nato a Aleppo. Sarà a causa di questa eredità siriana che oggi mi interesso particolarmente di studi mediorientali e terrorismo. Ho una personalità particolarmente ossessiva che nel tempo mi ha portato ad approfondire e dedicarmi a materie e attività estremamente diverse tra loro. Sono laureato in Architettura al Politecnico di Milano ma in questo momento sto concludendo un master in Relazioni Internazionali e tra poco incomincerò la magistrale di Politiche Europee ed Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho un oscuro passato da cinefilo accanito, particolarmente attento al cinema etnografico e documentaristico, mentre una delle mie più grandi passioni attuali è la fotografia, meglio se analogica. Sono anche un giocoliere! Il filo rosso che in qualche modo collega da sempre tutti i miei interessi è il viaggio: a fatica riesco a rimanere fermo a Milano per più di un mese di fila. Non è difficile capire perché Hemingway sia il mio scrittore preferito.