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In 3 sorsi In Senegal il partito del Presidente Macky Sall conquista la maggioranza parlamentare. Numerosi i disagi e le critiche da parte dell’opposizione

1. I RISULTATI – Con le elezioni legislative del 30 luglio la coalizione del Presidente si conferma come maggior partito del Paese conquistando 125 seggi su 165. Erano ben 47 le liste tra cui i cittadini potevano scegliere i propri candidati, un record per il Senegal che nel 2012 vedeva competere solo 24 liste. La presenza di un numero così cospicuo di partiti e coalizioni in competizione ha portato non solo numerosi disagi organizzativi ma anche una dispersione del voto di opposizione che ha quindi garantito al partito“Benno Bokk Yaakae” (Uniti dalla speranza) – la coalizione del Presidente – una maggioranza schiacciante in Parlamento, lasciando le due principali opposizioni con un misero bottino. La coalizione dell’ex Presidente Abdoulaye Wade ha conquistato solo 19 seggi mentre quella di Khalifa Sall, sindaco di Dakar attualmente in prigione in attesa di giudizio con l’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici, è riuscita ad ottenerne solo sette. Queste elezioni legislative sono state considerate da molti come un banco di prova per le presidenziali che si terranno nel 2019. Stando ai numeri sembrerebbe quindi che l’attuale Presidente abbia la strada spianata per assicurarsi anche il prossimo mandato alla guida del Paese.

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Fig. 1 – Il Presidente del Senegal Macky Sall

2. I DISAGI – Una delle principali innovazioni di queste elezioni doveva essere l’utilizzo di nuove carte d’identità che rispettano gli standard del ECOWAS (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale). Difficoltà organizzative hanno però impedito al governo di stampare e recapitare tutte le schede richieste dai cittadini, costringendo il Presidente ha richiedere l’autorizzazione alla Corte Costituzionale per permettere l’accesso ai seggi elettorali mostrando la ricevuta della richiesta della nuova carta d’identità. Su questo fallimento del governo è stata costruita parte della campagna dell’opposizione: l’impossibilità di recapitare tutti i documenti d’identità, è considerata dalle opposizioni come esemplificativa dell’incapacità di gestione del Paese di Macky Sall. Ma le accuse di parte dell’opposizione non si fermano qui: il mancato recapito delle carte di identità potrebbe infatti celare una vera e propria strategia del Presidente per manipolare il voto. Molti cittadini, infatti, non sono riusciti ad esercitare il proprio diritto al voto a causa della mancata verifica dell’autenticità della propria ricevuta da parte delle forze di polizia, fatto che avrebbe potuto alterare il risultato delle votazioni in quelle aree dove la vittoria del partito al potere era più incerta. Che si tratti di brogli elettorali o del risultato di un’organizzazione disastrosa, quello che appare evidente è comunque una deludente prova per quella che viene considerata una delle democrazie più stabili dell’Africa occidentale.

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Fig. 2 – Seggio elettorale a Dakar durante le elezioni del 30 luglio 2017

3. UN CLIMA TESO – La trasparenza e la regolarità di queste elezioni è macchiata anche dagli episodi di repressione dei manifestanti alla vigilia delle elezioni. Anche l’arresto del sindaco di Dakar è stato letto dai suoi sostenitori come “politico” e quindi come parte della strategia di Macky Sall per neutralizzare i suoi avversari. Gli scontri tra i sostenitori dei diversi schieramenti politici, l’utilizzo di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti da parte della polizia e il caos nell’organizzazione delle elezioni hanno contribuito a generare un clima teso che ha fatto temere in una degenerazione violenta della situazione tanto da spingere l’ambasciata americana ad allertare i propri cittadini presenti sul territorio. I risultati delle elezioni hanno inoltre portato l’ex presidente Abdoulaye Wade ad annunciare il boicottaggio delle prossime elezioni.

Marcella Esposito

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

Qui potete trovare ulteriori informazioni sulle elezioni fornite dal International Foundation for Electoral Systems.[/box]

Foto di copertina di MONUSCO Licenza: Attribution-ShareAlike License

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Marcella Esposito

Laureata in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa, da anni mi occupo dello studio della situazione socio-politica in Africa Orientale e in particolare della Tanzania, paese che amo e che ho potuto conoscere in profondità grazie ai miei viaggi e alla conoscenza della sua splendida lingua, il swahili. Mi interesso di governance urbana, informalità e sviluppo locale, ma anche di come identità di genere, razza e classe si interfacciano nel contesto dell’Africa sub-sahariana. Per il Caffè Geopolitico mi occupo di Africa Meridionale.