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AstroCaffèIl lanciatore europeo (molto italiano) Vega ha portato in orbita il satellite militare per l’osservazione della Terra OPTSAT-3000. Il Caffè è stato all’evento organizzato dal Segretariato della Difesa/Direzione Centrale degli Armamenti in collaborazione con Leonardo e Telespazio

L’EVENTO – Nella sala conferenze principale della nuova sede del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (presso l’Aeroporto di Centocelle a Roma) sì è tenuta la conferenza a seguito del lancio del satellite per l’osservazione della Terra (Earth Observation – EO) OPTSAT-3000.
Durante l’evento hanno preso la parola esponenti militari, politici e dell’industria aerospaziale. Il Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, Generale Carlo Magrassi ha fatto il saluto iniziale, sottolineando come il nuovo satellite si inserisce nella ormai decennale storia spaziale italiana –  iniziata con il lancio del San Marco-1 nel 1964 – e opererà di concerto con la costellazione COSMO-SkyMed. Il generale ha inoltre evidenziato l’importanza dei servizi satellitari per le forze operative e, dal lato civile, per la gestione e il monitoraggio delle calamità e dei disastri naturali. Subito dopo ha preso la parola l’Amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, il quale si è concentrato sulla riuscita collaborazione tra Italia e Israele per l’OPSAT-3000 e sull’importanza del settore spaziale per l’economia del nostro Paese auspicando il proseguimento degli investimenti in nuove tecnologie come i satelliti COSMO-SkyMed di seconda generazione e, più in là, il SICRAL-3.
Il replay del lancio, avvenuto questa notte ora italiana, è stato commentato dall’Amministratore delegato di Telespazio Luigi Pasquali, il quale si è poi collegato in diretta con Tel Aviv dove la IAI (Israel Aerospace Industries), incaricata della ricezione dei primi dati di telemetria del satellite, e dei primi test in orbita, ha confermato il perfetto funzionamento della piattaforma finora.
A concludere l’evento sono stati gli interventi del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, e del Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano. Il primo ha dichiarato come OPTSAT-3000 faccia parte di quel processo di pianificazione a lungo termine contenuto nel Libro Bianco della Difesa e che le Forze Armate non sono in grado di operare senza dati satellitari. Il Sottosegretario Alfano ha chiuso sottolineando la peculiarità dell’uso duale delle tecnologie, un concetto non scontato come sembra, e che un grande Paese è tale quando è si rivolge a “chi è capace” per ottenere determinati risultati.

Fig. 1 – L’Amministratore delegato di Telelspazio, Luigi Pasquali, commenta il replay del lancio dell’OPTSAT-3000 (foto dell’autore)

OPTSAT-3000 – Il satellite è di tipo ottico e farà da complemento alla costellazione radar COSMO-SkyMed. La IAI israeliana ha realizzato la piattaforma (nell’ambito dell’accordo bilaterale tra Italia e Israele che comprendeva la vendita a quest’ultimo degli addestratori jet M-346 di Leonardo), mentre OHB Italia è stata responsabile dei servizi di lancio e del supporto ingegneristico. Il sistema completo (compreso di segmento di terra) è però fornito alla Difesa da Telespazio (consorzio Leonardo-Thales). Il satellite pesa 368 chilogrammi e ha una vita operativa stimata in sette anni. “Volerà” in orbita terrestre bassa (Low Earth Orbit – LEO) di tipo polare a una quota di circa 456 chilometri (la ISS è a circa 400, mentre i COSMO-SkyMed a circa 800)

Fig. 2 – Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, prende la parola (foto dell’autore) 

VEGA 10 SU 10 – Tutto questo non sarebbe stato possibile senza che il lanciatore facesse il suo dovere e il Vega l’ha fatto. Il razzo europeo (che parla tanto italiano grazie all’azienda Avio di Colleferro) per carichi leggeri ha compiuto con successo la sua decima missione (su dieci) confermando il primato del 100% di affidabilità con pochi rivali al mondo. Partito alle 3.58 ora italiana, il vettore ha portato con successo in orbita sia l’OPTSAT-3000 sia il suo “compagno di viaggio”, il satellite Venμs per il monitoraggio della vegetazione. Il Vega è composto da quattro stadi: il primi tre – denominati P-80, Zefiro-23 e Zefiro-9 – hanno una propulsione a propellente solida, mentre il quarto, l’AVUM fornito da un’azienda ucraina, è a propellente liquido e serve per le manovre di posizionamento e rilascio del carico nell’orbita prefissata. La nuova versione del Vega, più performante e denominata Vega-C prenderà il volo nel 2019.

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Fig. 3 – Lancio del vettore Vega

Emiliano Battisti

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un chicco in più

Una curiosità a proposito del numero 10: a bordo del Vega era presente anche la maglia del calciatore Francesco Totti dopo un accordo tra Avio, l’AS Roma e l’ex giocatore nato sui social media[/box]

Foto di copertina di ESA_events Licenza: Attribution-ShareAlike License

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.