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Venerdì pomeriggio, aspettando il sabato del villaggio di leopardiana memoria e il meritato riposo. Cambia poco per chi già si gode le ferie, ultimi sforzi in ufficio per gli altri. Già programmato il weekend? Avete tenuto uno spazio per la rassegna del Caffè? Pronti, si parte.

1) Tanta Cina anche questa settimana. Come da tradizione, nei mesi precedenti al Congresso iniziano una serie di giochi politici che tradizionalmente non si seguono molto, ma visti dall’interno non sfigurerebbero in una House of Cards cinese. The Wall Street Journal racconta dei possibili competitor di Xi Jinping, che intanto (e forse questo l’avete letto) ha censurato Winnie The Pooh, perchè dicono gli somigli, racconta tra gli altri il New York Times.

2) A proposito, Belt and Road Initiative, la Nuova Via della Seta Cinese, inizia a mostrarsi in Italia in maniera concreta anche per quanto riguarda la rotta ferroviaria, come leggiamo sulla Stampa relativamente all’inagurazione a fine settembre della tratta Chengdu-Mortara, in provincialdi Pavia. Su Agi c’è poi una lunga analisi davvero da non perdere sulla possibilità di collegare via treno alla Cina anche Milano e Trieste.

3) Dalla Cina scivoliamo lentamente verso l’Asia, prima con una analisi di Asia Times sull’attuale crisi tra India e Cina nel Sikkim (in realtà lo scontro è tutto sul vicino Bhutan, dove Pechino sta diventando sempre più influente), poi con The Wire, che racconta come l’ambasciatore iracheno in India abbia rivelato che il Governo Modi aveva offerto assistenza militare a Baghdad per combattere l’ISIS poco prima della battaglia di Mosul. L’offerta è stata poi ignorata dal Ministero degli Esteri iracheno. La mossa conferma il crescente interesse di Delhi per le vicende mediorientali, dovuto sia alla questione energetica che alla presenza di larghe comunità indiane nei paesi della regione.

4) Al di là dei suoi tweet (la state seguendo a proposito la nostra nuova rubrica?), che dire della settimana di Trump? The Guardian racconta come il Presidente fatichi a mantenere le promesse elettorali su riforma sanitaria e tasse, con buona parte dell’opinione pubblica che pare interpretare questi primi sei mesi di presidenza uno “smantellamento” degli Stati Uniti. La notizia invece che Trump qualche ora dopo il G20 abbia incontrato Putin per un incontro bilaterale ha invece fatto il giro del mondo. Il secondo meeting del 7 luglio tra i due leader è stato confermato dalla Casa Bianca, come racconta il New York Times.

5) A proposito di Putin, chi è veramente Alexey Navalny, il suo principale oppositore politico? Su Geopolitical Intelligence Service tutte le ambiguità e le contraddizioni di un personaggio che sembra destinato a giocare un ruolo chiave nelle elezioni presidenziali russe del 2018.

6) In attesa di capire se possono esserci anche convergenze, ecco secondo Politico cinque aree su cui M&M’s (Merkel e Macron, ovviamente) proprio non possono andare d’accordo.

7) Dalle parole ai fatti: come da annunci pregressi, El Tiempo racconta come in Uruguay si cominci a vendere “marijuana di stato”, una storia che andrà monitorata con attenzione. In Brasile invece, se Atene piange Sparta non ride: Temer ha i suoi (enormi) problemi ma Lula, appena condannato a 9 anni e mezzo, si vede ora bloccare ben 600 milioni di reais (circa 200 milioni di €) dal nemico Moro, come racconta Valor.

8) Chiudiamo con il Medio Oriente. Oggi è una giornata di altissima tensione a Gerusalemme, e per seguirla al meglio vi suggeriamo l’account twitter di Giorgio Bernardelli, giornalista amico del Caffè e qui davvero molto stimato. A livello di relazioni internazionali, Haaretz ha registrato il forte avvicinamento di Macron a Israele, con Netanyahu che pare incassare un successo diplomatico con i leader di Visegrad (Ungheria, Polonia, Rep. Ceca e Rep. Slovacca), come si legge su Euractiv.

9) Due storie da non perdere: La Stampa racconta dell’emiro del Qatar, che aveva detto che le dichiarazioni apparse su al-Jazeera che avevano scatenato la crisi erano false, frutto di hackeraggio. Secondo gli USA, aveva ragione. Infine, su War on The Rocks la storia di successo del Counter-Terrorism Service iracheno contro l’ISIS, il forte prezzo di sangue da esso pagato e la sfida per il futuro del Paese.

Il video della settimana. L’avvicinamento Macron-Trump sarà merito di una delle strette di mano più infinite nella storia? Provate a imitarla in un incontro di lavoro, poi raccontateci se funziona.

Qui sotto la foto della settimana, che rende bene l’idea della “copertura missilistica” della Corea del Nord, superiore a quella dei più grandi operatori di telecomunicazioni al mondo. Poi non diteci che a Pyongyang prende male.

A cura di Alberto Rossi

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Alberto Rossi

Classe 1984, laureato nel 2009 in Scienze delle Relazioni Internazionali e dell’Integrazione Europea all’Università Cattolica di Milano (Facoltà di Scienze Politiche). La mia tesi sulla Seconda Intifada è stata svolta “sul campo” tra Israele e Territori Palestinesi vivendo a Gerusalemme, città in cui sono stato più volte, che porto nel cuore e in cui andrei domani a vivere (e sì, sembra assurdo, ma anche mia moglie Cristina verrebbe di corsa con me. Nostra figlia Anita invece, nata a maggio 2015, ancora non ci ha detto cosa ne pensa). Vivo a Milano, dopo 28 anni di Brianza, e sono Responsabile Marketing della Fondazione Italia Cina e analista del CeSIF (Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina). Tra le mie passioni, il calcio (portiere, allenatore, tifoso), la politica, i libri di Giovannino Guareschi, i giochi di magia, il teatro, la radio. Già, la radio: nel 2009 conducevo un programma di esteri su Bmradio.it, e con alcuni amici/colleghi appassionati di geopolitica e relazioni internazionali ci siamo detti: la radio non basta, dovremmo inventarci qualcosa di più per parlarne… Ecco, Il Caffè Geopolitico, di cui sono Presidente, è nato più o meno così.

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