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Modi a Tel Aviv: il viaggio del primo Premier indiano in Israele

In 3 sorsiLo storico viaggio di Narendra Modi in Israele segna l’evoluzione dei rapporti tra i due Paesi verso una partnership più strutturata. Tanti i temi trattati durante la visita del Premier indiano a Tel Aviv, ma tra essi la questione palestinese ha avuto un ruolo marginale, sollevando le critiche dell’ANP

1. VENTICINQUE ANNI DI RELAZIONI DIPLOMATICHE – Svoltasi tra il 4 e il 6 luglio scorsi, la storica visita di Narendra Modi si è aperta con l’accoglienza tributata da Israele a pochi altri leader mondiali: tappeto rosso steso all’aeroporto di Tel Aviv e un sorridente Premier Benjamin Netanyahu in attesa per la rituale stretta di mano.
Modi è il primo Premier indiano in visita di Stato in Israele, nell’anno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Molti osservatori concordano nel definire l’evento di fondamentale importanza per la future relazioni tra i due Paesi, entrambi desiderosi di superare il tradizionale rapporto import-export e costruire una partnership più strutturata.
“A partire dal 1992 le relazioni tra Israele e India sono cresciute, ma è stato grazie al Primo Ministro Modi che sono sbocciate”, ha commentato l’Ambasciatore Dore Gold, ex direttore generale del Ministero degli Esteri israeliano. Secondo i dati del Governo di Gerusalemme, il commercio bilaterale è cresciuto dai 200 milioni di dollari nel 1992 ai 4,13 miliardi nel 2016.
La Repubblica indiana, primo Paese per import di armi negli ultimi cinque anni, si è affidata in buona percentuale ad Israele per il rinnovamento del suo arsenale, tanto che secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) l’India è attualmente il maggior acquirente di armamenti israeliani.

Fig. 1 – Stretta di mano tra Benjamin Netanyahu e Narendra Modi all’aeroporto di Tel Aviv, 4 luglio 2017

2. NON SOLO INDUSTRIA BELLICA – Molti analisti indicano il crescente interesse indiano verso ovest come una mossa strategica nei giochi di forza tra India e Cina in Asia. Oggi Pechino è il primo partner commerciale di Israele in Asia con un volume d’affari che si aggira intorno agli 11 miliardi di dollari l’anno. L’India cerca una cooperazione più stretta con Gerusalemme nel tentativo di superare lo storico rivale cinese, mentre le relazioni tra le due potenze asiatiche peggiorano a causa della disputa territoriale nella regione del Sikkim, a ridosso del confine di entrambi i Paesi con il Bhutan.
I tre giorni di visita sono stati utili ai leader dei due Paesi per affermare la volontà congiunta di ampliare la cooperazione su temi come agricoltura, acqua ed innovazione tecnologica. “Israele è tra le nazioni leader nei campi dell’innovazione e delle tecnologie agricole – queste sono anche le aree d’azione prioritarie per lo sviluppo dell’India”, ha detto Modi ai reporter nel corso della conferenza stampa di mercoledì 5 luglio.
I tre giorni in Israele di Modi sono stati scanditi da numerose visite ed incontri, tra cui quello con il Presidente israeliano Reuven Rivlin e l’evento organizzato con gli esponenti della comunità indiana nello Stato ebraico.
In compagnia di Netanyahu il leader indiano ha discusso di tecnologia e industria, per poi firmare un memorandum sulla creazione di un fondo congiunto di ricerca e sviluppo per l’innovazione del valore di 40 milioni di dollari. Sono stati inoltre sottoscritti due accordi per la cooperazione sulle politiche di conservazione dell’acqua e un piano di lavoro triennale in materia di agricoltura.
Modi si è poi rivolto ai maggiori imprenditori israeliani e indiani riuniti al Convention Centre di Tel Aviv, invitandoli a sostenere il programma “Make in India, l’iniziativa del suo Governo volta a incentivare la produzione industriale entro i confini della Repubblica indiana.

Fig. 2 – I due Premier durante la conferenza per l’innovazione tenutasi al Convention Centre di Tel Aviv, 6 luglio 2017

3. LA QUESTIONE PALESTINESE – Nella conferenza congiunta di mercoledì 5 luglio i due leader hanno confermato l’impegno per la cooperazione in materia di sicurezza, cogliendo l’occasione per affrontare il tema terrorismo. “Riconosciamo di essere sotto la minaccia del terrorismo… e ci siamo accordati per cooperare anche in questo senso”, ha dichiarato Benjamin Netanyahu. I due leader hanno speso poche parole circa la questione palestinese, limitandosi ad auspicare una soluzione negoziata basata sul mutuo riconoscimento e su intese per la sicurezza.
Numerose critiche sono state sollevate dalle autorità palestinesi, che auspicavano un incontro con il leader indiano che invece non è avvenuto. “Avremmo preferito che il Primo Ministro di un importante Paese come l’India, in visita nella regione, avesse visitato anche la Palestina”, ha dichiarato Tayseer Jaradat, Vice Ministro degli Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP).
Storicamente, l’India è sempre stata una strenua sostenitrice della causa palestinese, promuovendo la soluzione del conflitto con Israele tramite il riconoscimento di due Stati indipendenti. Oggi, l’ANP è invece convinta che l’aumento della cooperazione tra India e Israele avvenga alle spese del popolo palestinese.
Nel maggio scorso Modi aveva sottolineato l’impegno per la causa palestinese nel corso della visita ufficiale a New Delhi di Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, prendendo posizione per la soluzione dei due Stati.
Allo stesso tempo l’India non intende rinunciare a una parternship importante come quella israeliana. “Continueremo a lavorare con i palestinesi perché sosteniamo la loro causa. Allo stesso tempo vogliamo mantenere le relazioni con Israele indipendenti da quelle con la Palestina”, ha dichiarato l’Ambasciatore indiano a Gerusalemme Pavan Kapoor.

Fig. 3 – Incontro tra Modi e il Presidente dello Stato Palestinese Mahmoud Abbas, maggio 2017

Emanuel Garavello

Un chicco in più

L’Industria Aerospaziale di Israele (IAI) ha annunciato lo scorso aprile di aver concluso con il Governo indiano un accordo del valore di due miliardi di dollari, il più alto mai registrato nella storia dell’industria bellica israeliana. La fornitura comprende diversi sofisticati sistemi missilistici e di difesa che andranno a sostituire quelli attualmente impiegati dall’Esercito di New Delhi.  

Foto di copertina di narendramodiofficial Licenza: Attribution-ShareAlike License

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