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L’Eni vince ancora in Africa: il progetto Coral in Mozambico

Nella partita dell’energia che si gioca in Africa, dopo il colpo dell’Eni in Egitto, il cane a sei zampe vince ancora, questa volta in Mozambico, nel bacino di Rovuma. Analizziamo la scoperta, gli interessi del Mozambico e gli interessi dell’Italia

LA SCOPERTA – Il colosso dell’energia Eni continua ad espandersi nel continente africano e questa volta guarda al Mozambico. Il 1 giugno 2017 l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi e il Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi, hanno lanciato il progetto Coral South LNG (Liquefied Natural Gas), firmando i contratti per la perforazione, la costruzione e l’installazione delle facilities di produzione, nonché gli accordi con il governo mozambicano per il project financing ed il quadro regolatorio. Il progetto prevede lo sviluppo e la messa in produzione  delle risorse di gas naturale scoperte da Eni. Nel 2006 infatti Eni vince un contratto di concessione per l’esplorazione e la produzione in Mozambico nella provincia di Cabo Delgado. Durante la campagna esplorativa del 2012, scopre il giacimento Coral, situato nell’Area 4 del bacino di Rovuma con una capacità di liquefazione di oltre 450 miliardi di metri cubi di gas in posto secondo le stime. Il piano di sviluppo, approvato nel febbraio 2016 dal governo mozambicano, prevede la costruzione di 6 pozzi sottomarini e un impianto di produzione galleggiante con una capacità di liquefazione di 5 miliardi di metri cubi l’anno. A marzo 2017 Eni firma un accordo con il colosso americano ExxonMobil per la cessione del 25% delle quote di Eni East Africa rimanendo però l’operatore principale con una partecipazione del 50% detenuta attraverso Eni East Africa, la quale possiede il 70 % dell’Area 4. E’ un’operazione che fa parte della strategia di trasformazione avviata da Eni nel 2014 con il “Dual Exploration Model” che prevede la cessione di una parte delle quote durante la fase esplorativa e di avvio dei progetti, mantenendo però il controllo delle operazioni anche successivamente alle scoperte, monetizzando così le attività esplorative e generando cassa prima della fase di produzione.

Fig.1 – Palazzo Eni Roma Eur

IL MOZAMBICO E I SUOI INTERESSI – Molti gli interessi in gioco per il Mozambico, da sempre ritenuto come un modello virtuoso di crescita dalle organizzazioni internazionali. Questo si è dimostrato nel tempo una delle più promettenti economie africane tanto da rientrare a pieno titolo nella categoria dei cosiddetti “Leoni d’Africa”. Negli ultimi quindici anni il Paese ha registrato tassi di crescita del PIL reale molto elevati soprattutto grazie agli ingenti giacimenti di gas e alle notevoli risorse minerarie attirando così l’attenzione delle multinazionali straniere. Il 2016 si è invece caratterizzato come un momento d’impasse determinato soprattutto dalla scoperta dei debiti contratti dal governo precedente nel 2014 per il valore di circa 2 milioni di Euro. Ciò ha determinato una notevole svalutazione della moneta locale e la diminuzione degli investimenti diretti esteri nonché un notevole aumento del debito pubblico. Nonostante un 2016 complicato, il progetto Coral South non potrà che apportare una notevole crescita economica per il Paese e ha tutto il potenziale per risanare la salute finanziaria dello Stato; si stimano infatti ricavi da miliardi di dollari. Il Mozambico potrebbe così diventare uno dei primi produttori di gas in Africa insieme all’Angola, e tra i primi quattro produttori mondiali di gas dopo Russia Iran e Qatar.

Fig.2 – Costruzione di un gasdotto offshore

ROTTE SICURE PER IL GAS, EUROPA – ITALIA – L’approvvigionamento di gas tramite rotte stabili, è un tema di interesse sempre maggiore per le potenze europee. Le tensioni degli ultimi anni tra Russia ed Ucraina e nel Nord Africa hanno causato instabilità e interruzioni nelle forniture di gas, portando ad una politica europea che punti alla sicurezza delle fonti energetiche. Nel 2010 la Commissione Europea ha infatti adottato il Regolamento UE n. 994/2010 concernente misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas. I più ottimisti ritengono perciò che il progetto Coral South possa assicurare un indotto di gas sicuro alle principali nazioni europee per i prossimi 20 anni, ma altri analisti suggeriscono che almeno parte dell’output del progetto venga invece venduto sui mercati asiatici, più vicini e potenzialmente più redditizi. La stessa Eni ha annunciato che con gli altri partner dell’Area 4 è stato stilato un accordo con la BP per la vendita dell’intero ammontare di LNG di Coral South per i prossimi 20 anni. Rimane comunque chiave il ruolo dell’Italia, da sempre in ottimi rapporti con l’ex colonia portoghese, soprattutto grazie al ruolo di mediazione avuto durante i negoziati per gli accordi di Pace firmati a Roma nel 1992 e all’impegno nella ricostruzione post bellica. Altrettanto importanti gli interventi della Cooperazione Italiana e gli investimenti diretti esteri nel Paese; l’Italia è infatti il quarto Paese per investimenti diretti esteri dopo Emirati Arabi Uniti, USA e Sudafrica. La consueta attenzione della politica italiana per le opere energetiche è cresciuta negli ultimi anni, nel 2014: il Decreto Legge Sblocca Italia con l’art 37 definisce l’approvvigionamento e il trasporto di gas come strategici e prioritari. Priorità che potrebbe garantire un ruolo di spicco all’Italia nella geopolitica dell’energia, nella più futuristica delle ipotesi infatti l’Eni, spesso considerata come il braccio della nostra politica estera italiana, potrebbe far diventare l’Italia uno dei più grandi hub del gas e trasformarla da storico importatore a nuovo esportatore così da ritagliarsi in Europa un nuovo ruolo energetico e consolidando il ruolo strategico di ENI.

Veronica Frasghini

Un chicco in più

Parallelamente alle attività nel settore energetico, Eni Foundation, fondazione d’impresa nata nel 2006, ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni soprattutto tramite un approccio integrato con la società civile, in Mozambico, questa opera a Pemba nella regione di Cabo Delgado con un programma di miglioramento dei servizi sanitari  con una durata quinquennale per un totale di 5 milioni e 230 mila euro. 

Foto di copertina di lucamascaro Licenza: Attribution-ShareAlike License

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