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Canada – UE: i recenti sviluppi dell’accordo CETA

Dall’incontro tra il nostro Presidente del Consiglio Gentiloni e il suo omologo canadese Justin Trudeau emerge la questione dei rapporti tra Unione Europea e Canada e, in particolare, dell’accordo di partenariato strategico e del “CETA” – Comprehensive Economic and Trade Agreement. Vediamone i recenti sviluppi

RAPPORTI SOLIDI TRA CANADA E ITALIA – “Relazioni eccellenti con radici antiche e condivisione su temi attuali”: in questi termini si è espresso il Primo Ministro italiano Paolo Gentiloni al termine della prima visita dell’omologo canadese, Justin Trudeau a Roma, il 30 maggio scorso. Gentiloni si riferiva, in particolare, alla numerosa presenza della comunità canadese di origine italiana (1 milione e mezzo di persone) ben inserita e attiva in Canada. Proseguendo, si è parlato di visioni comuni per l’impegno nella lotta al terrorismo, la necessità di un’economia aperta, un atteggiamento positivo verso la sfida globale presentata dai flussi migratori, nonché l’impegno per l’ambiente e per la parità di genere. Nel corso della conferenza stampa, il Primo Ministro Trudeau si è soffermato sulla sua visita ad Amatrice, colpita a più riprese dal terremoto a partire da agosto 2016 e ha annunciato una donazione di 2 milioni di dollari, manifestando così grande supporto per la ricostruzione della città. Ancora, si è accennato al G7 di Taormina, momento di discussione e confronto aperto in cui si sono delineati in estrema sintesi, da una parte, un fronte compatto nella lotta al terrorismo ma, dall’altra, posizioni differenti sul contrasto al cambiamento climatico e sul tema della tutela dell’ambiente (si pensi al riguardo al punto di vista del Presidente Trump e all’uscita degli USA dall’accordo sul clima di Parigi). Tale incontro si è inserito nel momento di rinvigorimento dei rapporti tra Canada ed Unione Europea, dato il recente avvio alla fase di ratifica dell’accordo commerciale e globale “CETA” Comprehensive Economic and Trade Agreement – e quello di partenariato strategico in seguito all’approvazione di entrambi da parte del Parlamento europeo il 15 febbraio 2017. Sempre in relazione al rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi, la visita del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella in Canada dal 26 giugno al 1° luglio 2017 ha assunto particolare rilievo per la condivisione di punti di vista su temi ai quali si è fatto precedentemente cenno e che saranno approfonditi nel corso di questo articolo.

Fig. 1 – Il Primo ministro italiano Paolo Gentiloni e il suo omologo canadese, Justin Trudeau in conferenza stampa a Roma

IL CETA E L’ACCORDO DI PARTENARIATO STRATEGICO – Nel quadro dei recenti sviluppi di carattere sicuramente significativo per i rapporti tra i due, parliamo del primo accordo economico, il CETA, sottoscritto dall’UE con un paese altamente industrializzato quale il Canada. Qualora tale agreement venga ratificato, Unione Europea e Canada apriranno i loro mercati ai rispettivi beni, servizi e investimenti, anche tramite appalti pubblici, e sarà introdotto un alto grado di liberalizzazione attraverso l’eliminazione dei dazi doganali. In tal modo, secondo i promotori, le imprese europee in Canada saranno più competitive, aumenteranno gli scambi di servizi e si verranno a creare nuovi posti di lavoro. Grazie all’apertura dei mercati, l’accordo in esame intende contribuire a mantenere i prezzi bassi, offrendo ai consumatori una scelta più ampia, non compromettendo gli standard dell’UE, come già spiegato in un nostro precedente articolo. Oltre a quelli sopra elencati, un ulteriore motivo per cui Claude Junker, Presidente della Commissione Europea, ha definito il trattato “il nostro migliore e più progressista accordo commerciale” sta nel fatto che questo comprende uno speciale sistema giurisdizionale per gli investimenti (ICS) al fine di risolvere le controversie tra investitori e Stati. Tale clausola risulta però essere controversa, poiché dà la possibilità agli investitori di citare in giudizio gli Stati ma non il contrario, aprendo alla visione secondo cui l’accordo sia sbilanciato a favore delle multinazionali e metta in pericolo i consumatori e le piccole imprese. In secondo luogo, le relazioni bilaterali tra UE e Canada sono state avviate negli anni ’50 del XXI secolo fino ad evolvere verso una stretta partnership strategica. In termini di dialogo politico ci soffermiamo perciò sull’APS (Accordo di Partenariato Strategico), inteso a rafforzare la cooperazione bilaterale in vari settori e ambiti di politica estera, tra cui la pace e la sicurezza internazionali, la lotta al terrorismo, la gestione delle crisi, la sicurezza marittima, l’energia, i trasporti, la ricerca e lo sviluppo, la salute, l’ambiente e i cambiamenti climatici. E’ proprio dalla questione ambientale che emergono maggiori polemiche a livello internazionale da parte di varie organizzazioni della società civile, tra cui Stop TTIP (contro l’accordo tra UE-USA sul Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti e il CETA), l’associazione ambientalista Greenpeace, Legambiente e altri che guardano al CETA come a una minaccia. Tali organizzazioni si oppongono all’approvazione dell’accordo poiché ritengono che quest’ultimo contribuisca ad accrescere il potere delle multinazionali a discapito della democrazia e dell’interesse comune.

Fig. 2 – Summit tra Unione Europea e Canada nel giorno della firma del Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) 

IMMIGRAZIONE, COMMERCIO E CLIMA – Tolleranza e urgenza nell’affrontare il fenomeno sempre forte e ricorrente dell’immigrazione, rilancio per un commercio equo e libero, allarme per il surriscaldamento globale: questi i tre temi prioritari di cui si è parlato nell’incontro sopra menzionato tra Mattarella e Trudeau. La collaborazione tra Italia e Canada passa quindi per tali punti cruciali. Si puntualizza la necessità che la questione dei flussi migratori sia affrontata in maniera tale che la condivisione di responsabilità a livello globale divenga realtà, nel quadro di una sensibilizzazione dei paesi europei verso questa urgenza. Di importanza simbolica al riguardo è stato l’elogio del Presidente Mattarella alla città di Montreal per il suo ruolo di porta del Canada per molti immigrati. E’ proprio sulla gestione dei flussi migratori che il governo canadese di Trudeau ha messo a punto un piano ad hoc di accoglienza per 25 mila rifugiati siriani per un approccio fondato su accoglienza e integrazione pochi mesi dopo la sua elezione, nel febbraio 2016 (in particolare, soprattutto a seguito di uno dei primi ordini esecutivi firmati da Trump sull’immigrazione). Nonostante la questione sul clima sia molto controversa per via di numerose critiche in merito al CETA, in particolare perchè alcune organizzazioni – di cui si parlerà nel prossimo paragrafo – sostengono l’inesistenza di clausole di salvaguardia ambientale e climatica, il rilancio per un commercio equo e libero passerà proprio attraverso tale accordo, di cui Trudeau ha sottolineato l’importanza per l’ impegno a garantire che crescita economica, sviluppo sociale e protezione dell’ambiente vadano di pari passo e attraverso l’accordo di partnership strategica con l’Ue.

LE PROTESTE – Tra lo scorso anno e il 2017 molte sono state le proteste per fermare la ratifica dell’accordo tra UE e Canada in Germania, Belgio e Italia, per citare solo alcuni dei paesi membri dell’Unione. Numerosi i dubbi che il trattato evoca nelle ONG, esponenti di parlamenti nazionali, sindacati: la preoccupazione è rivolta, ad esempio, verso gli standard qualitativi degli alimenti che, secondo l’associazione TTIP potrebbero essere ridotti, non difendendo prodotti che sono espressione di una identità territoriale (in particolare una delle ultime manifestazioni in Italia è stata quella del 5 luglio, nella quale gli agricoltori si sono mobilitati in piazza Montecitorio a Roma in difesa del made in Italy che ritengono minacciato). D’altra parte, i promotori del CETA sostengono che l’accordo protegga prodotti alimentari e bevande tradizionali di marchio europeo dalla contraffazione, con la tutela di 143 indicazioni geografiche e che non modificherà il modo in cui l’Unione europea disciplina la sicurezza alimentare, compresi gli OGM o il divieto di commercializzare carne bovina trattata con ormoni.

Fig. 3 – Protesta degli agricoltori italiani contro l’accordo CETA davanti al Parlamento a Roma

A PROPOSITO DELLA RATIFICA DELL’ACCORDO  – Prima di entrare in vigore in seguito alla firma da parte di Unione Europea e Canada del 30 ottobre 2016, il Comprehensive Economic and Trade Agreement deve passare attraverso due fasi. Essendo un accordo misto, che contiene normative legate a materie di esclusiva competenza europea e tematiche di competenza nazionale degli Stati membri, è sufficiente da un lato la ratifica da parte del Consiglio e del Parlamento Europeo e dall’altro è necessaria l’approvazione da parte dei Parlamenti nazionali e regionali. Tutti i 28 membri dell’UE devono perciò approvarlo, conformemente ai propri obblighi costituzionali, in modo tale che il CETA sia reso legalmente vincolante. In definitiva, è necessario un solo Stato membro che si mostri contrario affinché il processo di approvazione sia bloccato. I detrattori dell’accordo auspicheranno che ciò avvenga, al contrario dei promotori; certo è che, sia nell’uno che nell’altro senso, la decisione di ratificare o meno l’accordo avrà conseguenze sui rapporti tra Unione Europea e Canada segnando una rinnovata apertura in termini economici e politici o, d’altra parte, andando a creare una incrinatura in ambito internazionale. Non resta che seguire l’evoluzione dell’iter legislativo dell’accordo e vedere se e quando un compromesso tra le varie istanze sarà raggiunto.

Marta Annalisa Savino

 

Un chicco in più

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Foto di copertina di alexindigo Licenza: Attribution License

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