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Una populista a Tokyo: l’irresistibile ascesa di Yuriko Koike

Trionfatrice alle elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo, Yuriko Koike potrebbe ora tentare la scalata alla scena politica nazionale, approfittando della pesante crisi di popolarità del Governo Abe. Le sue tendenze populiste e il suo stile energetico piacciono infatti a molti elettori giapponesi stanchi degli scandali e della rigidità dei partiti tradizionali. Ma la strada per la creazione di un nuovo soggetto politico nazionale appare difficile e le ambizioni di Koike devono fare i conti con le sue responsabilità di Governatrice di Tokyo nella fase organizzativa delle Olimpiadi del 2020

UN DURO COLPO PER ABE – Domenica 2 luglio si sono tenute le elezioni per il rinnovo dell’assemblea metropolitana di Tokyo, principale organo politico della capitale giapponese. Responsabile dell’approvazione dei bilanci e delle nomine dei membri del Governo cittadino, l’assemblea conta 127 deputati e rappresenta tutte le municipalità e le sottoprefetture della megalopoli nipponica, da Shinjuku alle isole di Izu e Ogasawara. Tradizionalmente è sempre stata controllata dal Partito Liberal-Democratico (LDP) e dai suoi alleati, che detenevano una maggioranza di oltre 80 seggi dopo le ultime elezioni del 2013. La consultazione di domenica ha però rovesciato tale situazione:  il nuovo partito Tomin First no Kai (Prima associazione dei residenti di Tokyo) della Governatrice Yuriko Koike ha infatti vinto 49 seggi, mentre l’LDP ne ha persi oltre 30, fermandosi a quota 23. Si prospetta quindi un’alleanza tra il Tomin e i buddisti del Komeito a scapito del partito del Premier Abe, di fatto escluso dal Governo della capitale.

Fig. 1 – Una sorridente Yuriko Koike commenta il successo del suo partito Tomin First no Kai alle elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo, 2 luglio 2017

L’LDP non era mai andato così male nelle elezioni per l’assemblea e la sconfitta rappresenta un serio campanello d’allarme per il Governo Abe, la cui popolarità appare in caduta libera dopo una serie di scandali e gaffe ministeriali. L’ultimo sondaggio del quotidiano Asahi Shimbun, per esempio, segnala un tasso di approvazione per l’esecutivo del 38%, in flessione del 3% rispetto a inizio giugno e lontanissimo dal 54% di inizio 2017. Inoltre è la prima volta che l’approvazione per il Governo scende sotto il 40% dal dicembre 2015. La posizione di Abe e dei suoi Ministri appare quindi più debole rispetto all’estate scorsa, quando l’LDP vinse facilmente le elezioni per il rinnovo di parte della Camera alta, e questo potrebbe complicare diversi progetti di riforma come quello relativo all’articolo 9 della Costituzione. L’unica consolazione per il Premier è la persistente debolezza della principale forza di opposizione, il Partito Democratico (DP), che sembra incapace di presentarsi come reale alternativa all’attuale predominio dell’LDP. Ma se la popolarità governativa dovesse continuare a calare, Abe potrebbe rischiare seriamente di perdere le elezioni parlamentari del 2018, mettendo ingloriosamente fine alla propria carriera politica. Un rischio che potrebbe diventare ancora più concreto se Yuriko Koike deciderà di creare un nuovo soggetto politico nazionale in grado di presentarsi come alternativa all’attuale Governo.

LE AMBIZIONI DI KOIKE – Classe 1952, originaria del Kansai, Koike non ha mai fatto mistero di nutrire alte ambizioni politiche. La sua carriera parlamentare è iniziata nel 1992 come deputata per il New Party di Morihiro Hosokawa ed è poi proseguita tra le fila del New Conservative Party (NCP) guidato da Hiroshi Kumagai e Chikage Oogi. Nel 2002 Koike è approdata nell’LDP, ma la sua permanenza all’interno del partito di Abe è sempre stata difficile e problematica. A pesare non solo giochi di potere e conflitti di personalità, ma anche l’aperta ostilità di un ambiente prevalentemente conservatore e maschilista verso l’abile e determinata linguista proveniente da Kobe. Nonostante gli ostacoli, Koike è riuscita comunque a diventare Ministro dell’Ambiente sotto Junichiro Koizumi e a raggiungere lo storico traguardo di prima donna responsabile del Ministero della Difesa sotto Abe nel 2007. Un anno più tardi, la donna si è presentatacome candidata per la carica di Presidente dell’LDP, vista da sempre come anticamera alla leadership del Governo, ma il suo tentativo è terminato in maniera disastrosa, con soli 46 voti contro i 351 del vincitore Taro Aso.

Fig. 2 – Koike illustra alla stampa il controverso spostamento del mercato del pesce di Tsukiji sull’isola di Toyosu, 31 agosto 2016

Da allora i rapporti di Koike con l’establishment dell’LDP sembrano essersi gradualmente deteriorati e la mancata candidatura della donna alle elezioni per il Governatore di Tokyo nel 2013 – ampiamente prevista dai giornali ma poi smentita dal partito – potrebbe essere stata una forma di punizione per il suo comportamento sempre più indipendente. Segno di tale indipendenza sono ad esempio le dure critiche rivolte da Koike a Donald Trump durante la campagna presidenziale americana dell’anno scorso, espresse in totale spregio della tradizionale prudenza del partito verso la politica interna USA. Nel giugno 2016, infine, Koike ha deciso di correre per rimpiazzare il Governatore uscente Yoichi Masuzoe senza l’esplicita approvazione dei vertici dell’LDP, che hanno sostenuto invece Hiroya Masuda, protetto di Abe. Grazie a una campagna spregiudicata e dai toni apertamente populisti, segnata da frequenti attacchi ai passati Governatori della città, Koike ha facilmente battuto Masuda e si è imposta come figura politica dominante nella capitale, infliggendo una cocente umiliazione al Primo Ministro. Un’umiliazione ripetuta durante le elezioni per l’assemblea metropolitana, dove l’ex Ministro della Difesa ha condotto al successo il partito Tomin in nome della lotta alla corruzione e dei diritti dei cittadini.  L’outsider non è quindi più tale e ora la Governatrice potrebbe tentare di sfidare direttamente Abe a livello nazionale, sfruttando le simpatie popolari e la crisi dei partiti tradizionali.

LA QUESTIONE OLIMPICA – Va detto però che la strada di Koike verso il Governo potrebbe essere più complicata e incerta di quanto si crede. Anzitutto, deve creare dal nulla un vero e proprio partito nazionale, visto che Tomin è solo un movimento locale e non ha alcun radicamento serio al di fuori dell’area di Tokyo. Allo stesso tempo Koike deve chiarire meglio il proprio programma politico, perchè su molti punti esso è vago oppure coincide eccessivamente con quello dell’LDP. Molti elettori di Tokyo si sono già lamentati di questa ambiguità e hanno confessato di avere votato per Tomin più per protesta contro Abe che per reale fiducia nel nuovo partito. Il populismo è dunque un’arma a doppio taglio e il consenso di cui gode Koike potrebbe essere più fragile del previsto.

Fig. 3 – Il cantiere del nuovo National Stadium di Tokyo, che ospiterà la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimipici del 2020. Buona parte della carriera politica di Koike verrà decisa dalla riuscita o meno di tale evento sportivo

La Governatrice dovrà riflettere bene sulle sue prossime mosse e cercare sponde attive tra i banchi della Dieta e nel mondo economico, poggiando la sua possibile corsa da Primo Ministro su basi più solide di quelle odierne. Ma soprattutto dovrà cercare di non essere travolta dall’organizzazione delle Olimpiadi del 2020, che sta gradualmente diventando la sfida più grande per la città di Tokyo nei prossimi anni. I costi dell’evento continuano infatti a lievitare e c’è molta confusione sulla tabella di marcia dei progetti in corso e sulla loro effettiva implementazione. Non a caso il Presidente del comitato organizzatore, Yoshiro Mori, si è già lamentato dei ritardi nella costruzione di alcuni impianti sportivi e ha chiesto un maggiore impegno del Governo metropolitano per l’ampliamento della rete di trasporti della capitale a supporto degli eventi del 2020. Il futuro politico di Yuriko Koike sarà quindi deciso anche dalla sua abilità nell’affrontare la questione olimpica e nell’imprimere un maggiore dinamismo alla complessa macchina organizzativa cittadina. Se riuscirà nell’impresa, le chiavi del Governo saranno sue. Se fallirà, Abe e i vertici dell’LDP potranno invece dormire sonni tranquilli.

Simone Pelizza

Un chicco in più

Nei mesi scorsi Koike è stata duramente criticata per la decisione di spostare il tradizionale mercato del pesce di Tsukiji sull’isola artificiale di Toyosu, a ridosso della baia di Tokyo. Molti operatori ittici lamentano infatti che la nuova struttura del mercato sia costruita su un terreno pesantemente inquinato da scarichi industriali e quindi pericoloso per la salute. Inoltre la zona è piuttosto decentrata e poco servita dai mezzi pubblici della capitale giapponese. 

Foto di copertina di Danny Choo Licenza: Attribution-ShareAlike License

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