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Brasilia, Temer schiera l’esercito contro i manifestanti

Il Presidente Temer, sempre più in difficoltà, ha inviato l’esercito regolare per le strade della capitale, in uno scenario che riporta il grande Paese verde oro indietro di almeno 30 anni. Impeachment più vicino?

LA PROTESTA SORPRENDE TEMER – Brasilia, capitale costruita in 41 mesi tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, razionalmente pianificata dall’urbanista Lucio Costa e l’architetto Oscar Nieymer, nella giornata di ieri è stata travolta dal caos delle proteste di sigle sindacali, movimenti sociali, partiti e cittadini comuni – per un totale di 35.000 persone secondo fonti governative, molti di più per i diretti interessati – provenienti da tutto il Brasile. La manifestazione, inizialmente pacifica, verteva sull’opposizione alle riforme di austerità, su tutte la riforma previdenziale e quella del lavoro, dell’Esecutivo del centrista Michel Temer, per il quale vengono invocate a furor di popolo anche le dimissioni in seguito ad uno scandalo di corruzione che lo vede direttamente coinvolto.

Fig.1 – Un’immagine degli scontri di ieri a Brasilia

TEMER, RIVOLTA POPOLARE – Quando gruppi di manifestanti a volto coperto hanno cercato di forzare la zona rossa per dirigersi verso il Congresso sono scoppiati gli scontri con la Polizia Militare del Distretto Federale l’unità amministrativa federale a cui la capitale brasiliana appartiene  e la polizia civile. Il bilancio è di una quarantina di feriti tra i manifestanti a causa dei proiettili di gomma e dei gas lacrimogeni, sei tra i poliziotti e otto arresti. Ciò che più colpisce è che i gruppi violenti assortiti di fionde e pietre, definiti blackbloc da una parte della stampa brasiliana, sono riusciti a forzare il cordone di polizia posto a difesa della Spianata dei Ministeri (Esplanada dos Ministerios), l’area nella quale sono concentrati tutti i palazzi del potere.

Le conseguenze sono state un incendio appiccato al Ministero dell’Agricoltura oltreché innumerevoli danni provocati ad altri 4 ministeri. L’edificio che ospita i ministeri di cultura e ambiente è stato oggetto di vandalismo con computer e documenti trafugati. Nulla hanno potuto i poliziotti in assetto antisommossa o addirittura a cavallo della Polizia Militare. Una volta evacuato il personale ministeriale da tutti gli edifici della Spianata, l’Esecutivo – nella persona del Ministro della Difesa Raul Jungmann  ha annunciato l’implementazione del decreto ministeriale di Azione e Garanzia della Legge e dell’Ordine (Ação de Garantia da Lei e da Ordem).

IL DECRETO – Ma in cosa consiste tale provvedimento? Trattasi di una legge complementare (Legge Complementare n°97 del 1999) a cui rimanda la Costituzione all’articolo 142. Questa prevede l’impiego delle Forze Armate, dunque l’Esercito “a garanzia dei poteri costituzionali, della legge e dell’ordine e nella partecipazione delle operazioni di pace”. La responsabilità dell’attivazione di tale clausola spetta al solo Presidente della Repubblica che in seguito a richiesta ufficiale di uno degli organi costituzionali, affiderà le operazioni contenute nel decreto al Ministero della Difesa. C’è un però. L’uso della Forza Armata Brasiliana ai sensi di questa legge è previsto solo quando sono ‘’esauriti gli strumenti relativi all’art.144, riconosciuti dal Capo dello Stato come indisponibili’’. Tali strumenti altro non sono che le forze di polizia separate dall’Esercito.

Ufficialmente la promulgazione di questo decreto è stata richiesta dalla Camera bassa de Congresso, così descritto nella parole del ministro Jungmann: ”Il signor presidente ha stabilito su sollecitazione del presidente della Camera, l’azione di garanzia della legge e dell’ordine, ed in questo istante le truppe federali si stanno riunendo ai palazzi del Planalto e dell’Itamaraty e presto arriveranno altre truppe per assicurare che gli edifici ministeriali siano mantenuti intatti”. Dunque la Camera dei Deputati, rappresentata da Rodrigo Maia ha chiesto che i ministeri e il suo personale, presi praticamente d’assalto venissero giustamente salvaguardati attraverso questa legislazione d’urgenza. Maia smentisce pubblicamente poco dopo il pronunciamento di Jungmann questa versione dei fatti. Giudica il provvedimento ‘’eccessivo’’ e afferma di aver richiesto sì la protezione dei ministeri ma non da parte dell’Esercito bensì della Forza Nazionale di Sicurezza Pubblica, corpo speciale alle dipendenze del Ministero della Giustizia (e non della Difesa) la cui principale funzione è quella di essere impiegato in operazioni riguardanti l’ordine pubblico. La nota ufficiale della Presidenza della Camera dei Deputati inviata al Presidente della Repubblica conferma quanto detto da Maia. Il Ministro Jungmann e Temer hanno dunque mentito, attuando una misura considerata illegittima da molti analisti e giuristi brasiliani. Il Ministero della Difesa si è giustificato dicendo che non vi fossero abbastanza effettivi della Forza Nazionale.

Fig. 2 – Notte di paura e tensione a Brasilia

TEMER E L’ESERCITO – Il Planalto, sede della Presidenza della Repubblica, in una nota ufficiale ha stabilito che l’obiettivo del provvedimento è di “garantire l’integrità fisica delle persone, fornire un’evacuazione sicura degli edifici dell’Esplanada e proteggere il patrimonio pubblico, così come fatto precedentemente in altri stati brasiliani”. Il riferimento ad episodi precedenti non è casuale. Anzi è una riaffermazione della presunta normalità della misura che sarà in vigore secondo decreto fino al 31 di maggio. È stata di fatto impiegata per sedare rivolte carcerarie, per la pulizia delle favelas di Rio in vista dei mega-eventi sportivi ed anche per gestire la crisi di sicurezza nello Stato di Espirito Santo. Tutte questioni di mero ordine pubblico.

Dopo tanti anni di erosione del peso politico delle Forze Armate, la giovane democrazia presidenziale tra le più solide dell’America Latina torna ad assistere all’uso dell’Esercito all’interno di una dinamica politica. Sia ben chiaro, non è stato applicato lo stato d’assedio con il blocco temporaneo delle libertà costituzionali. Si tratta di una misura di ordine pubblico, che seppur speciale, è stata giudicata eccessiva da quasi tutte le forze politiche. È sicuramente la miope prova di forza di un Presidente debole e impopolare colpito da diversi scandali e inchieste. All’annuncio del decreto sono sorte manifestazioni spontanee nelle grande città e altre sono state fissate per i prossimi giorni. La situazione è dunque indubbiamente preoccupante e potrebbe precipitare in maggiori violenze. Basti pensare allo sciopero generale dell’aprile scorso, il primo dal 1996.

Fig. 3 – Polizia a cavallo a difesa del Planalto

I militari impiegati saranno 1300 più 200 fucilieri della Marina Militare. Le truppe saranno usate a difesa della Corte Suprema (Supremo Tribunal Federal) e del Congresso mentre il Planalto è già difeso abitualmente dai militari. La novità è la difesa dei ministeri che hanno subito ingenti danni. Il comandante militare del Palazzo del Planalto, il generale di divisione Pereira Gomes coordinerà l’operazione delle truppe federali nella Spianata dei Ministeri. Il giornale Folha de SP riporta le dichiarazioni dell’ammiraglio dello Stato Maggiore, Ademir Sobrinho, secondo il quale la missione consiste nel “proteggere i ministeri e offrire sicurezza alle persone affinché si dirigano sul luogo di lavoro’’. Già, perché il compito di contenere i manifestanti continuerà a spettare alle forze di polizia che rappresenteranno la prima barriera tra questi e i palazzi del potere. Solo nel caso la polizia perdesse il controllo “ militari sarebbero pronti ad agire“afferma Sobrinho. Oggi è successo, speriamo non accada in futuro.

Emiliano Caliendo

Un chicco in più

La decisione di Temer è apparsa talmente eccessiva e inusuale che è stata messa in discussione apertamente dallo stesso leader del PMDB (il partito dell’attuale Presidente) il senatore Renan Calheiros. Si è scatenata così una fronda interna al partito, con ultimatum del gruppo parlamentare a Calheiros affinché tornasse nei ranghi. L’opposizione dei vari partiti di sinistra ha invece fatto il suo ”Aventino” abbandonando i lavori parlamentari in seguito all’annuncio del decreto.

Foto di copertina di André Gustavo Stumpf Licenza: Attribution License

Foto di copertina di Michel Temer – Fotos livres, com o crédito. Licenza: Attribution License

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