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Verso le elezioni in Francia

Il 23 aprile e il 7 maggio gli elettori francesi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente. Nel mese di giugno seguiranno le elezioni legislative

Dopo una campagna elettorale turbolenta (tra primarie più o meno partecipate, indagini su finte assunzioni, ecc.) l’esito di queste elezioni si presenta particolarmente incerto per diversi motivi. Innanzitutto perché lo stesso passaggio al secondo turno non sembra più così prevedibile come qualche settimana fa. Ai favoriti Macron e Le Pen, infatti, si potrebbero aggiungere Mélenchon e Fillon (che nonostante le questioni legali sembra aver riguadagnato terreno). Piuttosto, appare chiaro che i partiti politici “tradizionali”, soprattutto i Socialisti, escono da quest’elezione politicamente sconfitti già prima del voto. Il vincitore delle primarie Hamon, infatti, si è visto negare il sostegno elettorale da illustri figure dello stesso partito (Valls su tutti) a favore di Macron. Lo stesso non è invece successo tra i Repubblicani, che si stanno stringendo intorno a Fillon nonostante i problemi giudiziari – compresi Juppé e Sarkozy, sconfitti alle primarie.
Inoltre, un’elezione con 11 candidati (che includono esponenti di lotta operaia e fautori della Brexit, per citare i casi politicamente più estremi) rende particolarmente complessa una disamina dei programmi elettorali. I quattro candidati del “gruppo di testa” presentano, tra l’altro, dei programmi particolarmente articolati e spesso ricchi di proposte concrete – per esempio, Mélenchon propone 357 misure concrete da attuare solo nel primo anno di presidenza. O ancora, per ciò che concerne l’Unione Europea, si va da una visione prettamente europeista, sebbene orientata alla riforma (Macron), a visioni più intransigenti (Le Pen, ma anche Mélenchon), passando per il ripristino dell’idea gaullista di “Europa delle nazioni” propugnata da Fillon.
Ed è in Europa che l’esito delle elezioni francesi è atteso con interesse. Questo perché la Francia rimane un Paese di primo piano nel contesto europeo, e non solo perché un’eventuale elezione di Marine Le Pen potrebbe cambiare l’assetto dell’Unione.
Dato il clima di incertezza, inerpicarsi sulla descrizione dei possibili scenari post-elettorali sarebbe stato un esercizio complesso e potenzialmente inutile. La sparatoria di ieri sera a Parigi vede l’ISIS intenzionato a mettere il marchio su queste elezioni, probabilmente con un tentativo di imitare in extremis ciò che fece Al-Qaeda a Madrid nel 2004.
Vi terremo aggiornati sugli esiti del voto e sulle azioni che il nuovo Presidente francese intenderà intraprendere con l’avvio del suo mandato.
 
Giulia Tilenni