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In 3 sorsi – Il lago Titicaca, sul confine tra Perù e Bolivia, è il più alto lago navigabile al mondo. Le popolazioni andine che vi abitano e la biodiversità delle sue acque sono sempre più minacciate dall’inquinamento

1. LE CAUSE DELL’INQUINAMENTO – Il lago Titicaca è una meraviglia naturale condivisa da Bolivia e Perù che si espande per una superficie di più di 8000 m2 ad un’altitudine di 3800 m, famoso infatti per essere il lago navigabile più alto del mondo. Le isole all’interno del lago sono da sempre popolate da piccoli villaggi andini che vivono di pesca, allevamento di bestiame (soprattutto alpaca) e coltivazioni di patate, mais e quinoa. Negli ultimi anni si è scoperto che le acque del lago sono fortemente inquinate. Infatti, nelle acque dei fiumi affluenti al lago è stata trovata un’elevata presenza di antibiotici e metalli pesanti (come zinco, mercurio, cadmio e rame). Si ipotizza che questi fiumi siano diventati i canali di scarico delle numerose attività turistiche, dei sempre più grandi centri abitati sulle sponde del lago e delle vicine miniere d’oro, la maggior parte delle quali illegali.

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Fig. 1 – La pulizia sulle sponde peruviane del lago, a Puno

2. E LE GRAVI CONSEGUENZE – Diversi studi scientifici hanno rilevato altissimi livelli di contaminazione in diverse specie di pesci tra cui la trota, uno dei principali alimenti dei villaggi. Gli abitanti soffrono infatti di problemi intestinali e, quando usano l’acqua del lago per lavarsi, delle fastidiose bolle rosse compaiono sulla loro pelle. Purtroppo molti di loro non sono informati su quello che sta succedendo, e soprattutto quello che stanno mangiando, e sono infatti pochi quelli che protestano. L’inquinamento delle acque non colpisce purtroppo solo l’uomo, ma anche rare specie di animali che popolano il lago, come la cosiddetta “rana-scroto”. Questa specie è anche conosciuta come “la rana gigante” e il lago Titicaca è da sempre il suo unico habitat naturale. Diecimila esemplari di questa specie di rana sono stati trovati morti lungo le rive del fiume Coata, un affluente del lago. Gli scienziati stanno studiando le cause della loro morte e c’è un forte sospetto che l’inquinamento del fiume sia il fattore principale. Si stima che nel giro di tre generazioni la loro presenza sia diminuita dell’80%, diventando così una specie in via d’estinzione.

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Fig 2 – Protestanti boliviani bloccano la strada per manifestare contro le fabbriche inquinanti

3. LA RISPOSTA DEI GOVERNI – Già nel 1996 era stata creata la ALT, ovvero l’autorità binazionale autonoma del sistema idrico del lago Titicaca e di altri bacini, che, sotto la dipendenza dei Ministeri degli Esteri di Perù e Bolivia, si impegna a controllare, proteggere e gestire i diversi sistemi idrici. A gennaio 2016 entrambi i Governi hanno poi firmato un progetto di decontaminazione del lago Titicaca che prevede non solo un investimento di più di 500 mila dollari per la bonifica dell’intera area entro il 2025, ma anche la riorganizzazione dell’ALT. Il neo eletto Presidente peruviano Kuczynski ha inoltre promesso che saranno costruiti dieci impianti di depurazione attorno al lago, senza però specificare in che modo e quando ciò verrà realizzato. Nel frattempo gli abitanti dei comuni del lago hanno iniziato a protestare, sperando di richiamare anche l’attenzione delle grandi organizzazioni internazionali per rimediare alle cause dell’inquinamento.

Viola Graldi

Un chicco in più

Secondo l’antica tradizione inca il lago era considerato il luogo natale del Sole. Infatti prende il nome dall’isola Intikjarka, parola aimara formata da “Inti”, ovvero Sole e “Kjarka”, masso rupestre. Oggi circa un milione di persone vivono vicino al lago e lo considerano la loro fonte di ricchezza.

Foto di copertina di Incacity rilasciata con licenza Attribution-ShareAlike License

Classe 1992. Viaggiatrice fin da piccola e sempre curiosa di conoscere ciò che mi circonda. Conseguo la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna, studiando l’ultimo semestre nella coloratissima Lisbona. Da lì nasce la mia passione per il portoghese e per l’energia latino americana che si respira per le ruas lisboetas.  Volendo continuare a studiare oltre confine, atterro in Olanda per un Master in Politica Economica Internazionale all’Università di Groningen, durante il quale torno nella capitale lusitana per un tirocinio in diplomazia economica. Terminati tirocinio e tesi (sulla microfinanza in Bolivia) io e il mio zaino partiamo per un viaggio indimenticabile in America Latina. Ritorno in Europa, precisamente ad Amburgo per un tirocinio formativo e stimolante in politiche ambientali e energie rinnovabili. Caso (e desiderio) vuole che adesso sia tornata in America Latina per un anno di servizio civile nell’affascinante amazzonia ecuadoriana, ora protagonista dei miei racconti
scritti sorseggiando un buon caffè!