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Belle notizie nel continente africano: Fatima al-Mansouri è il nuovo sindaco di Marrakech, in Marocco. La sua storica elezione può dare il via ad una nuova stagione per le donne nel mondo islamico. Intanto, il Sahara si prepara a essere tappezzato di pannelli solari

 

 MARRAKECH – E’ stata eletta a Marrakech la prima donna sindaco, Fatima al-Mansouri, un avvocatessa di 33 anni, che ha scalzato dalla poltrona il veterano della politica marocchina Omar Jazouli. L’elezione della donna, che ha studiato legge in Francia ed è figlia di un ex-politico marocchino, ha un forte significato simbolico in un paese dove, nonostante una profonda vicinanza non “semplicemente” geografica con l’Europa e gli sforzi di modernizzazione del governo, le cellule dell’islamismo estremista sono ben radicate. Basti ricordare gli attentati del Maggio 2003 che sconvolsero Casablanca e costarono la vita a 45 persone. Dal brusco risveglio che ne conseguì, il governo è impegnato in una lotta contro il fondamentalismo che è ancora più decisiva in un paese dove ragazze in minigonna convivono accanto a donne completamente velate. L’anima del paese, un po’ come accade in Turchia, è scissa in una contrapposizione tra islamici moderati e laici, e in questo scenario il terrorismo islamista rischia di generare frizioni e conflitti tra i due schieramenti. 

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ENERGIA SOLARE DAL SAHARA – Il deserto del Nord Africa si appresta a diventare un enorme serbatoio energetico rinnovabile per il continente Europeo. Infatti, verrà presentato il 13 Luglio a Monaco un progetto da 400 miliardi di euro denominato Desertec il cui obiettivo è quello di tappezzare il Sahara con pannelli solari. Il piano, elaborato dal gruppo assicurativo Munich Re, è quello di fornire dal 2019 una quantità di energia pulita e rinnovabile pari al 15% dell’energia consumata in Europa. Alla conferenza parteciperanno compagnie multinazionali, banche, centri di studio, ong e Stati. La Germania è già da tempo leader europeo nell’innovazione e nell’utilizzo dell’energia solare, tanto oltre il 15% dei suoi consumi elettrici derivano da energie rinnovabili. Il progetto apre degli scenari molto interessanti sia per ciò che riguarda l’approvvigionamento energetico Europeo, sia per un eventuale sviluppo nel continente nero di tecnologie sostenbili. La ricchezza dell’Africa che proviene dal sottosuolo, per miopia dei governi regionali, ha fino ad oggi avuto un impatto ambientale e sociale profondamente negativo, e la possibilità di perseguire uno sviluppo sostenibile potrebbe spezzare quel legame perverso che intercorre tra l’ordinamento politico del continente e la ricchezza nascosta nel suo sottosuolo.  

 Stefano Gardelli

29 giugno 2009

redazione@ilcaffegeopolitico.it

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