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Moreno vince elezioni in Ecuador, sarà il nuovo Correa?

Tempo di elezioni nel Paese; Lenín Moreno è il vincitore delle presidenziali ecuadoriane del 2017 con soli due punti a distanziarlo dall’oppositore Guillermo Lasso

RICONTEGGIO DEI VOTI – I dati ufficiali rilasciati dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) confermano Moreno vincitore di queste elezioni presidenziali con il 51,1% dei voti, mentre Lasso lo segue con il 48,8%. Considerata la vicinanza delle due percentuali, l’opposizione ha richiesto un nuovo conteggio dei voti. Lasso si è rivolto al segretario generale dell’OEA (Organizaciòn de los Estados Americanos), Luis Almagro, il quale si è già congratulato con il nuovo presidente eletto, confermandone quindi la legittimità. Movimento Creo, il partito guidato da Lasso, non ritiene però attendibili le cifre. Rispetto alla partecipazione popolare, non sembrano infatti coincidere. Moreno, dal canto suo, ha già parlato al popolo in veste di nuovo presidente del Paese, confermando di voler proseguire il progetto politico iniziato da Rafael Correa nel 2007.

SOCIALISMO DEL XXI SECOLO – Mentre quasi tutta l’America Latina sta assistendo a un ritorno dei partiti conservatori di centro – destra, l’Ecuador sembra per ora aver scampato questo “pericolo”, come definito dall’ormai ex presidente Correa. Dopo l’impeachment di Dilma Roussef in Brasile e la vittoria dei conservatori in Argentina e in Perù, con la salita al potere rispettivamente di Mauricio Macri e Pedro Pablo Kuczynski, l’Ecuador dimostra di voler continuare con la politica correista, nonostante le recenti proteste contro il governo dell’economista formatosi in Europa.

Fig. 1 – Un’immagine dei festeggiamenti di Lenin Moreno

MORENO, IL NUOVO CORREA? – A Correa dobbiamo riconoscere il merito di aver quasi dimezzato il tasso di povertà nel Paese creando un tenore di vita migliore per i cittadini. Ma adesso la paura maggiore degli ecuadoriani è quella che il Paese possa seguire le orme del Venezuela, dove l’inflazione avanza inesorabile e la crisi economica sta facendo vedere sempre di più i suoi effetti. Proprio il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato il primo a congratularsi con Moreno, inneggiando all’ennesimo trionfo della Revoluciòn Ciudadana.
Nonostante l’opposizione tema che il nuovo Capo di Stato possa essere manovrato da Correa, l’opinione pubblica ecuadoriana è di un parere diverso: Moreno rappresenterà una tappa distinta da quella che è stata la politica correista degli ultimi 10 anni, ma il primo passo da compiere è quello di riconquistare la fiducia della classe media. Il crescente tasso di disoccupazione e l’alto debito pubblico, infatti, hanno fatto perdere le speranze a tutti coloro che avevano votato Correa in prima istanza. Ma Moreno ci sta già lavorando. La sua immagine è già di per sé esplicativa: un Presidente sulla sedia a rotelle che cammina fra i cittadini, ponendosi non solo al loro stesso livello, ma addirittura facendo sentire il popolo più importante. Un’immagine che vale più di mille proclami. Inoltre, come dichiarato dallo stesso Moreno durante la campagna elettorale, un’altra sfida è rappresentata dai media. Correa aveva allontanato e soppresso diverse voci dell’opposizione. Per Moreno, invece, i media sembrano rappresentare un tassello importante della popolazione e si è ripromesso di instaurare migliori rapporti, garantendo una maggiore libertà di espressione.

Fig. 2 – L’ideale staffetta tra il presidente uscente, Correa, e quello subentrato, Moreno

PROBLEMI ECONOMICI – L’economia dell’Ecuador non è al momento così rosea. Sebbene Correa abbia portato a casa diversi successi, Moreno si trova ora fra le mani un Paese il cui Prodotto Interno Lordo è sceso dell’1,7% nell’ultimo anno e la Banca Mondiale prevede un’ulteriore recessione del 2,9% per il 2017. Il debito pubblico è alle stelle e solo un’impennata dei prezzi del petrolio potrebbe risanare i conti del Paese, cosa che al momento appare poco probabile. I programmi sociali di Correa hanno appesantito le casse dello Stato in maniera significativa e la politica economica non è ancora riuscita a diversificare le entrate.

IN POLITICA ESTERA – E non è solo dell’opposizione che deve tenere in conto il nuovo leader, né dell’economia instabile. Il maggior partner commerciale dell’Ecuador è costituito dagli Stati Uniti, con cui i quali i rapporti sono stati un po’ tesi durante l’amministrazione Correa. Nel 2011 l’ex Presidente aveva espulso l’ambasciatore statunitense e l’anno successivo aveva invece concesso asilo politico nella sua ambasciata di Londra al fondatore di WikiLeaks Julian Assange, schierandosi con la sinistra sudamericana che vede ancora gli Stati Uniti come dei capitalisti oppressori. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, apre poi un ulteriore capitolo di novità su quali potranno essere d’ora in avanti i rapporti fra i due Paesi.

Claudia Patricolo

Un chicco in più

Per una descrizione specialistica del nuovo presidente della Repubblica dell’Ecuador, cliccate qui.

Foto di copertina di Maurizio Costanzo – mavik2007 rilasciata con licenza Attribution License

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