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Macri come punto di riferimento contro la stagnazione economica

Lo scorso martedì, il Presidente argentino Macri ha incontrato a Brasilia l’omologo Presidente brasiliano Temer in una visita di Stato con l’obiettivo di rilanciare l’apertura del Mercosur verso i mercati mondiali, al fine di stimolare il commercio e quindi la ripresa economica del continente sudamericano

AMERICA LATINA E STAGNAZIONE ECONOMICA – L’economia dell’America Latina è malata da decenni, caratterizzata da una bassa crescita economica e dal peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro della classe lavoratrice. La situazione più drammatica è quella del Brasile, soprattutto considerando le sue dimensioni geografiche e demografiche che amplificano i fenomeni. Stando ai dati diffusi dal CEPAL (Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi), l’economia brasiliana si è contratta del 3,5% nel 2015 e di un probabile ulteriore 2% nel 2016. La valuta locale, il real, si è deprezzato del 50% rispetto al dollaro e ora che vale la metà, pagare i debiti contratti negli anni passati risulta assai più difficile. Per quanto riguarda l’Argentina, sembrano poco credibili i dati statistici forniti dopo la manipolazione “creativa” effettuata dalla Kirchner, predecessore di Macri. In ogni caso le cifre ufficiose parlano di una inflazione al 40% e i problemi economici e reali sono tanti, a partire dalle esportazioni in calo (soprattutto verso il confinante Brasile), agli impegni di rimborso dei titoli di Stato emessi sul mercato statunitense e finiti in default, allo smantellamento dello stato sociale e al conseguente allargamento del livello medio di povertà. Le condizioni del Venezuela sono poi ancora peggiori, a causa del fatto che il calo di prezzo della principale risorsa del paese, il petrolio, in un solo anno, dal 2014 al 2015, ha dimezzato i proventi da 65 a 35 miliardi di euro. Non esistono dati sull’inflazione, ma gli effetti sono visibili nel paese reale con code ai supermercati e acquisti controllati.

Fig. 1 – Povertà diffusa nelle periferie delle città brasiliane

A seguito di questo scenario, la sfiducia dei mercati internazionali verso i paesi sudamericani è aumentata, così come sono aumentati i valori dell’indice EMBI (Emerging Markets Bond Index), indicatore della banca d’affari JP Morgan che misura il rischio dei titoli di Stato dei paesi emergenti a confronto con le obbligazioni statunitensi.

LE CAUSE DELLA STAGNAZIONE– Nel 1989 l’economista americano John Williamson sintetizzò, in quello che viene denominato Washington Consensus, le direttive economiche promosse dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale e dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America, tutti con sede a Washington DC (da qui il nome). Si tratta di un pacchetto di indicazioni molto precise rivolte ai paesi in via di sviluppo per uscire da situazioni di crisi. In particolare il pacchetto è composto da dieci misure macroeconomiche di stampo liberista, tra le quali: liberalizzazione del commercio e delle importazioni, apertura di investimenti provenienti dall’estero, privatizzazione delle aziende statali, abolizione delle regole che impediscono l’entrata nel mercato o che limitano la competitività (deregulation).

Fig. 2 – La Casa Bianca a Washington DC

L’applicazione di queste regole, però, non è riuscita a garantire la stabilizzazione e la crescita economica dei paesi sudamericani, ma piuttosto li ha resi più fragili e dipendenti dall’estero e dalle organizzazioni internazionali, con una pessima distribuzione del reddito, un aggravamento dell’inflazione, un alto indebitamento estero. Questo deterioramento delle condizioni economiche ha naturalmente avuto riflessi sociali negativi con l’allargamento della forbice tra povertà e ricchezza e la nascita di movimenti di resistenza come il Movimento dei Lavoratori Sem Terra in Brasile e quello dei Piqueteros in Argentina.

ARIA FRESCA PER L’ECONOMIA ARGENTINA – Il Presidente dell’Argentina Macri ha dichiarato che durante il suo mandato vuole rafforzare in primo luogo i rapporti con il Brasile, primo partner commerciale, quindi con i paesi del blocco Mercosur e più in generale con tutti i paesi dell’America Latina. L’incontro tra Macri e Temer, infatti, è una tappa di un percorso politico-economico a lungo termine iniziato dal nuovo Presidente argentino con l’obiettivo di rilanciare i rapporti commerciali tra i paesi latinoamericani e tra loro e il resto del mondo.

Fig. 3 – L’intervento del Presidente Macri all’Argentina Business & Investment Forum di Buenos Aires

In materia di politica economica, Macri, appena insediato alla Casa Rosada, ha subito rimosso i controlli sulla valuta, le tasse sulle esportazioni di grano, carne e pesce e le quote sul grano. Azioni che hanno da una parte  svalutato il peso del 30%, ma dall’altra aumentato le esportazioni. Sul fronte della politica internazionale, già nel gennaio 2016, Macri ha riportato l’Argentina a sedersi al World Economic Forum di Davos in Svizzera, dopo ben 12 anni di assenza. Pochi mesi più tardi, a settembre 2016, il Presidente ha aperto a Buenos Aires l’Argentina Business & Investment Forum, una pietra miliare sul percorso di riforme economiche che Macri ha iniziato a mettere in atto, con l’obiettivo di attrarre investimenti stranieri come parte del più ampio progetto a lungo termine di crescita economica. Tra le promesse elettorali anche la volontà di eliminare le tasse sul reddito dei lavoratori, così da favorire gli investimenti stranieri. “L’Argentina ha deciso di prendere il suo posto nel panorama globale. Abbiamo bisogno di compagnie internazionali che investano sulle nostre potenzialità energetiche, agricole, tecnologiche così come nella nostra finanza e nella costruzione di strade e porti. L’Argentina offre una delle migliori opportunità di investimento nel mondo”, ha dichiarato lo stesso Presidente.

VECCHIE E NUOVE ALLEANZE COMMERCIALI PER USCIRE DALLA STAGNAZIONE – Fare fronte comune per affrontare difficoltà e mercati e per trovare nuovi partner commerciali è stata, a partire dagli anni ’90, una delle strategie di sviluppo dei paesi latino americani.
Nel 1991 nasce il Mercosur, ovvero il Mercado Comun del Sur, costituito inizialmente da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay ai quali si unirà nel 2012 il Venezuela (recentemente allontanato per il mancato rispetto degli impegni). Il trattato abolisce i dazi doganali tra i paesi membri e stabilisce una tariffa comune verso i paesi terzi. Nel 1994, il Messico crea con gli Stati Uniti d’America e il Canada il più grande mercato senza barriere doganali al mondo, denominato NAFTA. L’acronimo ALBA sintetizza l’Alianza Bolivariana para los Pueblos de nuestra América, Movimento che nasce nel 2002 tra Venezuela e Cuba e altri paesi caraibici minori con l’obiettivo di ridurre la povertà in uno spirito di collaborazione tra popoli, contrapponendosi ai modelli di sviluppo liberisti imposti da Washington. Infine l’Alleanza del Pacifico, nata nel 2011, riunisce quattro paesi che si affacciano sul Pacifico (Messico, Colombia, Perù e Cile) i quali, oltre a ridurre le barriere interne al commercio e al movimento delle persone, ha iniziato altri progetti quali un mercato comune dei cambi e ambasciate associate in diversi paesi.

Fig. 4 – La presidenza del Mercosur viene esercitata pro tempore a rotazione per periodi di sei mesi

Il Presidente Argentino Macri, molto favorevole all’apertura commerciale, ha cominciato a tessere le fila tra i paesi sudamericani. Uno sforzo portato avanti per battare la stagnazione con una serie di incontri bilaterali volti da una parte ad unire il Mercosur con l’Alleanza del Pacifico e creare così un unico grande mercato sudamericano e dall’altra a stipulare accordi di collaborazione commerciale con il resto del mondo. Parallelamente, negli Stati Uniti d’America, l’elezione di Donald Trump ha improvvisamente cambiato le carte in tavola sullo scacchiere globale. Trump, infatti, ha subito iniziato a mettere in pratica le politiche protezionistiche annunciate in campagna elettorale e ha firmato l’uscita dal TPP, il Trans Pacific Partnership, un trattato tra dodici paesi dell’area pacifica e asiatica che ha lo scopo di promuovere scambi e investimenti tra i paesi partner. Anche un altro accordo di libero scambio, questa volta tra USA e Unione Europea, il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, sembra non decollare per le resistenze dei paesi europei, preoccupati per le ricadute soprattutto nel settore agricolo. Una occasione da non perdere quindi per il Sudamerica dove Macri e Temer sembrano essere arrivati al momento giusto per scrivere un nuovo capitolo della storia.
L’incontro di martedì si è svolto in Brasile, forse anche per trovare nella crescita delle attività commerciali il collante che tenga salda una maggioranza di governo nella quale ben sette ministri sono indagati per corruzione e riciclaggio. Lo stesso Temer, anch’egli indagato, lo ha definito un “Governo di salvezza nazionale” con l’obiettivo di uscire dalla stagnazione economica.

Dario Urselli

Un chicco in più

Il nome di Mauricio Macri risulta nella lunga lista dei Panama Papers, un fascicolo riservato che raccoglie migliaia di documenti dettagliati di società offshore costituite per sfuggire al controllo fiscale. Macri sarebbe indicato tra i direttori di una società con sede alle Bahamas e non avrebbe dichiarato questo ruolo in occasione delle sua elezione a Sindaco di Buenos Aires, anche se non è chiaro se tale dichiarazione fosse richiesta.

Foto di copertina di Agência Brasil rilasciata con licenza Attribution License

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