Puoi leggerlo in 6 min.

Il Giro del Mondo in 30 Caffè 2017 – Secondo la rivista americana Forbes è tra le cento donne più potenti del pianeta: è Ameenah Gurib-Fakim, biologa, imprenditrice e attuale Presidente delle Mauritius nonché una delle poche donne nel continente africano, e nel resto del mondo, a ricoprire questo ruolo

TRA BIOLOGIA E POLITICA – Insediatasi nel giugno 2015 dopo le dimissioni dell’allora Presidente in carica Kailash Purryag, Gurib-Fakim è una biologa di fama internazionale. Secondo la Costituzione del 1967, il Capo di Stato è il garante della Costituzione e Capo delle forze armate (nel caso delle Mauritius, del corpo di polizia locale e della guardia costiera, non avendo un esercito). La sua figura è più che altro simbolica e di rappresentanza, ma in molti hanno salutato la sua nomina come un segnale di rinnovamento. In una delle prime interviste rilasciate, Gurib-Fakim ha dichiarato di volersi approcciare a questo ruolo come una “donna biologa”. Espressione che sottolinea i due temi a lei cari: l’ambiente e la figura della donna nella società mauriziana.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Ameenah Gurib-Fakim, attuale Presidente delle Mauritius, in carica dal 2015

IL MIRACOLO DELLE MAURITIUS – La Repubblica di Mauritius è un arcipelago a poco più di 550 chilometri dal Madagascar con una popolazione di circa 1.262.970 abitanti. Si trova al 63° posto (su 187) nell’Indice di Sviluppo Umano ed è un Paese stabile dal punto di vista politico e sociale, nonché una delle economie più solide del continente. È una Repubblica parlamentare (proclamata ufficialmente nel 1992) con il potere esecutivo affidato al governo, e l’Assemblea Nazionale composta da 70 membri per un periodo di 5 anni, cui spetta anche l’elezione del Presidente della Repubblica. La maggioranza  parlamentare è oggi rappresentata dall’Alleanza del popolo (o LEPEP) formata dal Movimento Socialista Militante, il Partito Socialdemocratico e il Movimento Liberale; mentre l’opposizione dall’Alleanza PTR-MMM composta dal Partito laburista e dal Movimento Militante.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Gurib-Fakim mentre tiene un discorso durante la conferenza COP 21 sui cambiamenti climatici a Parigi, nel novembre 2015: la tematica ambientale è una delle priorità del suo programma

Mauritius è la nazione africana con il più alto PIL procapite (9202 US$) dopo la Guinea Equatoriale e la sua capitale, Saint Louis, è il secondo centro finanziario del continente dopo Johannesburg. Non potendo contare su risorse minerarie, l’economia dell’arcipelago è stata focalizzata inizialmente sulla monocoltura della canna da zucchero, ma dagli anni Settanta il governo decise di attuare una politica economica di diversificazione e potenziamento del secondario e dei servizi. Nel 1970 fu così creata una zona franca nella capitale, l’Export Processing Zone, con agevolazioni e sgravi fiscali: ciò unito alla presenza di manodopera a basso costo qualificata e il clima politico stabile, ha attratto cospicui investimenti esteri e permesso lo sviluppo di grandi complessi alberghieri – oggi il turismo è una voce importante dell’economia mauriziana –  e del settore industriale (i cui proventi rappresentano circa un terzo del PIL). Nel 2016, per l’ottavo anno consecutivo, la Banca Mondiale ha classificato le Mauritius al 1° posto tra le economie africane e 32° su 189 economie in tutto il mondo nel rapporto “Ease of Doing Business” per la facilità di fare impresa e in termini di libertà economica nell’area dell’Africa sub-sahariana.

AMBIENTE E QUESTIONE FEMMINILE – Nata in una famiglia indiana musulmana, Gurib-Fakim, 56 anni, è biologa e Vice Presidente dell’Earth Planet Institute che promuove l’indipendenza scientifica dell’Africa. Ha pubblicato più di 28 libri scientifici in tutto il mondo, è laureata in chimica all’Università di Surrey nel 1983 e ha conseguito il dottorato di ricerca in chimica organica presso l’Università di Exeter in Gran Bretagna. Ha lavorato presso l’Università di Mauritius, prima di diventare l’Amministratore Delegato del CEPHYR, un Centro per la ricerca fitoterapia che si concentra sull’utilizzo di piante a fini terapeutici, nutrizionali e nella cosmesi. Le Mauritius, infatti, sono un grande patrimonio per la biodiversità: circa 300 specie di piante che si possono trovare solo sull’isola, in pericolo a causa delle attività umane e dei cambiamenti climatici. Non solo biologa, ma anche imprenditrice quindi.
Gurib-Fakim è consapevole di avere un ruolo prettamente simbolico, ma proprio per questo vuole sfruttare la sua figura: è convinta che scienza, tecnologia e innovazione debbano essere pienamente integrate nelle politiche governative e il ruolo delle donne e dei giovani debba essere rafforzato. Infatti, un altro tema che sta molto a cuore alla Presidente mauriziana è la situazione femminile: si ritiene privilegiata per aver avuto una famiglia che non ha ostacolato la sua formazione, ma è pienamente consapevole che nonostante nel Paese sino stati fatti molti passi avanti (il tasso di alfabetizzazione è del 92,1% secondo i dati dell’UNDP), purtroppo le donne riscontrano ancora problemi nella ricerca di un posto di lavoro e soprattutto nell’accesso a posizioni lavorative dirigenziali. La società rimane ancora patriarcale e conservatrice.

Embed from Getty Images

Fig. 3 – Gurib-Fakim è una scienziata di fama internazionale, Vice Presidente dell’Earth Planet Institute e l’Amministratore Delegato del CEPHYR, un Centro per la ricerca fitoterapia che si concentra sull’utilizzo di piante a fini terapeutici, nutrizionali e nella cosmesi

Durante un intervento dello scorso dicembre in occasione dell’evento “Step It Up With Rural Women to End Hunger and Poverty” organizzato dalla FAO per discutere delle cause strutturali della povertà nei Paesi in via di sviluppo, ha sottolineato la necessità di includere le donne che vivono nelle zone rurali nella lotta alla povertà, alla malnutrizione e alla fame per creare un sistema economico e alimentare inclusivo, altrimenti tutti gli sforzi saranno destinati a fallire.
Crede fortemente nell’indipendenza scientifica africana come preludio a un’indipendenza politica ed economia, a un’Africa che sappia dare risposte africane a problemi africani. Ha contribuito anche all’apertura di BioPark Mauritius, il primo hub tecnologico dell’Oceano Indiano dove professionisti nel campo della ricerca e dell’innovazione possono collaborare per aiutare il Paese nel passaggio da un’economia basata sulla produzione a un’economia sostenibile e intelligente.

LA VERA RICCHEZZA DELLE MAURITIUS: IL TESSUTO SOCIALE – Le condizioni di vita alle Mauritius sono tra le migliori del continente: l’istruzione è obbligatoria dai 5 ai 12 anni di età e gratuita a tutti i livelli e l’accesso ai servizi sanitari è garantito a tutti. Il tasso d’incidenza dell’HIV è molto basso (0,9%) e l’aspettativa di vita è di 73 anni. La società mauriziana è eterogenea e complessa dal punto di vista culturale e religioso. La popolazione dell’arcipelago è composta in maggioranza da Hindu, con minoranze creole (perlopiù discendenti dagli antichi schiavi africani e dei coloni europei), europee e cinesi. Più del 40% della popolazione è induista, con minoranze cattoliche e mussulmane. Le diverse comunità hanno sempre vissuto in armonia tra loro, grazie ad un clima di tolleranza reciproca e a un’adeguata rappresentanza in Parlamento (con il “sistema del miglior perdente”, per cui 8 dei 70 seggi dell’Assemblea Nazionale vengono assegnati a candidati non eletti ma rappresentanti le minoranze etniche). Il modello di convivenza mauriziano rappresenta un esempio da esportare all’estero, ma allo stesso tempo, secondo il Capo di Stato, bisogna lavorare per costruire un’unica identità mauriziana. Non avendo risorse naturali, le forze governative hanno investito molto sulle risorse umane costruendo un clima pacifico e tollerante. Tra l’altro, la popolazione è molto giovane: il 35% di essa ha meno di 18 anni e la popolazione anziana rappresenta circa l’8% sul totale. Investire sui giovani e sulla loro istruzione è quindi un passo fondamentale e necessario per il governo mauriziano.

LUCI ED OMBRE – Il PIL è cresciuto a un tasso del 3,5% annuo nell’ultimo decennio, ma anche il piccolo arcipelago deve affrontare alcuni problemi strutturali. Il cambiamento climatico è sicuramente una minaccia per il patrimonio naturalistico, da cui dipende anche gran parte del turismo delle isole. È un tema molto caro a Gurib-Fakim che in più occasioni abbia rilevato la necessità di preservare l’ambiente e promuovere pratiche di produzione e colture più rispettose della natura e della flora dell’arcipelago. Altra problematica è il tasso di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza: il 43,9% della ricchezza si concentra nelle mani del 10% della popolazione. Soprattutto la popolazione creola lamenta discriminazioni sociali in termini di rappresentanza politica a favore degli Hindu. Inoltre, la creazione di un porto franco con il sistema di agevolazioni per le imprese ha aperto il paese ai finanziamenti esteri, ma anche alzato il rischio di corruzione tanto che nel 2002 è stata istituita la Commissione Indipendente contro la Corruzione (ICAC): la legge prevede sanzioni penali per gli atti di corruzione nella pubblica amministrazione, tuttavia alcuni funzionari sovente se ne sono resi responsabili. Solo nel corso del 2013, l’ICAC ha ricevuto 84 denunce, riguardanti le forze di polizia.

Embed from Getty Images

Fig. 4 – Il tessuto sociale mauriziano è uno dei punti di forza del Paese: rappresenta un esempio di società eterogenea, ma basata sul rispetto e la tolleranza reciproca

QUALI PIANI PER IL FUTURO? – Nel discorso del 25 dicembre alla sua nazione, il Presidente della Repubblica ha sottolineato l’importanza di costruire una vera identità mauriziana e rafforzare il ruolo delle istituzioni. Spetta al governo realizzare le politiche per risolvere i problemi strutturali del Paese e soprattutto valorizzare la vera risorsa del continente africano che, secondo Gurib-Fakim, non sono le risorse naturali bensì i giovani. È necessario creare le possibilità affinché si riduca la fuga dei cervelli dal continente africano, e le condizioni affinché i giovani possano tornare in patria a sfruttare le competenze acquisite. Per farlo sarà necessario un dialogo interno all’Africa a livello educativo, la creazione di partenariati universitari, un dialogo tra scienza e innovazione, mantenendo sempre uno sguardo a ciò che accade al di fuori dei confini continentali. Tra gli altri pilastri individuati che devono essere integrati nelle politiche governative: energia verde, l’agricoltura, biodiversità e cambiamento climatico. Vedremo nei prossimi anni se, pur rivestendo un ruolo simbolico, Gurib-Fakim riuscirà ad influenzare le politiche governative e l’opinione pubblica su queste tematiche.

Irene Dell’Omo

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

La Repubblica di Mauritius  è diventata indipendente dalla Gran Bretagna nel 1968. Prima dell’arrivo degli inglesi l’arcipelago venne colonizzato dagli olandesi e successivamente dai francesi. Agli olandesi le isole devono il proprio nome: Mauritius, infatti, in onore del principe Mauritz Van Nassau a cui venne dedicata la conquista di questi territori. [/box]

Foto di copertina di CNE CNA C6F rilasciata con licenza Attribution-NoDerivs License

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci il tuo nome