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Sembra finita la luna di miele tra Obama e il popolo statunitense. Un autunno “caldo” attende il Presidente,  che tra riforme interne e politica estera non può permettersi di sbagliare

SOSTEGNO IN CALO PER OBAMA – I recenti sondaggi di popolarità, che vedono l’indice di gradimento di Obama scendere al di sotto del 50%, e il vuoto politico lasciato dalla scomparsa del Senatore Kennedy potrebbero preannunciare un autunno difficile per la Casa Bianca. Con la riforma sanitaria ormai entrata nel rush finale delle discussioni prima dell’approvazione e le crescenti preoccupazioni per una situazione afghana che sembra essere più lontana che mai da una conclusione, Barack Obama potrebbe essere il terzo presidente a scendere sotto il 50% del così detto job approval a pochi mesi dall’insediamento alla Casa Bianca. Parte dell’opinione pubblica statunitense sembra avere ora qualche dubbio su quella riforma del sistema sanitario nazionale invocata dal candidato Democratico durante tutta la campagna elettorale, quasi un anno fa. In molti hanno inoltre perso la fiducia nelle capacità della Casa Bianca di far ripartire un’economia che ancora oggi sembra stentare, i cui segnali di stabilizzazione finanziaria non incidono sull’economia reale e quindi sulla vita delle persone. Questi sembrano essere al momento i due motivi principali del rapido allontanamento dell’elettorato da un presidente che era stato capace in febbraio di conquistare la fiducia del 70% dell’opinione pubblica.

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GOODBYE TED – La scomparsa di un decano della politica statunitense, e sponsor del presidente, come Ted Kennedy potrebbe creare non poche difficoltà alla Casa Bianca e lasciare il Partito Democratico in balia di una stagione che sembra annunciarsi come particolarmente calda. Dal lato interno, il vuoto politico lasciato dal potente Senatore Democratico potrebbe portare infatti ad uno sfilacciamento del finora compatto fronte congressuale a sostegno della riforma sanitaria. Negli Stati Uniti, per tradizione, le maggioranze parlamentari sui temi più delicati sono di norma composte in modo trasversale; una riforma della sanità piuttosto impopolare come quella voluta dalla Casa Bianca rischia quindi di arenarsi, o peggio ancora di naufragare, in caso di fuoriuscite dalla maggioranza di qualche Congressman conservatore il cui seggio potrebbe non essere riconfermato dagli elettori nelle prossime elezioni del 2010. 

IL FUTURO – Al momento la Casa Bianca commenta i risultati dei sondaggi con estrema fiducia e il portavoce Bill Burton ha dichiarato che il capitale politico di un presidente deve essere speso proprio in situazioni difficili come queste. Bisognerà attendere qualche mese, e probabilmente le scelte di Barack Obama sulla questione Afghanistan, per capire quanti elettori continueranno a supportare i programmi della Casa Bianca e quanti invece decideranno di allontanarsi da uno dei presidenti più sostenuti dall’opinione pubblica durante la campagna elettorale, ma più velocemente abbandonati una volta arrivato nello Studio Ovale a causa dei programmi proposti. 

Simone Comi 31 agosto 2009 redazione@ilcaffegeopolitico.it

Foto: sopra, Obama attende l'autunno con una certa preoccupazione.

Sotto: un'immagine di Ted Kennedy, scomparso pochi giorni fa

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