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Il Giro del Mondo in 30 Caffè 2017 – Per la SpaceX di Elon Musk il 2017 si presenta ricco di prove per continuare la sfida commerciale ed estendere le ambizioni aziendali nello spazio oltre l’orbita terrestre

LA SFIDA AL SETTORE SPAZIALE – Sin dalla sua nascita, la SpaceX si è posta come obiettivo il rivoluzionare il settore spaziale, un po’ come Tesla Motors (altra creatura di Elon Musk) si propone di fare tra le automobili. L’azienda è riuscita ad aggiudicarsi i contratti dalla NASA sia per il rifornimento della ISS sia per il trasporto di astronauti (i primi con Orbital-ATK, i secondi con Boeing). Questo l’ha lanciata sul palcoscenico spaziale e sul mercato dove il lanciatore aziendale Falcon-9 ha portato nello spazio con successo numerosi satelliti oltre ad aver ottenuto di recente la certificazione da parte dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti (United States Air Force – USAF) per effettuare lanci per la Difesa. La chiave di volta della sfida è tenere più basso possibile il prezzo di lancio, rilanciando una capacità per Musk essenziale allo scopo: la riusabilità del primo stadio del vettore, recuperandolo con un atterraggio verticale. Dopo diversi tentativi andati male, SpaceX è riuscita nell’esperimento con una discreta regolarità, sia su piazzola a terra sia su piattaforma in mare (la seconda è più difficile della prima). Manca ancora un tassello: lanciare un Falcon-9 con un primo stadio già usato. Le mosse di Musk hanno sparigliato le carte nel mercato lanciatori, con la concorrenza che si è sentita costretta a rincorrere. Ad esempio, l’ULA (United Launch Alliance, consorzio tra Boeing e Lockheed Martin) ha annunciato lo sviluppo del vettore Vulcan, destinato a sostituire, con un costo minore, sia il Delta IV sia l’Atlas V. Anche l’europea Arianespace, ora controllata da Airbus-Safran, ha spinto per l’accelerazione della realizzazione dell’Ariane-6 e del Vega-C, snobbando peraltro la riusabilità, giudicandola non essenziale all’abbattimento dei prezzi. In realtà, il vero vantaggio di Musk e della SpaceX non è nella tecnologia né nell’innovazione. Vedremo qual è più avanti.

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Fig. 1 – L’atterraggio del primo stadio del Falcon-9 su una piazzola della Cape Canaveral Air Force Station in Florida

IL 2017 DELLA SPACEX – Per l’azienda californiana (sì, questo Stato si conferma ancora come fucina delle idee made in USA) il 2017 inizia con il ritorno al volo del Falcon-9 dopo l’incidente del 1 settembre 2016. A bordo ci saranno satelliti della serie Iridium Next, ma non sarà effettuato l’esperimento di rientro. Per febbraio sono previsti due lanci, di cui uno per rifornire la Stazione spaziale internazionale. Le vere sfide si avranno più avanti con il primo lancio del nuovo vettore pesante Falcon Heavy (che si propone anche come razzo per carichi destinati oltre l’orbita terrestre come sonde e veicoli con equipaggio) e il primo test della nuova capsula Crew Dragon, destinata a portare astronauti sulla ISS. Previsto per agosto, questo volo sarà effettuato totalmente in automatico e non avrà equipaggio. Inoltre, è probabile che uno dei lanci del Falcon-9 previsti per il 2017 (sono 12, con un’aggressiva media di 1 al mese) sarà effettuato con un primo stadio già utilizzato in precedenza.

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Fig. 2 – Elon Musk presenta il Falcon Heavy

CON MUSK SU MARTE? – Veniamo al vero alzo dell’asticella fatto da Musk nel 2016: su Marte entro il 2024. Al di là della scadenza abbastanza irrealistica (ma chissà, magari saremo smentiti tra 7 anni), è la sfida in sé ad essere rivoluzionaria. SpaceX la lancia non solo alla concorrenza, ma addirittura alla NASA, che durante l’amministrazione Obama non ha fatto mistero che il pianeta rosso sia l’obiettivo principale dei suoi piani di esplorazione umana. Però non prima del 2030 e con fasi e mezzi non ancora chiari. La corsa potrebbe non essere quindi tra Stati come fu per la Luna, ma tra uno Stato (o un gruppo di Stati) e un’azienda privata. Il quadro potrebbe non essere definitivo, perché è in arrivo Trump e non è detto che il nuovo Presidente faccia di Marte la priorità per la NASA. Alcune voci, che arrivano dalla squadra di transizione della nuova amministrazione assegnata all’agenzia spaziale, indicano che potrebbe essere messo in dubbio lo sviluppo del vettore pesante. Visti i progetti sia della SpaceX sia della Blue Origin lo Space Launch System (Sistema di lancio spaziale – SLS) potrebbe risultare ridondante oltre che maggiormente costoso. Nel primo paragrafo si è accennato al vero vantaggio di Musk e della SpaceX sui concorrenti. Si tratta della comunicazione. L’azienda riesce a propagandare le proprie attività con efficacia ed è in grado di suscitare entusiasmo in un modo simile a quanto riesce la Apple con la presentazione dei suoi prodotti. Su questo piano, la concorrenza è già sconfitta. ULA e Arianespace ad esempio sono piuttosto “grigie” nel comunicare risultati e novità. C’è un unico ente in grado di competere: la NASA. Il che la dice lunga.

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Fig. 3 – In una presentazione stile Apple, Elon Musk presenta al pubblico la capsula spaziale Crew Dragon

Emiliano Battisti

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un chicco in più

Elon Musk è nato in Sudafrica, ma è naturalizzato statunitense. Oltre ad essere fondatore ed amministratore delegato della SpaceX è anche CEO di Tesla Motors. Il suo primo successo imprenditoriale è stato PayPal, il famoso sistema di pagamento via internet, di cui è cofondatore.[/box]

Foto di copertina di TeslaClubBE rilasciata con licenza Attribution License

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.

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