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Il Giro del Mondo in 30 Caffè 2017 – Il 2017 si presenta come anno di transizione per il settore spaziale di molti Paesi. Per l’Italia continuano i lanci del vettore Vega con importanti carichi da trasportare in orbita e l’astronauta Paolo Nespoli tornerà sulla Stazione spaziale internazionale

ITALIA: NON SOLO NESPOLI – Non si può evitare: il settore spaziale va sotto i riflettori quando ci sono grandi missioni di esplorazione oppure voli umani. Per l’Italia, dopo i successi degli astronauti Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti e il parziale fallimento (o successo, dipende da come la si vede) della prima parte del programma ExoMars, le luci si riaccenderanno nella primavera 2017. Paolo Nespoli, veterano di due missioni spaziali, una sullo Space Shuttle e una di lunga durata sulla ISS tornerà sull’avamposto orbitale per altri sei mesi. Con meno clamore, il nostro Paese ha altri importanti appuntamenti soprattutto per quanto concerne i lanciatori e i satelliti. Sono previsti ben cinque lanci del vettore Vega, due dei quali di grande interesse strategico nazionale. Il primo è il lancio del satellite per l’osservazione della Terra (Earth Observation – EO) OPSAT-3000, frutto di un accordo tra Italia e Israele che vedeva la fornitura di aerei da addestramento M-346 al Paese con la stella di David. La piattaforma sarà prettamente al servizio della Difesa. Il secondo lancio importante è quello del PRISMA (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa), un dimostratore tecnologico per un futuro satellite operativo EO di tipo iperspettrale per applicazioni duali.

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Fig. 1 – Paolo Nespoli con l’astronauta USA Cady Coleman

EUROPA: TRA SENTINEL E GALILEO – A parte il volo di Nespoli, che coinvolge sia l’Agenzia spaziale italiana (ASI) che quella europea (ESAEuropean Space Agency) i programmi che la fanno da padrone per il settore spaziale del vecchio continente rimangono Copernicus (per l’osservazione della Terra) e Galileo (per la navigazione e il posizionamento). Per il primo, sono previsti i lanci del Sentinel-2B con il Vega a marzo, del Sentinel-3B ad aprile e del Sentinel-5 Precursor con data da stabilire. Quest’ultimo servirà a monitorare l’inquinamento dell’atmosfera e fornirà dati fino alla sua sostituzione con il Sentinel-5 vero e proprio prevista per i prossimi anni. Per quanto concerne il Galileo, ad agosto è previsto che altri quattro satelliti si aggiungano agli attuali 17 operativi in orbita che hanno iniziato a fornire i primi servizi agli utenti. Al di là dei due grandi programmi condivisi tra Commissione Europea ed ESA, quest’ultima lancerà il satellite meteorologico ADM-Aeolus, con strumenti che permetteranno migliori previsioni soprattutto grazie allo studio e alla misurazione dei venti.
Per quanto riguarda l’esplorazione spaziale, il 2017 non prevede lanci, ma l’ESA ha due sonde operative in orbita attorno a Marte, la Mars Express e il Trace Gas Orbiter (parte del programma ExoMars) e prosegue l’approntamento della Bepi Colombo (missione verso Mercurio) e la collaborazione con la NASA nella preparazione al lancio del telescopio spaziale James Webb.

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Fig. 2 – La sonda europea Mars Express

GLI ALTRI: TRA SATELLITI, VOLI CON EQUIPAGGIO E SONDE – Partiamo dalla Russia. Il Paese proseguirà con i lanci dei satelliti GLONASS per la navigazione e il posizionamento. Il sistema è già operativo. Inoltre sarà ancora l’unico in grado di fornire servizi di trasporto per astronauti da e per la Stazione spaziale internazionale, insieme ai periodici veicoli automatici di rifornimento Progress. Il tutto è però subordinato al funzionamento dei vettori della serie Soyuz che negli ultimi anni hanno mostrato problemi di affidabilità, soprattutto per i lanci delle Progress.
La Cina ha nei piani lanci di satelliti per telecomunicazioni e osservazione della Terra, oltre al primo veicolo automatico di rifornimento per il laboratorio spaziale Tiangong-2 (che dovrebbe rimanere “disabitato” per tutto il 2017). Il Paese sarà l’unico a effettuare un lancio per l’esplorazione oltre l’orbita (anche se non c’è ancora una data precisa): la sonda Chang’e-5. Questa ha il compito di atterrare sulla Luna e riportare campioni di suolo. Pechino avrà anche l’amaro compito di monitorare la traiettoria di decadimento orbitale del laboratorio spaziale Tiangong-1, fuori controllo da mesi.
Chiudiamo con gli Stati Uniti. Per la classica potenza spaziale il 2017 sarà un anno di transizione. L’amministrazione Obama lascerà il posto a quella Trump e la NASA potrebbe cambiare parte del suo indirizzo strategico. Per quanto concerne i principali programmi, gli Stati Uniti continueranno a inviare astronauti sulla ISS tramite la Russia e rifornimenti grazie ai contratti con le aziende SpaceX e Orbital-ATK. Nel campo dell’esplorazione proseguirà il lavoro sul nuovo lanciatore pesante SLS (Space Launch System – Sistema di lancio spaziale) e sul veicolo spaziale Orion in vista del test senza equipaggio attorno alla Luna previsto per il 2018 (e per il quale il modulo di servizio sarà fornito dall’ESA). Gran finale invece per la sonda Cassini, nello spazio da 19 anni e in orbita tra Saturno e il suo satellite naturale Titano da 12. Come atto conclusivo della missione, il veicolo si “tufferà” nell’atmosfera del “signore degli anelli” per raccogliere e trasmettere dati prima di distruggersi a causa delle forze aerodinamiche.

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Fig. 3 – La sonda Cassini

Emiliano Battisti

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un chicco in più

Paolo Nespoli è stato selezionato come astronauta nel 1998 (insieme a un altro italiano: Roberto Vittori). Ha volato per la prima volta nello spazio con lo Space Shuttle nella missione STS-120 che ha istallato sulla ISS il modulo statunitense (di costruzione italiana) Harmony. E’ stato poi selezionato come primo italiano a partecipare a una missione di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale con la Expedition 26/27 durante la quale si è incontrato con il suo vecchio compagno di corso, Vittori, giunto temporaneamente sull’avanposto con l’equipaggio della missione Space Shuttle STS-134. Volerà di nuovo con la Expedition 52/53 la prossima primavera.[/box]

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.

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