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Il Giro del Mondo in 30 Caffe’ 2017 – L’anno appena concluso ha segnato un inatteso successo in campo Opec. Ma la popolazione è al collasso per via dell’iperinflazione e per la mancanza cronica di beni di prima necessità.

VENEZUELA, ULTIMO SUCCESSO DEL 2016 – Nonostante i numerosi problemi, soprattutto politici, che hanno afflitto il Venezuela negli ultimi anni, il Paese ha chiuso il 2016 mettendo a segno un successo economico di grande valore. L’inizio di Dicembre ha infatti visto il Venezuela giocare bene il ruolo di mediatore all’interno dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) che hanno finalmente raggiunto un accordo sul taglio della produzione giornaliera di crudo definendone un tetto massimo. Merito del Venezuela è stato quello di riuscire a portare Iran e Arabia Saudita, da sempre rivali nel campo del petrolio, a un compromesso, permettendo al primo di mantenere invariata la sua attuale produzione di crudo, cosa gradita in quanto l’antica Persia è appena uscita da decenni di sanzioni imposte dagli Stati Uniti, mentre l’Arabia Saudita ha accettato di farsi carico del doppio dei tagli per supplire alla mancanza di quelli iraniani. Inoltre, è stata istituita una commissione di sorveglianza, operativa dal 1 Gennaio 2017, formata dai ministri del petrolio dell’Algeria, del Kuwait e del Venezuela appunto.

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Fig.1 – Il presidente Maduro parla all’assemblea annuale dell’Onu 

REFERENDUM REVOCATORIO – Nonostante questo grande successo economico che gioverà anche all’economia venezuelana, essendo il petrolio la prima fonte di guadagno del Paese, il popolo non dimentica certo i recenti “imbrogli” politici che hanno portato alla sospensione del referendum revocatorio contro il presidente Nicolas Maduro. Da mesi infatti la popolazione insorge contro il Presidente, accusando i socialisti di stare portando il Paese al collasso.

La mancanza di beni di prima necessità è ormai evidente e numerose sono le rivolte che scoppiano in ogni città. A seguito delle recenti elezioni parlamentari, la coalizione dei partiti d’opposizione (MUD), ha ottenuto la maggioranza dei seggi, facendo vacillare il potere dei socialisti per la prima volta dopo decenni. In questo modo si é però venuta a creare una discrepanza fra il volere del Parlamento e quello del Governo, con la conseguenza che la maggior parte delle proposte di legge non viene approvata oppure necessita di lunghi mesi per la ratifica. Da qui la richiesta del MUD di un referendum per destituire Maduro dalla carica prima del suo naturale termine previsto per il 2019.

Dopo numerosi rinvii, nel mese di Ottobre, il Consiglio nazionale elettorale (Cne) ha invalidato le firme raccolte per presunti illeciti, posticipando ancora una volta la data di possibili elezioni. Previste originariamente per la fine del 2016, sono state poi rimandate a metà del 2017 e oggi anche questa seconda data sembra impossibile. Che il Cne, controllato dai chavisti, voglia ritardare le elezioni il più possibile, sembra ormai un dato di fatto. Tuttavia la popolarità di Maduro ha ormai raggiunto i minimi storici, facendo pensare che anche se si dovessero tenere le elezioni non riuscirebbe comunque a superare la soglia dei voti.

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Fig.2 – Il difficilissimo momento venezuelano crea sempre più profughi alla frontiera con la Colombia

SOGNI E SPERANZE PER IL 2017 – Eppure Maduro non sembra afflitto da questi risultati. Al contrario mostra speranza e ottimismo per il futuro. “Sarà un anno vittorioso, di grande crescita sociale, economica e politica”, ha sottolineato nel corso dell’annuale messaggio di Natale.

Maduro ha ammesso la profonda crisi politica ed economica che sta affrontando il Paese. Pensiamo solo che l’inflazione lo scorso anno si era attestata oltre il 270% e il petrolio aveva registrato una vertiginosa caduta dei prezzi, incidendo molto sulle finanze del Paese. Grazie al Plan de la Patria, lascito dell’ex capo di Stato Hugo Chavez, Maduro ha previsto numerosi e ulteriori finanziamenti per migliorare il benessere dei cittadini. Tali finanziamenti saranno destinati ai settori della sanità, delle infrastrutture e della rete idrica. E le cifre sembrano essere piuttosto alte. Il presidente Maduro ha infatti recentemente presentato il piano di bilancio per il 2016, enfatizzando da una parte i progressi e i risultati ottenuti nel corso di quest’anno, dall’altra tutti i risparmi che il Governo é riuscito a mettere da parte e che saranno impiegati per concludere tutte quelle opere di miglioramento di qualitá della vita iniziate nel 2016.

OTTIMISTI SENZA RAGIONI? – Ma fa davvero bene Maduro ad essere così ottimista? Proprio nell’ultimo mese dell’anno infatti, é stata sospesa la partecipazione del Venezuela come membro del Mercosur. Sin dalla nascita, il blocco regionale del Mercosur ha avuto come obiettivo quello di promuovere il libero mercato e la democrazia. Oggi, secondo i Paesi fondatori (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), il Venezuela non sta rispettando quei principi democratici che sono alla base dell’organizzazione e sta attraversando una crisi economica troppo forte per poter essere ritenuto degno di esserne membro.

Tre mesi fa il Mercosur aveva lanciato un ultimatum a Maduro chiedendogli di ristabilire i diritti umani e la libertà di espressione. A mancato raggiungimento di ciò e con il rischio di una revoca sopra la testa del Presidente, il Mercosur ha dunque preferito sospendere il Venezuela dalla carica di membro. Una decisione che sicuramente non giova alle tasche dell’economia venezuelana né alla sua immagine e che isola ulteriormente il Paese. Maduro ha dunque una lunga strada da percorrere per ristabilire una parvenza positiva del Paese, risanare l’economia dello Stato e riacquistare la fiducia ormai persa nei cittadini.

Claudia Patricolo

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Un chicco in più

Tale decisione sicuramente non giova alle tasche dell’economia venezuelana né alla sua immagine e che isola ulteriormente il Paese. Maduro ha dunque una lunga strada da percorrere per ristabilire una parvenza positiva del Paese, risanare l’economia dello Stato e riacquistare la fiducia ormai persa nei cittadini.

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Foto di copertina di Cancillería Ecuador rilasciata con licenza Attribution-ShareAlike License

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Claudia Patricolo

Romana per caso, vivo e studio da sempre nella Capitale. Classe 1991, sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e attualmente specializzanda in Giornalismo ed Editoria all’Università di “Tor Vergata”. Da sempre interessata a tematiche internazionali, ho lavorato in diverse redazioni a Roma fino ad arrivare a Parigi dove ho svolto uno stage presso “Le Monde”. Innamorata del Sudamerica, dove ho vissuto per un periodo, non perdo occasione di partecipare e scrivere di questa meravigliosa parte del mondo che è l’America Latina.

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