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Caffè Americano – La scelta del neoeletto presidente Donald Trump di consegnare la politica estera Usa nelle mani di è stata accolta con opinioni discordanti. Vediamo in questo nuovo articolo chi è l’uomo che prenderà il posto di John Kerry nel Dipartimento di Stato

UNA NOMINA CONTROVERSA –  Rex Tillerson, classe 1952, è un ingegnere e uomo d’affari, conosciuto per essere Presidente e Amministratore Delegato della ExxonMobil Corporation, la più grande compagnia energetica quotata in borsa. Una volta entrato nel mondo del business, Rex si è distinto per aver tessuto stretti legami con il Presidente Vladimir Putin. La loro amicizia, che ormai si dice trascenda i meri affari, ha portato perfino alla firma di un accordo tra Russia e ExxonMobil sulla trivellazione dell’Artico dal valore di 300 miliardi di dollari. La vicinanza tra Tillerson e Putin è stata sigillata dall’Order of Friendship, un’onorificenza dedicata al futuro Segretario di Stato per il suo contributo allo sviluppo della cooperazione internazionale nel settore dell’energia. Il legame Putin – Tillerson e l’enorme fetta di affari che la multinazionale energetica più importante al mondo ha in Russia hanno ovviamente portato la nomina trumpiana a schierarsi contro le sanzioni conseguenti all’invasione della Crimea da parte di Mosca: da due anni Tillerson si è fatto portavoce di coloro che ritengono che l’embargo sia inefficace. In realtà questo qualche danno l’ha provocato. Dal 2014, secondo OilPrice.com, le sanzioni hanno causato alla ExxonMobil perdite pari a un miliardo di dollari, impedendo alla compagnia petrolifera di trivellare la regione dell’Artico. Date le circostanze, non è un caso che la nomina del nuovo inquilino del Dipartimento di Stato sia molto controversa, in un periodo in cui tutti gli occhi sono puntati sulla Russia e sul sospetto che Mosca sia intervenuta durante le elezioni presidenziali USA cercando di manipolarne l’esito. Si prospetta quindi una strada in salita per quanto riguarda la conferma del Comitato delle Relazioni Estere del Senato della scelta del tycoon. I democratici e buona parte dei repubblicani non sono disposti a votare un uomo così legato ai nemici statunitensi per eccellenza. Tra il GOP è intervenuto perfino John McCain, candidato presidenziale nel 2008, esprimendo preoccupazione sia per la poca esperienza politica di Tillerson, il primo Segretario di Stato nella storia Usa senza un passato negli affari politici e internazionali, sia per il suo legame con la Russia.

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Fig. 1 – Vladimir Putin e Rex Tillerson in occasione di SPIEF (St. Petersburg International Economic Forum) nel 2013

LA DISCONTINUITÀ CON L’AGENDA DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE – Possiamo dire con certezza che Tillerson non è stato scelto per la sua volontà di adottare l’agenda Trump. Sono molti i punti su cui i due uomini d’affari non concordano. Primi fra tutti i trattati. Tillerson sostiene da anni e pubblicamente l’importanza degli accordi commerciali internazionali e soprattutto dell’interdipendenza energetica, andando contro a quell’isolazionismo che Trump da mesi dichiara di voler perseguire. La divergenza di opinioni tra Tillerson e il neo-eletto Presidente riguarda anche il cambiamento climatico. Il CEO di ExxonMobil non arriva al punto di voler abbandonare i combustibili fossili a vantaggio delle fonti di energia pulita, ma realizza l’importanza di dover proteggere l’ambiente e di implementare gli accordi di Parigi sul clima. Sappiamo invece che Trump non ha ancora un’idea precisa su come affrontare la questione dell’inquinamento, ma durante la campagna elettorale il tycoon verteva più verso la minimizzazione del problema. Ciliegina sulla torta, Tillerson non ha nemmeno finanziato la campagna elettorale di Donald Trump.

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Fig. 2 – Rex Tillerson alla conferenza Oil and Money svoltasi a Londra nel 2015

I MOTIVI DELLA SCELTA – È lecito chiedersi, allora, quali siano le motivazioni che hanno portato Trump a scegliere Rex Tillerson come capo della diplomazia Usa. Raccomandato a novembre dall’ex Segretario di Stato Condoleezza Rice e dall’ex Segretario alla Difesa Robert Gates, a detta di Trump Tillerson incarna il sogno americano e possiede una “vasta esperienza nel relazionarsi con successo con ogni tipo di governo straniero”. Inoltre, la nomina del magnate newyorchese rappresenta l’asso nella manica per normalizzare i rapporti con la Russia e cooperare con Mosca negli scenari internazionali più problematici. Tillerson è l’uomo che, grazie alla sua esperienza nell’economia internazionale, potrebbe essere in grado di tessere nuovi e sfruttare vecchi legami con personaggi stranieri di spicco, in modo da avvantaggiare le negoziazioni e raggiungere più facilmente gli interessi Usa. Insomma, il sostituto di Kerry potrebbe rivelarsi una pedina in grado di servire gli scopi diplomatici statunitensi meglio di altri. La vittoria di Trump ci ha mostrato che il neo-eletto Presidente non è uno sprovveduto e questa scelta di sicuro è una mossa strategica a lungo ponderata di cui vedremo le conseguenze tra qualche mese.

Giulia Mizzon

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

Prima di Tillerson, erano stati fatti diversi nomi per il ruolo di segretario di Stato nell’amministrazione di Trump: l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, il generale David Petraeus, l’ex candidato Repubblicano alla presidenza Mitt Romney e il senatore del Tennesse Bob Corker.  [/box]

Foto di copertina di foxypar4 Rilasciata su Flickr con licenza Attribution License

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