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AstroCaffèDopo le anticipazioni della settimana scorsa, presentiamo alcuni dei principali risultati della Conferenza Ministeriale ESA 2016. Niente di straordinario, ma qualche novità interessante c’è. Anche per l’Italia

EXOMARSL’ESA ha intenzione di proseguire il programma ExoMars con la missione del 2020, fondi permettendo. Il bilancio dell’Agenzia è diviso in fondi obbligatori e facoltativi. I primi spettano ai Paesi membri in base a quote prestabilite (i primi tre Paesi contributori sono, nell’ordine, Germania, Francia e Italia) e servono a coprire le spese di funzionamento dell’ESA e le operazioni della sezione “scienza”. I fondi facoltativi sono erogati dai Paesi membri in base all’interesse per ciascun progetto. All’inizio della Conferenza Ministeriale 2016, il budget ulteriore richiesto per ExoMars era di 440 milioni di euro totali. Il Direttore Generale dell’Agenzia, Jann Woerner è riuscito a far accreditare 340 milioni dal bilancio facoltativo e ha espresso l’intenzione di coprire i restanti 100 con i fondi obbligatori scientifici o drenando da altre risorse. Il problema è che nel caso servisse un aumento del budget obbligatorio per coprire i costi, servirebbe l’approvazione all’unanimità di tutti gli Stati membri, anche i non interessati o oppositori. In ogni caso, per evitare ulteriori ritardi e aumenti di costo, molte attività di collaudo, verifica e integrazione dei componenti della sonda saranno fatte in Italia e Francia invece che in Russia.

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Fig. 1 – Rappresentazione artistica del lancio della prima sonda del programma ExoMars

ISS – Come avevamo anticipato su queste pagine, l’ESA ha confermato la sua partecipazione al programma della Stazione spaziale internazionale (International Space Station – ISS) almeno fino al 2024. Si aggiunge così agli altri partner internazionali: Stati Uniti, Russia, Giappone e Canada. Per pagare la propria quota dopo il ritiro del veicolo di rifornimento automatico ATV (Automated Transfer Vehicle), l’Agenzia si è impegnata a costruire il modulo di servizio per la seconda missione del nuovo veicolo NASA per l’esplorazione spaziale Orion. Ora costruirà anche quello per la terza missione, la prima con equipaggio che orbiterà o effettuerà un flyby attorno alla Luna.

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Fig. 2 – La ISS vista dallo Space Shuttle Endeavour. Si noti in basso il veicolo europeo ATV

PROMETHEUS E SPACE RIDER – Sono passate sotto silenzio le due novità forse più interessanti della Ministeriale 2016: lo studio iniziale per arrivare a un vettore parzialmente riutilizzabile, e un veicolo spaziale automatico riutilizzabile. Il primo progetto è denominato Prometheus e vede la Francia con le sue industrie aerospaziali in prima fila. L’ESA ha assegnato 100 milioni di euro per lo sviluppo di un nuovo motore alimentato a ossigeno e metano con l’obiettivo di impiegarlo in un primo stadio riutilizzabile. Ovviamente si parla di una prospettiva post Ariane-6 e Vega-C i quali hanno visto confermate le previsioni di lancio per il 2020 e 2019 rispettivamente. Un fattore è da tenere in considerazione: ESA e Francia (Paese leader nel settore lanciatori) non concordano con la strategia della SpaceX della riutilizzabilità per abbattere i costi.
Anche l’Italia, oltre ad aver (quasi) salvato ExoMars, si è aggiudicata fondi per un programma a sua guida: lo Space Rider. Si tratta dell’evoluzione del veicolo sperimentale IXV (Intermediate eXperimental Vehicle) sperimentato con successo un anno fa. Il veicolo sarà riutilizzabile, avrà capacità orbitale e servirà a compiere esperimenti scientifici. Il lancio avverrebbe con il Vega (come per l’IXV) e l’atterraggio automatico su una pista.

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Fig. 3 – Il veicolo IXV che ha aperto la strada allo Space Rider

Emiliano Battisti

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un chicco in più

Il 5 dicembre, il vettore leggero europeo (a guida italiana tramite ELV, consorzio AS- Avio Spa) Vega ha compiuto con successo il suo ottavo volo (su otto, 100% di affidabilità finora) portando in orbita il satellite turco per la difesa Göktürk-1. [/box]

Foto di copertina di DLR_de Rilasciata su Flickr con licenza Attribution License

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.

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