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I poveri risultati della rappresentativa olimpionica russa a Vancouver rappresentano per i suoi leader un'insopportabile macchia per la reputazione di un paese da qualche anno abituato a mietere successi. Proprio quando si appresta a organizzare in casa propria la prossima edizione dei giochi invernali, Mosca si accorge che in campo sportivo non ha il profilo della grande potenza

LE LUCI… – Questi ultimi anni sono un periodo decisamente fortunato per la Russia e per i suoi governanti. L’economia appare in stabile crescita, trainata in particolare dal settore energetico e da quello militare. Le inesauribili risorse energetiche hanno portato a picchi nella produzione di gas e olio mai raggiunti prima. Le società energetiche russe sono in continua espansione su nuovi mercati e aumentano la loro presenza in quelli storici (ad esempio in questi ultimi giorni Gazprom ha aumentato fino al 50% la sua partecipazione in Beltransgaz, la compagnia energetica Bielorussa). Per quanto riguarda l’industria bellica la Russia sta stringendo importanti affari con l’India il cui valore complessivo dovrebbe aggirarsi attorno ai 4 miliardi di dollari che comprendono la vendita da parte di Mosca a Nuova Dehli di una portaerei, caccia Mig-29 da imbarcare, sottomarini e lo sviluppo congiunto di un nuovo intercettore. Nel frattempo si è aperto un prolifico rapporto anche con il ministero della difesa francese che ha venduto alla Federazione Russa quattro navi da sbarco della classe Mistral. Questo accordo è stato salutato dal Segretario agli Affari Europei francese addirittura come il segno della fine della guerra fredda. Anche dal punto di vista politico, la sua posizione a livello internazionale non potrebbe essere al momento più favorevole. Il suo principale competitor sullo scacchiere internazionale, gli Stati Uniti, sta vivendo uno dei momenti più bassi della sua storia recente, i rapporti con l’Europa sono improntati a una amichevole deferenza, e anche nello spazio ex-sovietico gli eventi stanno volgendo a favore di Mosca. 

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E LE OMBRE… – In un momento di grande soddisfazione per lo spirito nazionale qualcosa ha però fortemente indispettito l’élite russa: il fallimento pressoché totale della squadra nazionale ai giochi olimpici. La Russia ha portato a casa uno dei medaglieri più miseri della sua storia alle Olimpiadi invernali: solo 3 ori! Hanno deluso anche le punte di diamante della rappresentativa: il pattinatore russo Plushenko non ha bissato l’oro di Torino 2006 e la squadra di hockey, campione mondiale in carica, è arrivata sesta. Medvedev, che ha disertato la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi per manifestare il suo disappunto, ha, tramite un discorso pubblico molto esplicito, richiesto le dimissioni dei responsabili del comitato olimpico e dei vertici dello sport. E’così iniziato un turbinare di teste cadute, giustificato anche dallo scandalo di “Casa Russia” a Vancouver, dove, secondo le testimonianze di politici russi in visita, regnava l’anarchia e si parla di festini alcolici con ragazze vestite in modo succinto. Il primo illustre personaggio che ha pagato la fallimentare esperienza canadese degli olimpionici russi è stato Leonid Tyagachev, presidente del comitato olimpico e maestro di sci di Putin. La Russia vincente di Medvedev-Putin non sopporta fallimenti e c’è solo da immaginare quale terremoto scuoterebbe il sistema se una prestazione così deludente dovesse ripetersi alle prossime edizioni dei giochi invernali di Sochi 2014, sulla costa russa del Mar Nero. In bocca al lupo al prossimo presidente del comitato olimpico russo!  

Jacopo Marazia 5 marzo 2010

Foto: in alto, lo stemma dei Giochi Invernali che si terranno a Sochi nel 2014

Sotto: l'ormai ex presidente del comitato olimpico russo, Leonid Tygachev

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Jacopo Marazia

Mi chiamo Jacopo, da 30 anni circa ho i piedi infilati nelle pantofole del mio salotto meneghino e la testa sempre altrove (grazie internet!). La storia e la politica internazionale sono state prima la mia passione e poi oggetto di studio all’Università Statale, dove mi sono laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee. Europa, Russia e Balcani sono le aree geografiche che ho studiato più approfonditamente, mentre pirateria moderna, politiche energetiche e di sicurezza sono le questioni che ho seguito con più attenzione. Lavoro come copywriter presso un’agenzia di comunicazione. Mi piace disegnare e ogni tanto lo faccio anche per il Caffè. Scrivere, disegnare, fare video e grafica: il Caffè rappresenta per me un’ottima occasione per sperimentare nuovi modi per comunicare meglio contenuti di qualità. Hope you enjoy!

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