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martedì 7 Aprile 2020
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    Il Falcon-9 esplode, di nuovo

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    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 2 min.

    AstroCaffèIl razzo Falcon-9 tradisce di nuovo Elon Musk e la sua azienda spaziale SpaceX. L’incidente avrà ripercussioni sulla compagnia, sul mercato satellitare e, probabilmente, su quello dei lanciatori.

    L’ESPLOSIONE – Lo scorso 1 settembre la rampa di lancio 40 della Cape Canaveral Air Force Station in Florida è stata scossa e danneggiata dalla violenta esplosione del vettore Falcon-9 della SpaceX. L’incidente non è avvenuto durante il lancio, ma durante un test conosciuto come static fire. Questo consiste nel rifornire il razzo del carburante come se fosse il giorno del decollo e nell’accendere i motori del primo stadio per verificarne il funzionamento. Il tutto mantenendolo saldamente ancorato alla rampa. Analizzando il video si può vedere che l’esplosione è avvenuta nel secondo stadio e a test non ancora iniziato. La causa sembra essere un problema a un serbatoio (probabilmente quello d’ossigeno) durante il caricamento del propellente. Nell’incidente è stato distrutto il satellite per telecomunicazioni Amos-6 dell’azienda Spacecom.

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    Fig. 1 – Lancio notturno del vettore Falcon-9

    CONSEGUENZE – L’esplosione del Falcon-9 ha una ramificazione di conseguenze. La prima è direttamente connessa alla perdita del satellite che mette a repentaglio il futuro della compagnia costruttrice, la Spacecom. Questa, israeliana, era in procinto di essere acquisita da un gruppo cinese creato ad hoc. Una precondizione, tuttavia, era proprio il successo dell’Amos-6. Quest’ultimo era importante anche per Facebook, per il progetto di diffusione dell’accesso a internet nell’Africa sub-sahariana. Ora l’azienda di Zukemberg rivedrà i suoi rapporti con quella di Musk. Quest’ultimo dovrà rivedere il calendario dei prossimi lanci primi tra i quali i test della capsula Dragon con equipaggio oltre a doversela vedere con i clienti che hanno prenotato posti sul Falcon-9 per i propri satelliti, tra i quali la Iridium. SpaceX aveva in programma il riutilizzo in una missione reale (lancio di un satellite dell’operatore SES) di uno dei primi stadi del razzo recuperati in precedenza. Anche questo rischia di essere rimandato. Per concludere l’USAF (United States Air Force – Aeronautica degli Stati Uniti) seguirà da vicino l’inchiesta sulle cause dell’incidente, poiché SpaceX è certificata, insieme all’ULA (consorzio Lokheed Martin/Boeing) per i lanci di satelliti per la Difesa. Ovviamente rimane da verificare il difetto che ha portato all’esplosione. Se non fosse nel serbatoio del razzo, ma nel sistema di caricamento del propellente, il Falcon-9 potrebbe tornare a volare presto.

    https://www.youtube.com/watch?v=kZMD6E2vPW8

    Video 1 – L’esplosione del Falcon-9  sulla rampa di lancio durante lo static fire test

    LA COMPETIZIONE CONTINUA – La battuta d’arresto per l’azienda californiana arriva nel momento in cui si trova sulla cresta dell’onda, grazie ai suoi continui successi tecnologici e commerciali, sapientemente propagandati da una macchina per la comunicazione molto efficace. Ora però i prossimi traguardi (riutilizzo del primo stadio, lancio del primo satellite per la Difesa, esordio del vettore pesante Falcon Heavy, test della capsula Dragon con equipaggio) devono essere rimandati. Il vantaggio della SpaceX potrebbe non durare a lungo visto che la concorrenza si muove anche se con meno decisione e, soprattutto, meno pubblicità. La Russia si avvicina all’esordio dei razzi della serie Angara, l’ULA ha presentato il progetto del nuovo vettore medio/pesante Vulcan, Orbital-ATK sta per riportare l’Antares all’operatività e Airbus-Safran ha iniziato lo sviluppo dell’Ariane-6. La missilistica non è una scienza esatta e incidenti e fallimenti continueranno ad avvenire. D’altronde si tratta pur sempre di controllare e dominare un’esplosione per far decollare il razzo.

    Emiliano Battisti

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un chicco in più

    Gli obiettivi della SpaceX sono molteplici: affermarsi come principale azienda per lo sfruttamento commerciale dello spazio, offrendo servizi ad altre aziende, enti scientifici, agenzie governative (anche militari) e spaziali; partecipare all’esplorazione spaziale creando veicoli commerciali in grado di raggiungere il pianeta Marte. [/box]

    Foto di copertina di jurvetson Rilasciata su Flickr con licenza Il Falcon-9 esplode, di nuovo 1 Attribution License

    Il Falcon-9 esplode, di nuovo 2
    Emiliano Battisti

    Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato di spazio, difesa antimissile e velivoli militari.  Attualmente sono Segretario Generale e respondabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale AstroCaffè. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

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    2 Commenti

    1. Domanda più che legittima. Semplicemente per risparmiare tempo. Fare il test a razzo “scarico” comporta poi la rimozione dalla rampa di lancio per l’istallazione del carico

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