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    Italia-America Latina e Caraibi: “visione comune” possibile?

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    In 3 sorsi – Si è tenuta a Milano, il 12 e 13 giugno, la VII edizione della Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, momento culminante e di sintesi delle relazioni tra le due regioni volto a individuare e rafforzare le priorità strategiche comuni.

    1. DALLA VII EDIZIONE UNA “VISIONE COMUNE” – Nata nel 2003 come Conferenza Nazionale sull’America Latina e promossa con cadenza biennale dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) in collaborazione con l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA), la Conferenza Italia-America Latina e Caraibi è oggi divenuta un appuntamento fondamentale per approfondire il tema dell’integrazione latinoamericana e il consolidamento delle relazioni tra l’Italia ed il sub-continente americano nel più ampio ambito del dialogo bi-regionale UE – CELAC (Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi). Da sottolineare a questo proposito, infatti, che la Conferenza italiana è stata preceduta proprio dal secondo vertice UE-CELAC /ottavo vertice UE-ALC a Bruxelles, presieduto da Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, e al quale hanno preso parte 61 tra capi di Stato e di governo.
    Ad aprire a Milano quello che è stato definito dalla Farnesina come «il principale evento politico dell’anno per quanto riguarda i rapporti dell’Italia con una regione strategica per il nostro Paese», il cui obiettivo principale si sintetizza nel rilancio dell’azione italiana nei confronti dell’America Latina, sono intervenuti il presidente della regione Lombardia Maroni, il sindaco di Milano Pisapia, il presidente del Senato Grasso, il ministro degli Affari esteri Gentiloni, i presidenti di Colombia, Bolivia e Honduras – rispettivamente Santos, Morales e Hernández -, il vicepresidente di Panama de Saint-Malo de Alvarado, e il presidente del Consiglio Renzi.
    L’attenzione istituzionale alla Conferenza è da analizzarsi come il consolidamento di un vero e proprio forum strategico che fa dell’Italia un partner privilegiato nei rapporti con l’America Latina. Tenendo conto che nel sub-continente latino-americano la comunità di origine italiana è di quasi 20 milioni di persone (di cui circa 2 con passaporto italiano) e che gli interessi imprenditoriali da e verso quell’area sono ad oggi molto importanti (si pensi che la sola Lombardia ha superato i 3 miliardi di euro di export, per un totale nazionale che oltrepassa i 10 miliardi e che aziende come Enel, Telecom e FIAT operano consistentemente su quei mercati), appare chiara l’entità dell’interdipendenza commerciale e culturale tra le due regioni geografiche.
    Il titolo della VII edizione è stato Per una Visione Comune, sintesi non solo della volontà di volgere lo sguardo al futuro su temi di interesse per entrambe le regioni geografiche, ma anche della necessità di programmare strategie ed obiettivi mirati senza perdere di vista l’essenza stessa della Conferenza: rafforzare la concertazione con l’America-Latina rispetto alle sfide globali e di attualità.

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    Fig.1 – Evo Morales, presidente della Bolivia, ha avuto un incontro con il presidente del Consiglio Renzi

    2. COOPERAZIONE PER COMPETERE E CONDIVIDERE – Quali quindi i temi su cui si sono aperte e rafforzate le prospettive di dialogo?

    • Confermare il ruolo del modello italiano nel contrasto alla criminalità organizzata attraverso una condivisione dei nostri strumenti normativi ed operativi. Strumenti come la Direzione distrettuale antimafia (DDA) o la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) possono fungere da modello per il contrasto al narcotraffico, problema che ha un costo stimato in centinaia di miliardi di dollari tra evasione, contrasto e costi sociali.
    • Rispondere alla richiesta dei governi latinoamericani di “esportazione” del modello italiano di PMI e distretti industriali, con la creazione di opportunità per le nostre PMI in termini di joint-ventures e trasferimento di know-how, in particolare in settori strategici quali lo spazio e le biotecnologie. Questo l’argomento di maggiore interesse per la business community. Con una prospettiva di crescita sensibile della regione latina (si stima una crescita del PIL media nella regione tra il 3 e il 5% con Paesi come Panama che potrebbero raggiungere il 7%) e un momento particolarmente favorevole per le aziende italiane che internazionalizzano ed esportano, un rafforzamento delle relazioni con l’area sudamericana ha sicuramente un valore consistente. Si pensi ad esempio che, per ciò che concerne il rapporto commerciale tra Italia e Colombia, citato nel corso della Conferenza, l’export di prodotti dalla Penisola verso lo Stato sudamericano è passato nel solo ultimo anno da 12 a 84 milioni di dollari, mentre l’import ha raggiunto quota 962. Inoltre l’ICE sarà in missione a Cuba ad inizio luglio per sondare le possibili aree di promozione dei prodotti italiani dopo l’apertura del mercato di Cuba. Bisogna poi ricordare che l’area America Latina e Caraibi comprende 7 tra i paesi con maggiore potenziale di espansione nel settore agricolo.
    • Consolidare il sistema accademico italiano quale destinazione prioritaria di scambi e perfezionamento per gli studenti latinoamericani, sfruttando le comunanze linguistiche e l’esistente tessuto di relazioni inter-accademiche. In Italia sono 354.186 le persone immigrate di origine latinoamericana, il 7,7% del totale della popolazione straniera (dati al 1° gennaio 2011). Gli studenti latino americani nelle scuole italiane sono 66.807 (anno scolastico 2010/2011) e rappresentano il 9,4% del totale degli alunni stranieri (711.046 studenti). Progetti come Erasmus + e l’internazionalizzazione di scuole ed università italiane possono quindi fungere, nel lungo periodo, da leva che faccia dell’Italia un partner privilegiato con la regione latinoamericana.

    3. DICHIARAZIONE FINALE: QUALI AZIONI PER IL FUTURO – A conclusione dell’evento è stata firmata la Dichiarazione Finale, volta a confermare l’importanza strategica delle relazioni tra Italia ed i Paesi dell’America Latina e Caraibi, e riaffermare l’impegno di entrambe le parti a intensificare il loro rapporto ed «incoraggiare un perdurante e crescente scambio». In sede di Dichiarazione Finale sono state stilate, in 15 punti, le decisioni della VII Conferenza, che si pongono come propositi il rafforzamento del dialogo e l’intensificazione di azioni comuni tra le due regioni, la promozione degli investimenti e l’aumento dei programmi di cooperazione, collaborazione e scambio culturale.
    Tra due anni il punto sullo stato di avanzamento della cooperazione: appuntamento quindi a Roma per l’autunno del 2017 con l’ VIII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi.

    Fabrizio Spaolonzi

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    Un chicco in più

    L’Anno dell’Italia in America Latina: storie, viaggi, scoperte e imprese è un programma promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che punta a integrare e valorizzare la presenza italiana nel sub-continente latinoamericano.
    Un cantiere aperto in cui troveranno spazio d’espressione arte, design, cooperazione scientifica e accademica, ma anche formazione, editoria e imprese; poi, il settore agro-alimentare, quello dell’energia e della sostenibilità, senza dimenticare l’innovazione tecnologica, il turismo ed il Made in Italy.
    Per saperne di più: http://www.annoitaliaamericalatina.it/

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    Fabrizio Spaolonzi
    Fabrizio Spaolonzi

    25 anni, nato a Torino, dopo una Laurea triennale in Economia – Commercio Estero nella mia città, devio per la specialistica su Scienze di Governo indirizzo amministrativo presso la LUISS Guido Carli, dove completo il mio percorso di studi. Intermezzo universitario di studio in Olanda, dove ho frequentato per un semestre la Radboud University di Nijmegen.
    Dopo diverse esperienze di formazione e stage tra Italia ed estero approdo in FEBAF, dove mi occupo di dossier economici e regulation. Amante del caffè e appassionato di esteri, ho trovato qui la mia casa ideale.

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