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Per comprendere come si realizza la cooperazione scientifica internazionale nell’ambito della food safety è necessario conoscere quali sono i rapporti che le maggiori agenzie alimentari intrattengono annualmente e le iniziative cui partecipano.

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Fig. 1 – Parlamento Europeo al lavoro a Strasburgo

EFSA E I GESTORI DEL RISCHIO – Prima di proseguire nell’analisi della cooperazione europea nel settore della food safety è necessario specificare che, nel sistema europeo per la sicurezza alimentare, la valutazione del rischio è un processo distinto dalla sua gestione. La Commissione europea, il Parlamento e gli Stati membri dell’UE sono i principali gestori del rischio potenziale nel sistema. Spetta infatti a tali organi la responsabilità di elaborare le politiche continentali e di prendere decisioni sulla gestione dei rischi associati alla catena alimentare. Ciò si traduce nell’adottare o revisionare la legislazione europea in materia di food security, nel decidere in merito all’approvazione di sostanze regolamentate come pesticidi e additivi alimentari o nel formulare nuove politiche, ad esempio nel settore della dieta e della nutrizione. Il principale interlocutore dell’EFSA è la Commissione europea, che svolge un ruolo determinante nella gestione del rischio a livello europeo e richiede spesso la consulenza scientifica dell’Autorità. In particolare l’EFSA intrattiene uno stretto rapporto di lavoro soprattutto con la Direzione Generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG Santé) della Commissione europea, ma non solo con essa. Tra gli altri interlocutori troviamo, infatti, la DG Ambiente (ENV), la DG Ricerca (RTD), la DG Imprese (ENTR), oltre al Centro comune di ricerca (JRC). L’EFSA dispone anche di un seggio permanente in seno alla Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo e ha predisposto la propria partecipazione alle riunioni pertinenti di altre commissioni, come la Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) e la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO). Ciò consente all’agenzia di dare il proprio contributo al Parlamento su questioni che rientrano nel proprio ambito di competenza. Garantire la sicurezza alimentare di 500 milioni di europei, dunque, investe praticamente tutti gli organi europei. E’ un iter delicato, che ha ripercussioni e concatenazioni su tante altre politiche dell’Unione e che può creare frizioni tra Stati e con le multinazionali del cibo. Non dimentichiamo, poi, il ruolo politico che può avere il cibo, come dimostrato dall’embargo russo.

INIZIATIVE INTERNAZIONALI – La cooperazione internazionale, attraverso il coinvolgimento di organismi come la Commissione del Codex Alimentarius, costituisce un altro degli elementi fondamentali al fine di raggiungere gli alti standard qualitativi prefissati dall’EFSA. Per questo l’Agenzia organizza e prende parte annualmente a molti eventi su temi scientifici inerenti al suo mandato, tra i quali workshop, conferenze e tavole rotonde, che le consentono di aggiornare partner e parti interessate in merito ai nuovi sviluppi su temi scientifici negli ambiti di sua competenza. Un esempio fra tutti sarà la presenza di EFSA ad EXPO durante l’evento Shaping the Future of Food Safety, Together, che avrà luogo dal 14 al 16 ottobre 2015.

Fig. 2 Fasi di controllo degli alimenti in laboratorio.
Fig. 2 – Fasi di controllo degli alimenti in laboratorio

L’Agenzia collabora poi con partner internazionali con cui può avviare un rapporto di cooperazione scientifica. Tra essi vi sono sia agenzie alimentari di varie parti del mondo che organizzazioni internazionali. Ogni due anni circa, l’EFSA elabora un programma delle attività internazionali da intraprendere. Al momento è in atto il  Multiannual Programme on International Scientific Cooperation 2014-16. In più, su richiesta della Commissione europea, l’EFSA può assistere l’Unione europea negli impegni internazionali

  • prestando consulenza tecnica e scientifica per attività connesse al Codex Alimentarius;
  • collaborando con le commissioni congiunte di esperti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS);
  • attuando collaborazioni bilaterali con i Paesi terzi su richiesta della Commissione Europea.

Tra le altre attività dell’EFSA troviamo il supporto ad organizzazioni internazionali che hanno il compito di prestare consulenza scientifica o fissare standard a livello internazionale. Ciò comprende la collaborazione con organizzazioni come la Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali (IPPC), l’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (EPPO), l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e l’Organizzazione mondiale della salute animale (OIE).

LE CONTROPARTI INTERNAZIONALI – L’EFSA è attiva anche in campi e tematiche con riflessi a livello internazionale sia con istituzione dell’UE (come i comitati scientifici della CE e il già citato Centro comune di ricerca) che con le agenzie aventi un mandato di valutazione del rischio quali l’ECDC, l’ECHA e l’EMA. Accordi con agenzie e istituzioni dell’UE mettono a disposizione un quadro di cooperazione scientifica tra l’EFSA e gli altri organismi UE di valutazione del rischio. L’autorità parmense, per di più, sta continuando ad incrementare le relazioni con le sue controparti internazionali, soprattutto in USA, Canada, Australia/Nuova Zelanda e Giappone. In taluni casi questa cooperazione si formalizza in accordi con agenzie esperte in ambito di regolamentazione e che hanno un mandato di valutazione del rischio. Nel caso di parecchi altri Paesi la cooperazione viene formalizzata con riunioni ad hoc in cui si scambiano esperienze, programmi di lavoro e pareri nel campo della valutazione del rischio per la sicurezza alimentare.

Fig. 3 Probabile cartina dell'UE se la politica di allargamento continuasse
Fig. 3 Probabile cartina dell’UE se la politica europea del vicinato andasse a buon fine.

L’EFSA coltiva anche i rapporti con le autorità di sicurezza alimentare dei Paesi candidati all’ingresso nell’Unione Europea (Albania, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia) e i Paesi potenziali candidati (Bosnia & Erzegovina e Kosovo) nell’ambito dell’attuale programma di pre-adesione per l’allargamento dell’UE finanziato dalla Commissione europea. Lo scopo è di preparare le strutture nazionali di questi Stati in vista di eventuali collaborazioni future con l’EFSA come membri UE a pieno titolo. L’EFSA, infine, persegue attivamente una maggiore integrazione dei Paesi vicini all’UE nelle sue attività. Nel febbraio 2014, a esempio, l’Agenzia ha iniziato a collaborare con tali Paesi tramite il cosiddetto “strumento di politica europea di vicinato (IPA)” finanziato dalla Commissione europea. In particolare, l’EFSA coopera con Algeria, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Moldavia, Stato di Palestina, Tunisia e Ucraina.

Luca Bellomo

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Un chicco in più

Alcune agenzie nazionali europee che fanno capo all’EFSA:

  • FSA, Food Standard Agency (Gran Bretagna);
  • ANSESAgence nationale de sécurité sanitaire 
de l’alimentation, de l’environnement et du travail (Francia);
  • ISS, Istituto Superiore di Sanità (Italia);
  • BVL, Das Bundesamt für Verbraucherschutz und Lebensmittelsicherheit (Germania).[/box]

 

Foto: Giorgio Barlocco

 

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