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L’ora del ‘rescate’

Caffè Europeo – Che però significa “salvataggio”: ovvero, quello offerto dall’Unione Europea alle banche spagnole sull’orlo del tracollo. Se Madrid è sempre più in crisi economico/finanziaria, con un tasso di disoccupazione alle stelle, qual è invece lo stato di salute del calcio nazionale? Le “Furie Rosse” di Del Bosque si presentano all’Europeo di Polonia e Ucraina come le super-favorite, ma il rischio di essere alla fine di un ciclo non è da sottovalutare

 

IL “RESCATE” – In questi giorni i termini più frequentemente accostati alla Spagna non sono stati “Furie Rosse” oppure il nome di qualche fuoriclasse rappresentativo della Nazionale di calcio impegnata agli Europei: la parola più utilizzata è invece “rescate”. Attenzione, però: si tratta di un “false friend”, come direbbero gli anglosassoni. Non va tradotta con “riscatto”, bensì con “salvataggio”: si tratta infatti del nome con cui viene descritta l’operazione di supporto finanziario garantita alle banche spagnole dall’Unione Europea dopo che Madrid si è decisa a chiedere aiuto a Bruxelles per evitare il tracollo del proprio sistema creditizio. Di riscatto, inteso come ripartenza, riscossa, voglia di uscire con slancio dalla crisi, non si può dunque parlare.

 

UN’ALTRA FALLA COPERTA – I trecento miliardi di Euro che l’UE ha offerto alla Spagna attraverso il suo meccanismo di European Financial Stability Fund serviranno a ridare ossigeno a Bankia e agli altri istituti di credito minacciati dal fallimento e ad arrestare la fuga di capitali dal Paese iberico e diretta verso la ben più sicura Germania? Molto probabilmente, si tratterà solo dell’ennesimo “tampone” posto da Bruxelles nel vano – almeno fino ad ora – tentativo di sconfiggere gli effetti della crisi che sta minando alla radice la sopravvivenza stessa della moneta unica. Il Governo di Mariano Rajoy ha delegato all’UE un’ulteriore porzione di sovranità nella speranza che questa operazione serva ad evitare il peggio, ma la reazione dei mercati non sembra essere troppo positiva. Ottenere il “bail-out” (salvataggio) alle istituzioni comunitarie non viene interpretato come un elemento in grado di ridare fiducia al Paese richiedente, bensì si tratta di un’ulteriore conferma della situazione di debolezza e di incertezza.

 

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UN PARALLELISMO TRA PALLONE E GEOPOLITICA? – E’ possibile tracciare un parallelismo tra lo stato di salute del calcio nazionale e quello dell’economia? Se in alcuni casi potrebbe apparire azzardato, in altri l’accostamento sembra calzante. Guardiamo la Spagna: fino al momento in cui è esplosa la crisi (2008 e poi 2010) le “Furie Rosse” hanno vissuto il loro periodo di maggiore splendore, vincendo gli Europei in Austria e Svizzera e i Mondiali sudafricani. Fino a poco tempo prima Madrid veniva additata come esempio di crescita e sviluppo economico e sociale, e il governo di Luis Zapatero si era addirittura “pavoneggiato” nei confronti dell’Italia in occasione dell’effimero sorpasso dell’economia spagnola su quella italiana. Lo scoppio della bolla immobiliare ha poi rivelato la debolezza intrinseca del “miracolo” spagnolo, che si è tramutato in recessione, aumento rapidissimo del deficit e del debito pubblico, disoccupazione alle stelle (circa il 25%). E il calcio? Non si può proprio parlare di crisi, però lo strapotere del Barcellona sembra essersi ridimensionato dopo aver mancato la finale di Champions League, così come per il Real Madrid. Sicuramente i grandi club non avranno più la possibilità di spendere le cifre folli che si registravano alcuni anni fa: il livello del calcio spagnolo potrebbe dunque subire indirettamente gli effetti della crisi economica.

 

E LA NAZIONALE? – La squadra allenata da Vicente del Bosque si presenta agli Europei di Francia e Polonia come la favorita, dopo aver realizzato un “filotto” sensazionale con le vittorie a Euro2008 e Sudafrica 2010. Il rischio, tuttavia, è che dopo questi trionfi si possa assistere alla fine di un ciclo. Il team iberico è assortito da una serie di assi fenomenali, da Casillas a Torres passando per Piqué, Iniesta e Xavi. Insomma, lo zoccolo duro è sempre formato dai giocatori del Barcellona e del Real. L’esordio contro l’Italia, tuttavia, non è stato entusiasmante: il pareggio registrato per 1-1 ha lasciato qualche amaro in bocca agli spagnoli, che si sono fatti dapprima sorprendere da Totò Di Natale e hanno poi sprecato diverse occasioni da rete.

Il passaggio del turno non dovrebbe rappresentare un problema per le “Furie Rosse”; il cammino si farà più ostico dai quarti di finale. Se la Grecia, sull’orlo del baratro economico e politico, ha già praticamente concluso il suo europeo, la Spagna ha sicuramente più chances di riscattarsi, quantomeno a livello sportivo.

 

Davide Tentori

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