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Caffè Europeo – Giovane nazione, attraversata dai soliti vecchi giochi di potere, e giovane nazionale di calcio, guidata da esperte star del calcio internazionale: questa è l’Ucraina che si presenta a UEFA EURO 2012, un paese che vive in questo ultimo periodo una situazione politica difficile legata alla vicenda Tymoshenko e alla bagarre parlamentare legata alla presentazione della legge che istituirebbe il russo come seconda lingua ufficiale. Kiev spera però di dare di sé all’Europa intera un’immagine nuova e positiva e vede nel vicinissimo evento sportivo l’occasione per ottenere ciò

 

STESSA STORIA, STESSO POSTO – E’ ormai da diverse settimane che il caso della bella Yulia vive una situazione di stallo o, per meglio dire, non registra significativi sviluppi: il processo non è ancora iniziato ed anzi è stato rinviato nuovamente, fissando la prossima udienza per il 25 giugno. La motivazione è sempre la stessa: le condizioni di salute dell’ex capo di governo non permettono lo svolgersi delle attività processuali; dato lo stato di salute dell’imputata è però possibile un ulteriore rinvio, portando così il processo a celebrarsi dopo la chiusura degli europei prevista per il primo luglio. Questo farebbe molto comodo al governo Yanukovich, che eviterebbe possibili manifestazioni internazionali e nazionali di dissenso proprio mentre i riflettori sono puntati sul paese.

 

UN BUON ACCORDO – Nel frattempo, precisamente il 16 maggio, l’Ue non è rimasta ferma a guardare e Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, ha potuto annunciare un’intesa con il primo ministro ucraino Mykola Azarov. Kiev si impegnerebbe a garantire visite mediche alla Tymoshenko, effettuate da un team selezionato dall’Unione, ed ha inoltre garantito che un esponente scelto dal parlamento europeo avrà pieno accesso a tutti gli atti, nonché ai giudici ed agli avvocati legati al processo in questione; “Il nostro accordo è un reale passo in avanti nella costruzione della mutua fiducia tra Unione Europea e Ucraina” ha dichiarato soddisfato Schulz.

 

LE “NUOVE” FRONTIERE DELL’OSTRUZIONISMO – Definire come acceso il dibattito parlamentare nel paese est-europeo sarebbe un eufemismo. La tensione tra maggioranza ed opposizione resta altissima ed è degenerata (non per la prima volta) in vera e propria rissa parlamentare giovedì 24 maggio, giorno della presentazione di una legge che vorrebbe istituire il russo come seconda lingua ufficiale nelle regioni russofone del paese; un atto per unire la nazione secondo chi ha presentato il testo, un atto per disunirla secondo chi lo osteggia. Per impedirne la presentazione i parlamentari dell’opposizione non hanno nemmeno aspettato la possibilità di usare mezzi ostruzionistici canonici, bensì ha direttamente impedito fisicamente l’accesso all’aula. Quale che sia la giusta interpretazione da dare al provvedimento, resta la dimostrazione della durezza del confronto fra i filo-europei e chi non rinnega la “special relationship” con Mosca.

 

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“LA DINAMO KIEV MASCHERATA” – Nel mezzo di questo scenario sono le prospettive della squadra all’imminente torneo che spingono all’unità e orgoglio nazionali. Non è un paese con grandi tradizioni calcistiche, ciononostante ha un team in costante crescita; in Euro ’88 il team sovietico arrivò secondo ed era definito “la Dinamo Kiev mascherata” data la provenienza di molti suoi componenti: oggi sono ben 9 i giocatori della Dinamo tra i 23 convocati e chissà se galvanizzati dal tifo casalingo non riescano a compiere anche questa volta l’impresa. Tra tutti spunta il nome del pallone d’oro 2004 Andriy Shevchenko.

 

TI PIACE QUALIFICARTI FACILE – La partecipazione della nazionale ucraina alle fasi finali dei tornei internazionali è povera di exploit: l’unico episodio da registrare, non poco significativo, fu il mondiale tedesco del 2006 dove venne eliminata ai quarti di finale da una straripante Italia con un 3-0. Ma non si può certo dire che sia un avversario di poco conto perchè spesso le qualificazioni furono mancate di un soffio agli spareggi: contro la Croazia per i mondiali del ’98, contro la Slovenia per Euro 2000, contro la Germania per i mondiali asiatici del 2002; per gli europei del 2008 arrivò quarta nel proprio girone, ma gli avversari con cui si dovette confrontare parlano chiaro: Italia, Francia e Scozia. Infine non si qualificò ai mondiali sudafricani perdendo contro la Grecia. Questa volta la qualificazione è stata automatica e nonostante il gruppo D sia impietoso (gli altri 3 team sono Francia, Svezia ed Inghilterra) la squadra ospitante spera che questo sia l’anno della rinascita.

 

LA VITA DELLE STELLE – Come già detto la nazionale ucraina è una squadra giovane, i cui membri hanno poca esperienza di simili tornei e questo non mancherà di influire sulla prestazione; tuttavia i nomi eccellenti non mancano: Andriy Shevchenko guiderà la formazione e punterà tutto in questo suo finale di carriera. “Vinco l’Europeo, poi lascio.Se mi sentivo di non poter giocare ancora ad alti livelli, non mi sarei presentato per Euro 2012. La mia condizione fisica sta migliorando di partita in partita. E’ da quando sono piccolo che sogno una vittoria agli Europei”. Questo è lo spirito con cui il pallone d’oro vuole terminare la sua esperienza da giocatore. Ma per una stella arrivata al tramonto, altre ne nascono: Andriy Yarmolenko, classe ’89 e compagno di club di Sheva, è al centro di tutte le attenzioni. Attaccante completo, spesso prestato a centrocampista, ha già 19 presenze in maglia gialloblu al suo attivo, con un totale di reti pari a 8. Alto e veloce, si adatta a ogni zona del campo, purchè sia nella metà avversaria. Gli osservatori delle stelle rimangono sempre affascinati nell’assistere alla loro nascita e alla loro scomparsa…chissà se questo paragone con l’astronomia non si adatti anche alle stelle del calcio ucraine.

 

Matteo Zerini

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