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    Perchè l’Expo a Milano?

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    Non solo scandali e inefficienze. Expo Milano sarà un’opportunità irripetibile per parlare di alimentazione, agricoltura, sviluppo sostenibile: sfide cruciali per il mondo che verrà e alle quali l’Italia e Milano possono offrire valide risposte.

    NUTRIRE IL PIANETA – Cerchiamo di dimenticare le interminabili polemiche che hanno accompagnato il percorso di avvicinamento, legate agli scandali di corruzione nella concessione di appalti, ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, e più in generale al diffuso scetticismo nei confronti della capacità italiana di organizzare grandi eventi internazionali. Se il Bureau International des Expositions ha scelto Milano per ospitare l’edizione 2015 dell’Esposizione Universale, ci sono stati evidentemente dei validi motivi. Il tema scelto dal capoluogo lombardo è sia attuale che lungimirante. “Nutrire il pianeta, energia per la vita”: come si possono vincere le sfide globali della sicurezza alimentare e dell’agricoltura sostenibile, sconfiggendo la povertà e al tempo stesso generando importanti opportunità economiche? Sono domande profonde e ambiziose, alle quali Expo ambisce a dare delle risposte.

    SCONFIGGERE LA FAME, UNA SFIDA GLOBALE – Al mondo ci sono ancora circa 800 milioni di persone denutrite. L’Organizzazione Mondiale per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), nel suo ultimo rapporto “The State of Food Insecurity in the World”, riconosce che molto è stato fatto negli ultimi quindici anni in nome degli Obiettivi del Millennio che le Nazioni Unite avevano fissato nel 2000 al fine di sconfiggere povertà e favorire lo sviluppo economico e sociale in tutto il mondo. È l’Africa sub-sahariana la regione che ancora più di tutte necessita di sforzi per garantire un’alimentazione sufficiente ai suoi abitanti: il 20,5% della popolazione è ancora denutrito, a fronte del 12,7% in Asia e del 6,1% in America Latina. Proprio quest’anno si terrà un appuntamento fondamentale: spetterà alle Nazioni Unite il compito di definire l’ agenda per lo sviluppo post-2015 con il ri-calibramento dei Sustainable Development Goals (SDGs). In questo processo, contrastare la povertà e la fame in maniera definitiva rimane al primo posto nella scala di priorità.  È evidente dunque che Expo può fornire una piattaforma indispensabile per contribuire al dibattito internazionale sul tema della sicurezza alimentare e ad influenzarlo.

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    Il vino, un esempio delle eccellenze agroalimentari italiane

    ITALIA E LOMBARDIA: UN ESEMPIO PER IL MONDO – Pensare che l’agricoltura sia un settore arretrato e a basso valore aggiunto sarebbe fuorviante. Al contrario, l’industria agroalimentare offre opportunità di sviluppo importanti anche nel campo scientifico e delle nuove tecnologie. L’Italia è al primo posto in Europa per numero di prodotti alimentari certificati con denominazioni di origine. Milano (e la Lombardia) occupano a loro volta una posizione cruciale in questo ambito: in Italia, il 25% del fatturato del settore agroalimentare viene realizzato in questa regione, con più di 80mila imprese attive. I prodotti che hanno ottenuto certificazioni da parte del ministero delle Politiche Agricole e/o dalla Commissione Europea sono centinaia (si pensi soltanto a prodotti famosi nel mondo come il Grana Padano, la Bresaola della Valtellina, o i vini della Franciacorta e dell’Oltrepò Pavese). Secondo l’Istat, nel 2013 i soli prodotti alimentari (vini esclusi) ad aver ottenuto una certificazione di qualità erano 261, con una prevalenza relativa di frutta e ortaggi, formaggi e prodotti caseari. La Lombardia è inoltre leader nel settore delle biotecnologie con alcuni poli di eccellenza nelle Province di Milano, Como, Varese, Lodi (sede di un Parco Scientifico-Tecnologico espressamente dedicato alla ricerca sulle biotecnologie alimentari) e Pavia.

    UN’OCCASIONE IMPERDIBILE – È possibile garantire cibo e acqua alla popolazione mondiale, aumentare la sicurezza alimentare, proporre nuove soluzioni e nuove prospettive in grado di tutelare la biodiversità del pianeta, e allo stesso tempo garantire alle economie in stagnazione come quella italiana un nuovo slancio per la crescita puntando sulla tecnologia, l’innovazione e l’alta qualità in settori “tradizionali” come l’agricoltura? Sono queste le domande principali che stanno alla base del progetto di Expo 2015. Nella ricerca di risposte a tali questioni globali, Italia e Lombardia hanno la possibilità di ricoprire un ruolo di leader, almeno in Europa, e di indicare la direzione nell’evoluzione di un settore, l’agroalimentare, con grandi margini di espansione, che potrebbe offrire anche ampie opportunità di rilancio per l’economia europea in stagnazione.

    Davide Tentori

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    Un chicco in più

    Vi riproponiamo gli altri articoli già usciti nell’ambito del nostro speciale su Expo:

    E non dimenticatevi di acquistare il nostro libro “Le Provocazioni di Expo”!

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    Davide Tentori
    Davide Tentori

    Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Esperto di Politiche Commerciali. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

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