statistiche free
mercoledì 26 Febbraio 2020
More

    Il Libano in rivolta: crisi di legittimità e collasso economico

    Analisi - La thawra - rivoluzione - libanese...

    Associati al 2020 del Caffè

    Il Washington Post dopo l'elezione di Donald Trump alla...

    L’Afghanistan post-elezioni: ansie o speranze?

    In 3 sorsi - Nonostante i negoziati con...

    Iran: verso la linea dura

    Ristretto - Sono stati resi noti i primi risultati...

    L’attacco terroristico in Tunisia

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 2 min.

    In 3 sorsi – Il terrorismo è tornato a colpire, questa volta al Museo Nazionale del Bardo a Tunisi, capitale della Tunisia. In 3 Sorsi analizziamo le dinamiche dei fatti e la reazione tunisina per poi allargare lo sguardo alle problematiche causa di questo tragico episodio.

    1. L’ATTACCO – Nella giornata di ieri, 18 Marzo, Tunisi, capitale della Tunisia, si è aggiunta all’elenco delle città vittime di attentati terroristici in questi ultimi mesi. Cinque uomini hanno tentato un assalto al palazzo sede del Parlamento tunisino durante una seduta dell’assemblea nella quale risulta stesse intervenendo il Ministro della Giustizia. L’attacco non ha avuto l’esito sperato dai terroristi, i quali non sono riusciti a penetrare nell’edificio. Successivamente i cinque si sono introdotti nel vicino Museo Nazionale del Bardo, prendendo numerosi ostaggi tra i turisti in visita. Le forze speciali della polizia tunisina hanno compiuto un blitz per liberare gli ostaggi durante il quale hanno perso la vita un agente e due dei terroristi. C’è incertezza sulla sorte degli altri tre. Il bilancio della giornata, purtroppo, ammonta a 24 morti e numerosi feriti. Tra le vittime risultano esserci anche due italiani.

    Embed from Getty Images

    Un momento della protesta anti-terrorismo a Tunisi a seguito dell’attentato al Museo Nazionale del Bardo

    2. LA REAZIONE DELLA TUNISIA – Il Presidente della Tunisia, Beji Caid Essebsi, ha dichiarato che il Paese è in guerra, senza pietà, contro il terrorismo e che si combatterà senza sosta fino all’ultimo respiro. Il Primo Ministro Essid, in un’intervista a una radio locale, ha affermato che la Tunisia sta lavorando con altri Paesi per accertare l’affiliazione degli assaltatori, due dei quali (quelli deceduti) sono stati identificati. In serata, nella capitale è avvenuta una manifestazione, presenti numerose persone, contro il terrorismo, tenutasi in quella Avenue Bourghiba simbolo della rivoluzione dei gelsomini del 2010-2011 che innescò le cosiddette “primavere arabe”, delle quali, quella tunisina è l’unica a non aver sfociato in violenza aperta.

    Foto satellitare dell'area dell'attacco da Google Earth
    Foto satellitare dell’area dell’attacco da Google Earth

    3. ALLARGHIAMO LO SGUARDO – Come prima cosa è necessario chiarire che non è ancora chiaro il movente che ha spinto i cinque terroristi a provare l’assalto al Parlamento e, successivamente, al Museo del Bardo. Non è pervenuta alcuna rivendicazione e il plauso dello Stato Islamico (ISIS) era scontato, vista la strategia propagandistica di patrocinare, almeno idealmente, tutti gli episodi di terrorismo che colpiscano i Paesi considerati nemici. Cercando di rimanere aderenti ai fatti, la Tunisia risulta essere un obiettivo primario del terrorismo di matrice islamica (ammesso che gli assaltatori a Tunisi si rifacciano a questa matrice) per due motivi. Il primo è, come accennato in precedenza, il fatto di essere l’unica Primavera Araba a non essere sfociata in violenza e ad aver portato al potere un Governo eletto che ha preso le distanze dal fondamentalismo islamico. Il secondo riguarda l’alto numero di cosiddetti foreign fighters, nell’ordine delle migliaia, partiti dalla Tunisia per unirsi alla causa fondamentalista in Iraq e in Siria. Con un numero così alto di combattenti, la possibilità che qualcuno di essi, una volta tornato in patria, decida di compiere un’azione terroristica non è trascurabile. Altro importante fattore è la confinante Libia, la cui situazione altamente instabile favorisce il transito di elementi terroristici e armamenti a causa della porosità delle frontiere, ormai divenuta un dato di fatto da anni.

    Emiliano Battisti

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un Chicco in più

    Il Museo Nazionale del Bardo, teatro dei tragici eventi del 18 Marzo, è un museo archeologico situato alla periferia occidentale della capitale tunisina. Considerato il più antico museo dell’Africa, fu inaugurato nel 1888 e contiene la più ricca collezione di mosaici di epoca romana. Oltre a questi è possibile visitare sezioni mostranti reperti di arte preistorica, cartaginese e araba-islamica. [/box]

    Emiliano Battisti
    Emiliano Battisti

    Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite

    1 commento

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci qui il tuo commento
    Inserisci il tuo nome