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Le recensioni del Caffè – Storie di donne in fuga dalla povertà, dalla violenza, da un sistema economico e sociale che non consente di vivere una vita migliore. Sono donne “Invisibili” ma le cui storie meritano di essere raccontate. Dall’America Latina, regione bellissima ma ancora ricca di difficoltà e contrasti

SI POSSONO RACCONTARE STORIE “INVISIBILI”? – Laura Fano Morrissey, antropologa sociale specializzata in America Latina, lo fa nel suo primo libro: “Invisibili? Donne latinoamericane contro il neoliberismo”“Invisibili?” sono le storie di sei donne latinoamericane approdate a Roma, città d’origine dell’autrice, in cerca di un futuro migliore. Il libro narra della migrazione dal continente latinoamericano all’Italia di Maria, Marcela, Rosa, Yanet e le altre. Delle difficoltà, dei sacrifici, della – spesso- mancata integrazione di donne infondo ordinarie,  in realtà invisibili. La fuga da guerre o violenze, dalla mancanza di lavoro, il sogno di trovare benessere nel Paese di destinazione e tanta malinconia per la propria terra: questo hanno in comune le donne di Laura, insieme alla forza di volontà della quale hanno bisogno per far fronte ad un sistema economico che le sfrutta in patria e all’estero. Sono donne contro il neoliberismo. Le loro coraggiose testimonianze personali sono infatti accompagnate da saggi relativi a quattro eventi emblematici della lotta al neoliberismo in America latina e dalle storie dei loro Paesi di provenienza. Con magistrale chiarezza, l’autrice ci parla del Sendero Luminoso, delle donne dell’EZLN, della grande Guerra dell’acqua di Cochabamba, dei Desaparecidos, del Venezuela bolivariano. Arricchendo i racconti con le più belle citazioni di Eduardo Galeano, l’autrice sottolinea  che “Purtroppo, poco di tutto questo è giunto alle orecchie di noi europei e quel poco che è giunto è stato filtrato dall’ideologia”.

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AL DI LA’ DEGLI STEREOTIPI – Il libro scorre via velocemente. Uno dei primi pensieri che vengono in mente, leggendolo, è che l’immigrazione è un fenomeno antichissimo. E mai come oggi, una riflessione del genere diventa particolarmente significativa, soprattutto se riesce a dare un volto (nel libro c’è anche una sezione di testimonianze fotografiche) al migrante. “Invisibili?” ci fa capire che le persone hanno una storia, che va al di là degli stereotipi, anche quando in uno stereotipo ci sei praticamente nato. Quando Marcela, una delle protagoniste del libro, racconta la violenza di Medellìn, del caro prezzi e dei salari bassi in Colombia, ci invita ad una riflessione. Spesso, se nasci nel posto “sbagliato” credi di dover dare a te stesso la possibilità di una vita migliore, altrove, pur sapendo che quel posto che hai lasciato sarà sempre “casa”. Malgrado tutto, Marcela  ha avuto modo di pensarci, da lontano. E’ orgogliosa di essere colombiana. La gente conosce solo le cose brutte del suo paese, e allora lei racconta solo quelle belle.

[box type=”shadow” align=”alignright” class=”” width=””][/box]UN LIBRO DI DONNE E DI AMERICA LATINA –  “Invisibili?” parla di donne e di America Latina, un “binomio” invisibile che Laura Fano ha reso più che visibile fin dalla prima pagina, la dedica alle piccole Maya e Luna, e se i libri si dividono davvero tra libri “per adesso” e libri “per sempre”, “Invisibili?” rientra decisamente nella seconda categoria. Le sue storie vengono da lontano e con forza e dedizione sembrano avere intenzione di restare per sempre.

Rossella Palma

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Rossella Palma
Classe 1986, laureata nel 2009 in Scienze politiche alla LUISS con una tesi sulla rivoluzione in Cambogia. Un Master’s Degree alla School of International Studies di Trento che, tramite uno scambio bilaterale, mi ha permesso di vivere in Cile, dove ho studiato, lavorato, e fatto volontariato in una scuola di Santiago. Ho condotto una ricerca in Bolivia, un altro dei paesi che amo, per la mia tesi specialistica relativa alle guerre per l’acqua in Sud America, ed in particolare a Cochabamba.
Dopo un Master in Protezione Internazionale dei Diritti Umani a La Sapienza, a Roma, con una tesi sul diritto umano all’acqua e le unità di water and sanitation delle organizzazioni umanitarie ho collaborato con l’Ufficio stampa di Medici Senza Frontiere e Cesvi. Attualmente lavoro a Milano, come Press officer presso EMERGENCY.

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