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Con la decisione del 24 febbraio scorso, il governo lituano intende reintrodurre il sistema della coscrizione obbligatoria per rinforzare l’esiguo numero di truppe disponibili, nell’eventualità, al momento molto remota, di un’aggressione esterna da parte della Russia.

1. LA DECISIONE – Assumendo un punto di vista esterno e più distaccato rispetto a quella di un osservatore immerso nella realtà geopolitica lituana, alcune affermazioni pubbliche e conseguenti decisioni prese dal governo lituano sulle questioni di sicurezza potrebbero suonare come ispirate da un certo grado di paranoia. Urge in questo caso calare il punto di vista del normale osservatore, per lo più un consumatore di informazioni sui grandi temi della sicurezza mondiale, dentro la  complessa realtà regionale dei Paesi baltici. In questo caso, lo spunto viene offerto dalla decisione promossa dal governo lituano di reintrodurre la leva militare obbligatoria per i cittadini in età compresa tra i 19 e i 26 anni. In questo modo la Lituania cancellerebbe la decisione presa nel 2008 di avere un esercito di soli professionisti.
I motivi alla base della scelta sono stati dichiarati senza alcun giro di parole dalla presidente lituana, Dalia Gribauskaite, in occasione della riunione del Consiglio di Difesa nazionale (un format comprendente la presidente stessa, il primo ministro, lo speaker della camera, il ministro della difesa e il generale in capo delle forze armate)  nel quale è stato evidenziato come la protratta minaccia russa e le nuove condizioni geopolitiche cui l’Europa sta assistendo in questi ultimi mesi, pongano in grave pericolo la sicurezza di Vilnius.

2. PARANOIA O REALE MINACCIA REGIONALE? – Queste preoccupazioni sono realmente fondate? In fondo, la Lituania è membro della NATO da (poco) più di 10 anni, e come ogni altro membro è tutelato dall’articolo 5 del Trattato, il quale sancisce che in caso di attacco esterno i Paesi dell’Alleanza agiranno in difesa collettiva o singolare a supporto del paese offeso. Dunque, perché reintrodurre la leva obbligatoria? Innanzitutto, partendo da una delle dichiarazioni espresse a margine della riunione del consiglio di difesa, la mancanza di un numero sufficiente di soldati pone serie minacce alla sicurezza del Paese. Attualmente infatti la Lituania disporrebbe di circa 7800 soldati professionisti i quali, alla luce di una eventuale (e per il dovere di verità, decisamente remota) prova di forza da parte della Russia, non garantirebbero un sufficiente grado di difesa ai confini nazionali. Infatti, da quando il servizio militare obbligatorio è stato abolito, i ranghi non hanno ricevuto il numero previsto di risorse umane, lasciando così sguarnite alcune formazioni. Inoltre, non va dimenticato che la Lituania confina con l’exclave russa di Kaliningrad, dove continuamente vengono riportate informative di esercitazioni militari al confine lituano, e nei peggiori dei casi, dalla Bielorussia, adoperata in questo caso come strategico passaggio, cui Vilnius dista solo 200 km circa.
Un secondo importante motivo per questa decisione è relativo alla volontà del governo di impartire nella società, soprattutto nelle nuove leve, una rinnovata disciplina di comportamento qualora il peggior scenario, ovvero quello dell’invasione esterna, dovesse mai palesarsi. A tale proposito, giova ricordare che nei mesi scorsi è stato pubblicato da parte del ministero della Difesa un  vademecum su come affrontare una eventuale invasione russa sul territorio lituano. Il libretto (di circa 100 pagine) è stato fatto circolare prima nelle scuole secondarie e nelle biblioteche, ma è stata prevista una sua più ampia diffusione alla popolazione, tramite la pubblicazione del suddetto libro sul sito della difesa lituana in formato ebook.
Il terzo motivo è di carattere più economico finanziario piuttosto che politico. Infatti, è stato stimato che il rapporto costi/benefici della reintroduzione della coscrizione sarà favorevole. Viene previsto dal governo di spendere la metà delle risorse rispetto all’arruolamento di nuove truppe esclusivamente professioniste. Non a caso questo dato potrebbe rivelarsi in futuro assai importante, in quanto allo stato attuale la Lituania sta spendendo circa l’1.1% del PIL nel settore della difesa, non raggiungendo così la fatidica soglia del 2%, auspicata vivamente dalla NATO (una soglia che comunque viene raggiunta da pochissimi paesi partner dell’alleanza, tra cui si deve annotare l’Estonia).

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Da sempre ritenuta di vitale importanza in Lituania la presenza di truppe NATO e di expertise internazionale, numerose sono le esercitazioni congiunte tra forze armate lituane e quelle dell’Alleanza 

In futuro, quindi, ciò che viene risparmiato in termini di risorse umane, potrebbe essere investito nel continuo miglioramento e ammodernamento dell’attuale equipaggiamento bellico a disposizione del Paese. In questo senso, infatti,  è ancora molto rilevante la necessità di una continua presenza NATO sul suolo lituano, come d’altronde su quello degli altri Stati baltici. Lo scopo di questa reintroduzione della leva militare obbligatoria infatti è anche tesa, oltre a permettere al paese di avere circa 3000-3500 unità operative supplementari, a provare a garantire una maggiore autodifesa in caso di aggressione esterna, potendo così godere di almeno 3 giorni di autonomia prima dell’intervento di forze NATO, così come affermato dalla presidente Grybauskaite.

3. IN ATTESA DI APPROVAZIONE – Tale decisione di reintrodurre la coscrizione obbligatoria dovrà passare il severo vaglio del parlamento lituano, prima di diventare legge effettiva. Gli stati d’animo della popolazione sono contrastanti in tale ambito. Sebbene sicuramente una parte della popolazione interessata dalla eventuale leva non sia felice di dover prestare i propri servizi per le forze armate, vi è da dire che , oltre che ad essere state previste alcune esenzioni, ad esempio per gli studenti universitari, e attenuanti, ovvero la condizione per cui i coscritti andranno a formare il corpo di riserva e non la “prima linea”, o che la durata della coscrizione sarà di soli 5 anni (in funzione palliativa nei confronti l’opinione pubblica), il generale senso di patriottismo lituano potrebbe avere la maggiore, e al di là dei normali ostacoli offerti dal passaggio parlamentare, la proposta potrebbe effettivamente entrare in vigore nelle prossime settimane.

Fulvio Milesi

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Un chicco in più

Qui il link alla pagina web del ministero della difesa lituana in cui viene pubblicato il file .pdf contenente tutte le misure da adottare in caso di emergenza militare (in lituano)

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Fulvio Milesi

Mi sono laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Statale di Milano, dopo aver vissuto per un anno a Vilnius dove ho portato a termine la mia bellissima esperienza Erasmus. Grazie a questa incredibile ed affascinante parentesi della mia vita, ho scritto la mia tesi di laurea a proposito della Hybrid Warfare russa e le minacce alla sicurezza della Lituania, tramite l’interazione con molti studiosi e politici lituani.
E’ stato proprio questa esperienza a permettermi di godere di una prospettiva completamente diversa rispetto a quella italiana sulla politica estera e sulle relazioni internazionali, grazie alla quale ho potuto riconoscere la grande importanza di questa parte di Europa.
In generale, mi interesso sempre di tutto quello che mi circonda per cercare di capire le cause e provare a prevederne gli effetti; pertanto, dal mio punto di osservazione privilegiato, provo a raccontare la affascinante realtà dei Paesi baltici, la presenza “minacciosa” della Russia e il fondamentale tema della sicurezza energetica.

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