L'esplosione del razzo Antares | Fonte: Washington Post
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L’esplosione del razzo Antares con il veicolo cargo Cygnus a bordo ha riacceso i riflettori sulla politica spaziale di Obama a breve distanza dalle elezioni di midterm. In 3 sorsi analizziamo l’incidente e la strategia spaziale del Presidente.

1. L’INCIDENTE – Alle 18,22 locali del 28 ottobre (ore 23,22 ora italiana) il razzo Antares della compagnia statunitense Orbital Sciences Corporation è esploso dopo appena 15 secondi dal decollo dalla base spaziale di Wallops Island in Virginia. Lo scopo del vettore era lanciare in orbita il veicolo automatico senza equipaggio Cygnus, costruito dalla stessa Orbital e da Thales Alenia Space Italia. Il cargo avrebbe dovuto trasportare più di due tonnellate di materiali e rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale (International Space Station – ISS). L’equipaggio della Stazione, composto da cinque uomini e una donna, non è stato messo in pericolo da questo fallimento, poiché le scorte di cibo e materiali a bordo sono sufficienti e, inoltre, una navetta automatica russa Progress è stata lanciata ieri (29 ottobre) dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan con ulteriori rifornimenti a bordo. Analizzando le immagini del disastro dell’Antares, si può notare un’esplosione di basse proporzioni a livello del primo stadio, dopodiché il razzo, persa la spinta necessaria per sollevarsi, ricade su se stesso esplodendo definitivamente. Sia la NASA sia la Orbital Sciences stanno indagando per scoprire le cause dell’anomalia che ha portato all’esplosione del vettore.

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Fig.1 – La fase di lancio, poi fallita, del razzo Antares

2. SPAZIO ALLE AZIENDE PRIVATE – La NASA, dopo il ritiro degli Space Shuttle ha firmato due diverse tipologie di contratti con le compagnie spaziali private Orbital Sciences e Space Exploration Technology (meglio nota come Space-X). Il primo, chiamato Commercial Orbital Transportation System (Sistema di trasporto orbitale commerciale – COTS) prevedeva una serie di procedure e test tecnologici per abilitare un trasporto spaziale commerciale senza equipaggio che fosse affidabile e a costi contenuti. In questo ambito, l’ente spaziale statunitense ha assegnato un budget di 1,9 miliardi di dollari alla Orbital e 1,6 miliardi a Space-X. Entrambe hanno assolto tutti i loro compiti e rispettato tutte le milestone previste, portando al debutto i rispettivi veicoli: il sopracitato Cygnus e la capsula Dragon (di Space-X). I lanci di rifornimenti veri e propri verso la ISS sono disciplinati dai contratti Commercial Resupply Services (Servizi commerciali di rifornimento – CRS).

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Fig.2 – Il veicolo da trasporto spaziale Cygnus in fase di assemblaggio

3. LA STRATEGIA SPAZIALE DI OBAMABarack Obama, poco dopo essere entrato in carica per il primo mandato come Presidente degli Stati Uniti, iniziò a smantellare il programma spaziale della NASA varato dall’amministrazione Bush e denominato Constellation, che prevedeva il ritorno dell’uomo sulla Luna come primo passo per intraprendere il difficoltoso viaggio verso il pianeta Marte. Di quel programma, grazie a forti pressioni da parte del Congresso, è sopravvissuta solamente la capsula Orion, il nuovo veicolo spaziale che la NASA si appresta a testare nel dicembre prossimo. L’Amministrazione Obama ha puntato sulla commercializzazione dell’orbita terrestre bassa (Low Earth Orbit – LEO), lasciando ad aziende private sia i rifornimenti statunitensi sia, in un futuro prossimo, il lancio di astronauti verso la ISS. Va ricordato che, al momento, l’accesso degli equipaggi alla Stazione è garantito dalla Russia tramite le capsule Soyuz. La missione della NASA, secondo Obama, è l’esplorazione oltre l’orbita terrestre, ma la strategia complessiva lascia molto a desiderare. Per prima cosa non è chiaro l’obiettivo da raggiungere. Sia la Casa Bianca sia l’agenzia spaziale hanno posto molta enfasi sul raggiungere un asteroide con la capsula Orion per esplorarlo. Il piano è meno ambizioso di quanto possa sembrare, poiché gli astronauti visiteranno l’asteroide in orbita lunare (dove sarà stato portato in precedenza da un veicolo senza equipaggio). Nel complesso, questo tipo di missione contribuirebbe poco a sviluppare quelle tecnologie necessarie per arrivare su Marte. Inoltre, il nuovo razzo “pesante”, denominato Space Launch System (Sistema per il Lancio Spaziale – SLS), è ancora in fase di sviluppo, con il primo lancio previsto non prima del 2017. Lo spazio è considerato da sempre negli USA un settore strategico e di prestigio nazionale e non solamente economico. L’esplosione dell’Antares ha perciò rimesso in luce le critiche sulla strategia spaziale di Obama, incolpato di aver lasciato troppo spazio ai privati a tutto svantaggio della NASA, con il risultato di dipendere ancora dai russi per il trasporto degli astronauti statunitensi. Con l’avvicinarsi delle elezioni di midterm ciò potrebbe giocare a sfavore del Partito democratico, già dato in svantaggio nella corsa.

Emiliano Battisti

[box type=”shadow” ]Un chicco in più

Il Cygnus è un veicolo da trasporto spaziale senza equipaggio, perciò tutte le sue manovre sono svolte in modo automatico tramite il sistema di guida a bordo. Orbital Sciences Corporation costruisce il modulo di servizio, dove sono alloggiati il sistema di guida, i motori, il propellente e i pannelli solari. Il modulo pressurizzato, dove viene stivato il carico che sarà accessibile agli astronauti una volta arrivato sulla ISS, è costruito a Torino da Thales Alenia Space Italia (consorzio tra la francese Thales e l’italiana Finmeccanica). Il Cygnus non si aggancia automaticamente alla Stazione, ma viene attraccato a uno dei portelloni dagli astronauti stessi, utilizzando il braccio robotico (Canadarm-2) della ISS. [/box]

 

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.

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