Aécio Neves è il vero "outsider" della campagna elettorale brasiliana
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Dilma Rousseff o Aécio Neves? Il 26 ottobre il popolo brasiliano sarà chiamato di nuovo alle urne per scegliere il proprio Presidente. Estromessa dalla sfida la leader verde Marina Silva, il Brasile dovrà confrontarsi con la ripetuta scelta tra il Partito dei lavoratori e il centrodestra dei socialdemocratici.

COLPO DI SCENA – Nonostante i pronostici e le attese, il verdetto della prima tornata elettorale per le elezioni presidenziali in Brasile è chiaro: Marina Silva è fuori gioco. La presidente Dilma Rousseff, candidata del Partido dos Trabalhadores (PT), ha vinto il primo turno con il 41,6% dei voti, mentre il leader conservatore Aécio Neves ha ottenuto il 33,6% dei consensi. La sconfitta della nota ambientalista Marina Silva è stata quasi un colpo di scena, perché fino a poche settimane fa la candidata dei verdi era considerata molto vicina a Dilma nei sondaggi pre-elettorali e la possibile protagonista di un’eventuale sfida tra donne in caso di ballottaggio. Il prossimo 26 ottobre, invece, a sfidarsi come inquilino del palazzo di Planalto saranno la Presidente uscente e il leader del Partido da Social Democracia Brasileira (PSDB). A questo punto non è bene chiaro se la vera sorpresa delle elezioni presidenziali sia la sconfitta di Silva oppure il recupero di milioni di voti, negli ultimi dieci giorni, di Aécio Neves. Quello che è certo è che sembrano essere le elezioni più imprevedibili degli ultimi anni e le prime che segnano il peggior risultato del PT dal 2002.

LA SCONFITTA – Se Dilma Rousseff è ben lontana da quel 50% più uno che le avrebbe garantito il rinnovo immediato della carica, la sconfitta più clamorosa, rispetto alle aspettative, è quella di Marina Silva, che ha ottenuto poco più del 21% dei consensi. L’outsider del Partito verde, che aveva infiammato la campagna elettorale dopo la morte di Eduardo Campos, lascia la scena consapevole di avere comunque una forte influenza sull’andamento del prossimo turno. Silva ha sicuramente pagato gli attacchi subiti durante la campagna elettorale dai suoi avversari: accuse come quelle riguardanti il taglio dei sussidi concessi dal Governo del PT e il sacrificio delle fonti energetiche petrolifere a favore delle energie alternative hanno indebolito non di poco la candidata verde. Da parte sua Marina ha mostrato scarsa coerenza nel programma, che affiancava misure a tutela dell’ambiente a interventi nel settore industriale, politiche sociali di sinistra a una politica economica liberista, oltre che scarsa esperienza nella gestione della campagna elettorale. L’insolita sintonia tra Rousseff e Neves, concordi nel mettere in cattiva luce Silva, dovrà ora scontrarsi con la necessità di ottenere il suo appoggio.

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Dilma Rousseff sarà di nuovo Presidente?

LA SFIDA – Marina Silva è così l’ago della bilancia che determinerà l’esito della sfida tra il conservatore Neves e la progressista Dilma. Un esito per nulla scontato che contrappone gli interessi di classi sociali distinte: da una parte i mercati, la finanza e i latifondisti; dall’altra la classe di reddito medio-bassa che sostiene il PT. Il Paese sembra così diviso in due blocchi separati: i più poveri Nord e Nord-est a favore di Rousseff; Brasilia, Sud e Sud-est, tendenzialmente più ricchi, a favore di Neves. Dilma sperava nella neutralità di Marina, così come nelle elezioni del 2010, forte di un elettorato vicino alle politiche sociali del PT. Tuttavia, pochi giorni fa Silva sembra aver sciolto la riserva, dichiarando di appoggiare il candidato del PSDB al ballottaggio. I programmi promossi negli ultimi anni, come Bolsa Familia, hanno permesso a milioni di brasiliani di uscire dalla povertà, ma sono proprio questi a reclamare un nuovo slancio da parte del Governo. Il sostegno di Lula sarà decisivo per convincere chi ha ceduto alle lusinghe di Silva, così Rousseff strizza l’occhio ai giovani e ai lavoratori con la promessa di un maggior coinvolgimento dello storico leader nelle politiche nazionali, ben visto anche dal mondo della finanza. Neves d’altro canto si mostra ben lontano dall’elettorato socialista con il suo rigorismo in campo economico. Il timore maggiore è il taglio, a causa delle politiche liberali, dei programmi sociali, cui si contrappone però «un’ondata di cambiamento» promessa dal leader conservatore. Inoltre ha dalla sua il sostegno del mondo della finanza, come dimostrato dal balzo della Borsa subito dopo i risultati elettorali, che potrebbe però alienare quello della classe popolare, inclusa la nuova classe media.

SCAMBIO DI FAVORI – In attesa del ballottaggio del 26 ottobre tutto può accadere e sicuramente l’aperto appoggio nei confronti di Neves da parte di Marina Silva potrà influenzare le intenzioni di voto. Le indicazioni di Silva potrebbero così determinare la più grande sorpresa di queste elezioni presidenziali, ovvero la vittoria di Aécio Neves. Marina, però, prima di annunciare ufficialmente la propria indicazione di voto, tratta con il PSDB non per ottenere un maggior numero di seggi, ma per vedere incluse nel programma del prossimo Governo alcune misure. Fra le condizioni, una riforma politica che impedisca la rielezione presidenziale, maggiori investimenti nel campo dell’istruzione e maggiori garanzie di tutela ambientale. In una campagna elettorale caratterizzata da imprevisti, sondaggi altalenanti e risultati inattesi non rimane altro che aspettare il verdetto dei brasiliani. La popolazione chiede maggiori certezze riguardo all’economia e che sia superata la fase di rallentamento della crescita economica. Il Brasile post-elezioni dovrà confrontarsi con importanti riforme, con il dubbio però che chiunque vincerà si troverà alla guida di un Paese politicamente frammentato, il che renderà tutto più difficile. Rimane comunque il paradosso che i brasiliani, pur volendo un segnale di cambiamento, abbiano dato fiducia ancora una volta a Rousseff e alla vecchia classe politica.

Annalisa Belforte

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Un chicco in più

Il risultato del primo turno elettorale riproduce, con qualche correzione, i giochi di forza delle scorse elezioni del 2010. Dilma Rousseff, che aveva ottenuto il 46,91% delle preferenze, questa volta ha raggiunto il 41,6%, mentre Aécio Neves con il 33,6% dei consensi migliora il 32,61% del suo compagno di partito Jose Serra ottenuto quattro anni fa. Marina Silva, nonostante le grandi attese per la sua candidatura, ha aumentato solo lievemente il risultato delle scorse elezioni passando dal 19,33% all’attuale 21,3%.[/box]

Foto: PSDB MG, Aécio Neves – Senador,

Foto: theglobalpanorama,

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