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Le recensioni del Caffè – Tutti coloro che sono interessati a comprendere le scelte e le ragioni dell’altro leggeranno con piacere e curiosità Il fondamentalista riluttante, di Mohsin Hamid.

Mohsin Hamid è l’autore di questo breve, ma originale romanzo che si snoda tra due mondi distanti e, a prima vista, inconciliabili tra loro: New York, con i suoi miti e le sue incrollabili (ma solo apparentemente) certezze e Lahore, capitale della regione del Punjab, Pakistan, immersa in un’atmosfera senza tempo.

Changez è un giovane e ambizioso pakistano che, trasferitosi negli Stati Uniti, è in cerca di fortuna attratto dal sogno americano. Laureato a pieno voti all’Università di Princeton è destinato a una brillante carriera in una prestigiosa società di consulenza di New York. È perfettamente inserito nell’alta società della Grande mela e la vita sembra riservargli successo, fama e amore. Ma l’11 settembre 2001 gli Stati Uniti assistono, impotenti, alla fine del mito della propria inviolabilità. Nell’istante in cui crollano le Torri gemelle, cominciano a vacillare anche le certezze del giovane Changez, il quale prenderà a interrogare se stesso, giungendo a una crisi esistenziale talmente profonda da spingerlo a trasformare completamente la sua vita e il suo futuro.

[box type=”shadow” align=”alignright” ]Il fondamentalista riluttante (Super ET) [/box]Il filo conduttore e, forse, il vero protagonista del romanzo sono gli eventi storici immediatamente conseguenti all’11 settembre, che come uno spartiacque riscriveranno la storia politica e sociale non solo degli Stati Uniti, ma dell’intero pianeta. Il senso d’insicurezza, la fragilità e la diffidenza iniziano a prendere il posto delle granitiche certezze del popolo americano e di quello occidentale in generale. Il cambiamento sociale scaturito in conseguenza degli attentati del 2001 si riflette profondamente sull’animo e sul destino di Changez che simbolicamente rappresenta “l’altra parte”, ovvero il volto del nemico.

Il romanzo, breve, ma dai ritmi serrati, si muove su due piani: il presente, ovvero il Pakistan, con tutti i suoi colori, odori e sapori e un passato scandito da un amore infelice e da una vita che non risparmia al protagonista, insieme agli iniziali successi, umiliazioni e delusioni cocenti.

Mohsin Hamid ha il merito di sapere immergere completamente il lettore in un’atmosfera rarefatta di un mondo lontano e a tratti sconosciuto, facendone assaporare bellezza e magia. Allo stesso tempo l’autore descrive e illustra tutta la fragilità di un mondo globalizzato che si muove tra la diffidenza che da sempre nutre reciprocamente la civiltà occidentale e quella orientale e l’inevitabile attrazione di due culture le quali, pur avendo annullato oggi le distanze fisiche e temporali, non sono ancora in grado di dialogare pacificamente tra loro.

Per chi volesse approfondire notizie sull’autore e sugli altri romanzi da lui pubblicati vi suggeriamo il suo sito internet. Si ricorda inoltre che dal romanzo è stato tratto un film di successo.

Barbara Gallo

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