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Si è tenuto a Luanda tra il 26 e il 28 agosto scorsi il nono vertice del Comitato congiunto della cooperazione bilaterale Angola-Mozambico. I due Stati condividono un’ampia parte di storia in comune, dal colonialismo portoghese alle guerre post-indipendenza contro i movimenti d’opposizione. Inoltre, l’economia di entrambi registra una crescita quasi a due cifre negli ultimi anni, grazie soprattutto alle risorse energetiche. Ma per questa coppia si parla solo di cooperazione o anche di competizione?

CENNI STORICI – Angola e Mozambico, indipendenti sin dagli anni Settanta del XX secolo, sono due Stati “fratelli”, la cui storia si intreccia sia nel periodo coloniale, sia nella condivisione di ideali e obiettivi comuni da parte dei movimenti nazionali di lotta armata per l’indipendenza dal Portogallo.
Dall’obiettivo portoghese di creare un corridoio lusitano tra gli oceani Atlantico e Indiano vanificato dalla Gran Bretagna nel 1890, fino allo storico Stato Nuovo di Antonio Salazar dagli anni Trenta del Novecento, che trasformò le colonie in provincie d’oltremare del Portogallo, i due Paesi sono sempre stati accomunati da interessi geopolitici ed economici. A distanza di quarant’anni, l’Angola e il Mozambico, governati tuttora dagli stessi movimenti che li condussero all’indipendenza (MPLA e Frelimo), intrattengono una cooperazione a tutti i livelli.

José Eduardo dos Santos, Presidente dell'Angola dal 1979
José Eduardo dos Santos, Presidente dell’Angola dal 1979

IL VERTICE DI LUANDA – I lavori del vertice bilaterale tra Angola e Mozambico del 26-28 agosto sono stati presieduti da Job Graça, ministro di Luanda a Pianificazione e Sviluppo del territorio, assieme a Oldemiro Baloi, ministro ad Affari esteri e Cooperazione di Maputo. In realtà, oltre alla discussione sui temi di reciproco interesse nell’ambito della Comunità dei Paesi di lingua portoghese (CPLP), dell’Unione africana e dell’ONU tra lo stesso Baloi e l’omologo angolano Georges Chicoti, in sostanza al vertice si è parlato marcatamente d’affari economici. Alla fine di due giorni di dibattiti, le parti si sono accordate circa le agevolazioni sui visti per i viaggi legati agli investimenti economici, un primo passo verso la loro futura soppressione nei passaporti ordinari, così come avvenuto per quelli diplomatici. Inoltre, le Autorità di Luanda hanno annullato parzialmente il debito del Mozambico. Secondo Baloi, citato dall’Angola Press, «c’è un accordo su questo punto: una parte del debito sarà cancellato, mentre un’altra parte sarà tradotta in investimenti diretti dell’Angola in Mozambico». Infine, considerato che l’ultimo vertice risale al 2010, è stato creato un meccanismo di monitoraggio periodico per controllare la realizzazione pratica delle decisioni assunte dalle parti, valutandone l’attuazione ogni due anni, a partire dal primo semestre del 2015.

COOPERAZIONE ALL’INSEGNA DELLA COMPETIZIONE? – Angola e Mozambico sono due membri fondatori sia della Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (SADC), sia della CPLP, due delle principali organizzazioni regionali e multilaterali nelle quali Luanda esercita una forte influenza in materia di politica, pace e sicurezza. In questo senso, nella SADC molto spesso l’Angola si ritiene l’attore più importante dopo il Sudafrica, mentre in seno alla CPLP, nonostante la presenza di Brasile e Portogallo, il Paese ha la capacità di influenzare l’agenda: per esempio, c’è chi vede l’impronta diplomatica angolana nell’ammissione della Guinea Equatoriale (ex colonia spagnola) come membro a pieno titolo dell’Organizzazione. In aggiunta, oltre alla leadership nella Conferenza internazionale per la regione dei Grandi Laghi (CIRGL, meccanismo multilaterale indispensabile per la risoluzione dei conflitti, come in Centrafrica), l’Angola ha sostenuto l’istituzionalizzazione del Forum dei Paesi africani di lingua portoghese (Forpalop), il cui atto costitutivo è stato firmato a Luanda in luglio anche da Capo Verde, São Tomé e Principe, Guinea Bissau e Mozambico, quest’ultimo rappresentato però dal Primo Ministro.
In merito, se da un lato l’assenza del presidente del Mozambico Armando Guebuza, al vertice istitutivo del Forpalop può essere interpretata alla luce dei recenti avvenimenti interni, con la lotta armata della Resistenza nazionale mozambicana (Renamo), dall’altro lato non è da escludersi una certa insofferenza all’ennesimo protagonismo politico-diplomatico di Luanda. Tuttavia, se a livello di politica estera regionale l’Angola pare più risoluta della contenuta controparte, il Mozambico vanta comunque un netto vantaggio sotto il profilo dei progressi democratici. Nonostante le guerre verificatisi in entrambi i Paesi, Maputo conta due transizioni regolari di capi di Stato, in attesa delle elezioni presidenziali a ottobre, mentre Luanda, a prescindere dal conflitto militare finito dodici anni fa, è tuttora guidata da José Eduardo dos Santos, al potere dal 1979. Il Mozambico ha inoltre un’organizzazione del potere locale che serve da modello, poiché gli amministratori sono eletti dai cittadini e agiscono in autonomia rispetto al potere centrale, al contrario dell’Angola, dove sono nominati.

Armando Guebuza, alla guida del Mozambico dal 2005
Armando Guebuza, alla guida del Mozambico dal 2005

L’IMPORTANZA GEOECONOMICA PER L’ITALIA – L’Italia ha profonde impronte nella storia recente di entrambi i Paesi. Due episodi su tutti: riguardo al Mozambico, gli accordi che portarono alla fine della guerra civile sono stati firmati a Roma nel 1992 sotto la mediazione della Comunità di Sant’Egidio (così come il recente patto tra Guebuza e il Frelimo), mentre in merito all’Angola, l’Italia è stato il primo Paese dell’Europa occidentale a riconoscerne l’indipendenza dal Portogallo nel 1975. Tutto ciò gioca tuttora un ruolo cruciale nello sviluppo dei rapporti commerciali con Luanda e Maputo. L’importanza geoeconomica di Angola e Mozambico per l’Italia è manifestata anche dalla visita del presidente Renzi in Africa a luglio. Il viaggio è giunto in un momento complesso per l’UE: la crisi diplomatica ed economica con la Russia – il più grande fornitore di gas all’Europa, con una quota di mercato pari al 30% – ha confermato la necessità del Governo italiano di guardare verso le riserve dell’Africa meridionale. La scoperta dei giacimenti di gas a Rovuma, in Mozambico, ha attirato l’attenzione dell’Italia, che mira ad ampliare le proprie fonti di approvvigionamento, mentre in Angola l’ENI è partner al 13,6% del progetto Angola LNG, in grado di produrre, secondo dati ufficiali, circa 5,2 milioni di tonnellate di gas l’anno. Non male per il fabbisogno italiano.

Issau Quintas Agostinho

[box type=”shadow” align=”aligncenter” ]Un chicco in più

Sul sito di Angola Press è disponibile un’approfondita rassegna stampa (in inglese e in portoghese) sul vertice tra Angola e Mozambico del 26-28 agosto 2014 consultabile cliccando qui.[/box]

 

 

 

 

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Issau Quintas Agostinho

In pellegrinaggio per il mondo dall’Angola, ho svolto un’esperienza Erasmus Mundus a Roma, dove mi sono laureato in Relazioni Internazionali e Studi europei presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza”, con una tesi sulla democratizzazione del mio Paese d’origine. La  passione verso la geopolitica, la sociologia delle Relazioni internazionali, la politica internazionale, gli USA, il diritto dell’Unione Europea e i corsi e ricorsi della democratizzazione in Africa mi hanno portato a iscrivermi al Dottorato di ricerca in Studi politici e Storia delle Relazioni internazionali della “Sapienza”, con il solo scopo di mettere a confronto la mia capacità di fare nelle vicende accademiche internazionali. Collaboro anche con alcuni giornali angolani.

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