Bandiera a mezz'asta all'aeroporto di Amsterdam.
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Il caso del volo civile MH-17 della Malaysian Airlines abbattuto sui cieli dell’Ucraina ha visto un carosello di elementi che ha creato confusione nei mezzi di informazione.Come spesso accade, la necessità degli attori interessati di dare risposte prontamente e l’esigenza dei media di far notizia (e che sia eclatante!) confliggono con la necessità, per casi complessi, di ragionare a freddo ed esaminare gli elementi a fondo. Infatti, una serie di posizioni faziose, insinuazioni e falsi miti hanno alimentato credenze dannose per la corretta risoluzione del caso, di per sé controverso. Vediamone alcune e diamo risposta, per quanto possibile

I Paesi occidentali aspettavano solo l’occasione di poter sanzionare la Russia – Falso. Le sanzioni alla Russia si ritorcono in molti casi sulle stesse aziende europee in affari con le omologhe russe. I Paesi europei, insomma, non sono partiti sul piede di guerra ma hanno piuttosto subito l’iniziativa russa. Da una parte questo ha evidenziato alcune importanti e annose mancanze nel coordinamento della politica estera dei Paesi membri dell’Unione Europea, dall’altra le sanzioni poste in essere recentemente sono state a lungo ponderate e si è cercato di evitarle fino all’ultimo. Ad esempio, la Germania si è opposta finché ha potuto alle sanzioni, che si ritorcono in parte sulle proprie imprese. I rapporti economici tra russi e tedeschi sono molto radicati.
Le sanzioni riguardano in gran parte i contratti futuri di aziende europee con la Russia, non quelli attuali, che verranno perlopiù eseguiti, forniture militari comprese. Si spera nel frattempo di impaurire la Russia e di poterle rimuovere. Tuttavia, in questi giorni, la Russia ha dato vita ad una serie di gesti dimostrativi quali il rifiuto di derrate di merci europee o la restituzione di alcuni prodotti in valutazione, che fanno temere una recrudescenza del braccio di ferro.

E’ possibile che gli Stati Uniti, che intercettano perfino le telefonate della Merkel, non sappiano esattamente cosa sia successo? Sanno tutto e stanno mentendo – Falso. Poter intercettare una comunicazione telefonica (COMINT, COMmunication INTelligence) non significa automaticamente poter rilevare tracce elettroniche (ELINT, ELectronic INTelligence) o avere un rilevamento ottico (EOS – Elettro-Optical Surveillance). Le tre missioni sono distinte e attuabili con assetti diversi in lassi di tempo variabili a seconda dell’assetto utilizzato (stazione di ascolto, velivolo ISR, unità navale, satellite). E’ vero che gli USA dispongono di tutte e tre le capacità, ma non è scontato che le avessero tutte attive nella casella spazio-temporale dell’abbattimento. Anzi, è improbabile, visto che si trattava di un volo di linea (infatti, ad esempio, per le comunicazioni si attendono le scatole nere). La capacità di eseguire intercettazioni dei tipi di cui sopra non può essere garantita 24h su 24 sull’intera Ucraina (ovviamente! E’ un limite tecnico). Paragonarle, poi, con le intercettazioni ai danni delle cancellerie europee o di altri soggetti internazionali significa mischiare elementi eterogenei.

Gli USA si rifiutano di fornire le informazioni utili – Falso. Gli USA hanno fornito quanto in loro possesso e divulgabile nei giorni successivi la tragedia. Ovviamente mancano all’appello i tracciati radar, sarebbero degli ingenui a fornirli (o a fornirli in toto). Altrettanto ovviamente i russi cercheranno di sottolineare la mancanza ripetutamente e richiederli per un motivo molto semplice: la zona in cui è stato abbattuto l’aereo potrebbe essere al di fuori degli schermi radar di NATINADS (il sistema NATO di sorveglianza aerea integrata), ma tali radar potrebbero anche spingersi oltre il raggio di azione dichiarato (probabile). L’esistenza e divulgazione di tracciati radar NATO in pieno territorio ucraino permetterebbe ai russi di sapere con buona approssimazione a che distanza la NATO è in grado di “vedere”. In alternativa, gli USA potrebbero aver coperto quella zona con un AWACS (radar aeroportato) in volo (sarebbe una coincidenza, non erano previste missioni di quel tipo per quanto possibile conoscere). Anche in quel caso, però, sarebbe un’ammissione di una presenza non regolare in territorio ucraino.

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Il materiale fornito dai Russi è una fonte certa per definire le dinamiche – Falso. Per accertare obiettività e veridicità del materiale russo (ma anche americano) servono conoscenze avanzate di cripto-analisi, soprattutto per quanto riguarda i tabulati elettronici. Tali conoscenze sono molto settoriali e, quando impartite a civili, viene imposto il segreto d’ufficio. Al momento in cui scriviamo è improbabile che qualcuno oltre la commissione di inchiesta e i Governi interessati sia in possesso dei documenti originali e/o abbia le capacità di interpretarli, visto il livello di riserbo tenuto da tutte le parti in causa. Gli stessi operatori sul terreno sarebbero tenuti al massimo riserbo ed è ingenuo credere che, per il livello di sicurezza in cui si svolgono le valutazioni, esistano davvero fonti affidabili e che forniscano informazioni attendibili a giornalisti e curiosi. Giornalisti, analisti o altri soggetti interessati al caso possono al momento avanzare ipotesi e tesi, valutando quanto di pubblico dominio, ma non una visione assoluta e già comprovata della vicenda. Diffidare dai fornitori di “verità assolute” a buon mercato.

Perché un caccia si trovava proprio in quel momento in quella porzione di spazio aereo?- E perché no? E’ un’area instabile e oggetto di sorvoli russi in violazione dello spazio aereo ucraino. Il 17 luglio, come prima e come oggi, l’Ucraina utilizza la propria aeronautica militare per supportare le operazioni al suolo contro le province secessioniste.

su-25 ukraine foto
Su-25 della Povitryani Syly Ukrayiny, l’aeronautica militare ucraina.

E comunque è un fatto che il caccia Su-25 volasse a distanza ridotta dal volo MH-17, potrebbe aver lanciato un missile contro il Boeing – Facciamo chiarezza. Il Su-25 è un aereo da appoggio tattico, che svolge prevalentemente missioni CAS (Close Air Support) in favore delle truppe di terra. La strumentazione installata a bordo è scelta di conseguenza. Il cacciabombardiere in questione non dispone di un radar adeguato per le missioni di intercettazione, ma adatto solo alla navigazione. Questo significa che, se l’attacco fosse stato portato da detto aereo, perché questo trovasse fisicamente il Boeing avrebbe avuto bisogno del “guida-caccia”, ovvero un operatore di terra che, fondendo i dati provenienti da uno o più centri radar, fornisca al caccia in volo prua (direzione), quota e velocità del bersaglio, nonché il rilevamento (latitudine e longitudine). L’intercettazione non sarebbe potuta avvenire senza la complicità di numerose persone e un flusso consistente di comunicazioni, facilmente rilevabili. Insomma, nell’ipotesi inverosimile della volontà del Governo di creare un incidente internazionale di grandi proporzioni e addossare la colpa ai ribelli (ripeto, ragionando per assurdo) la quantità di persone che sarebbero a conoscenza di tale trama sarebbero un po’ troppe per un’operazione così delicata e segreta.
Discorso a parte meriterebbe la scelta del vettore. L’Ucraina dispone di ottimi caccia Mig-29 e Su-27 (questi sì, destinati al combattimento aria-aria), armati con missili a medio raggio R-27, con una testata bellica più significativa e soprattutto lanciabili da posizione defilata e più distante, e di conseguenza meno palese. Sorgono inoltre dubbi sull’efficacia del missile R-60 (o R-73) nei confronti di un bersaglio delle dimensioni di un Boeing 777. Il missile ha una testata a frammentazione del peso di pochi kg, sufficiente contro aerei piccoli come i caccia ma la cui probabilità di successo degradano sensibilmente contro assetti di grossa taglia in grado di incassare il colpo. Un abbattimento non è quindi impossibile, ma molto improbabile. Sarebbe infine discutibile – per non dire da sprovveduti – la scelta di tali assetti (Su-25 ed R-60) da parte di pianificatori militari.
Passando all’ipotesi di incidente, ovvero un abbattimento accidentale, questa è altrettanto improbabile. I Su-25 ucraini dispongono del sensore IFF (Identification Friend or Foe) di serie, che discrimina i bersagli nemici da quelli amici (sistema di comunicazione SRO-2) ed del trasponder (SO-69), usato in funzione anticollisione, ma che rappresenta una “extrema ratio” per l’identificazione. Ultima risorsa oltretutto sovrabbondante perché, alla distanza di ingaggio reale del missile aria-aria in dotazione (R-60/73) il caccia dovrebbe avere anche il contatto visivo del bersaglio, ed ha quindi la possibilità di distinguerne modello e livrea (i piloti esperti identificano anche solo la sagoma facilmente).

Perché lo spazio aereo dell’Ucraina non è stato chiuso al traffico aereo civile, per precauzione? – L’est ucraino è stato dichiarato zona chiusa al traffico civile dalla stessa Ucraina. Gli altri voli hanno seguito rotte standard non interessate dalle ostilità, certificate come sicure da ICAO (International Civil Aviation Organization) ed Eurocontrol (responsabile del traffico aereo europeo) perché il controllo del traffico aereo ucraino continuava ad operare in maniera efficiente e non sono state oggetto di attività ostili né da parte russa né da parte ucraina. Le rotte sull’Ucraina non sono state contestate nemmeno dallo IATA (International Air Transport Association), che raggruppa tutte le compagnie aeree. La singola compagnia ha inoltre facoltà di rifiutare il piano di volo se ritiene che la sicurezza ad esso legata non sia congrua. Tale rifiuto non è avvenuto, con ogni probabilità perché, molto semplicemente, la rotta era considerata aperta e sicura fino a quel giorno e percorsa da numerosi voli. Se lo spazio aereo ucraino debba rimanere chiuso al traffico è ORA argomento di discussione, ma precedentemente esistevano gli estremi per non modificare tutte le rotte, operazione condotta solo in extremis perché complessa e costosa.

L’Ucraina ha immediatamente mandato i servizi segreti ad occultare le prove – Falso. Il caso è stato affidato ad una commissione di inchiesta internazionale monitorata dall’ICAO e con rappresentanti di Eurocontrol. Vi affluiscono anche esperti danesi, che hanno in questi giorni portato le scatole nere in Olanda, e alcune aziende britanniche specializzate e convenzionate con l’ICAO. Se i servizi fossero intervenuti nel reperimento di materiali, il loro ruolo sarebbe stato di garanzia per Kiev che le prove fossero raccolte in modo accurato e non manomesse. L’ eventuale inquinamento di prove sarebbe da considerarsi comportamento deviante da parte dei servizi. Sarebbe ingenuo/populista ritenere che il passaggio di materiale ai servizi rappresenti automaticamente sinonimo di inquinamento, soprattutto per un caso sotto i riflettori.
Da parte loro, i ribelli non dispongono (comprensibilmente!) di organi specializzati o qualificati per questi tipi di rilevamenti, mentre la Russia, pur informata dei fatti, si guarda bene dal dichiarare eventuali constatazioni da parte di propri agenti – ammesso che siano avvenute – al di fuori dei rilevamenti ufficiali (atto che rafforzerebbe le critiche a Mosca e le accuse di intervento diretto a favore dei ribelli).

(I. continua) (Leggi qui la seconda parte)

Marco Giulio Barone

Foto: TheDJ2009

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26 Commenti

  1. Bene, peccato che non sono l’unico (vedi anche commenti sul vostro sito). Se per Voi tutto fila liscio allora probabilmente lo è. Intanto al di la della mia non soddisfazione (soggettiva) resta la vostra contraddizione (oggettiva). Continuero comunque a seguirvi e a intervenire poichè, fortunatamente, la fonte impeccabile non esiste. Grazie a Voi

  2. Nessun peso: abbiamo presentato la nostra analisi, espresso perché i link e le “fonti giornalistiche mondiali” (che erano poi blog o fonti ufficiali russe, ma senza altre conferme indipendenti) che portavi non ci convincono, tu non sei d’accordo e soddisfatto da quanto abbiamo scritto, direi nessun problema. Grazie ancora! – Lorenzo Nannetti

  3. L’origine dell’articolo (Livejournal) è un blog russo aperto alla scrittura dei lettori, non una testata giornalistica. Ci può scrivere chiunque senza necessità di dimostrare quanto si scrive. Al di là del fatto che in quasi tutti i paesi del mondo gli incidenti gravi vengono secretati finché non viene fornito il rapporto finale per evitare fughe di notizie (e dunque la cosa non risulta particolarmente strana, è prassi abbastanza comune in tutto il mondo), la natura della fonte non è verificabile. In questi casi, visto l’elevato grado di conflittualità mediatica sulla questione, per avere un riscontro servirebbe verificare se altri media internazionali affidabili (non blog qualsiasi) riprendono la notizia. Per ora invece non è confermata da altre fonti e questo pone seri dubbi sulla sua affidabilità. Inoltre, rimane la valutazione sopra sulle scatole nere. – Lorenzo Nannetti

  4. lorenzino , nessuno ha cancellato nulla, hai postato il tuo commento sei giorni fa nella seconda parte dell’articolo, dov’è ancora nonostante gli insulti gratuiti che hai allegato. Evidentemente non hai nemmeno letto il pezzo, preferisci limitarti a disturbare.
    Cordialmente,
    Marco Giulio Barone

  5. Enzo Garcea le scatole nere sono a disposizione dello stato dell’Olanda, che le sta facendo analizzare in un laboratorio britannico. Per quanto ne sappiamo dovrebbe uscire un rapporto nei prossimi giorni, come dichiarato da tempo (ma non abbiamo idea di quanto possa essere necessario). Tenete presente però che ci sono eccessive aspettative da parte dell’opinione pubblica sul contenuto, e questo perché non sempre si conosce cosa è davvero registrato da una scatola nera. Le scatole nere contengono dati di volo: velocità, quota, prua, posizione dell’aereo, accelerazioni, posizione dei comandi, posizione delle superfici mobili, parametri motore, oltre alla registrazione della cabina non una “registrazione” di tutto ciò che accade attorno. Quindi, per esempio, se i piloti non si sono accorti del missile che arrivava, o non si sono accorti da dove arrivava (entrambe cose molto difficili da determinare su un aereo non militare), la scatola nera non sarebbe in grado di dare indicazioni sul responsabile. Verrà accertato l’abbattimento per evento catastrofico (e non per, ad esempio, guasto), ma poco altro. – Lorenzo Nannetti

  6. Il Caffè Geopolitico so benissimo che posso informarmi altrove, grazie, ma questo NON vuol dire che non posso esprimere il mio disappunto su cio che credo sia disinformazione, NON AVETE il diritto di disinformare. Quindi non trovate false autogiustificazioni relative al mio tempo personale disponibile (il mio tempo NON lo dedico a dimostrare qualcosa a chi non ha voglia di ascoltare, io non sono un giornalista) o alle nostre conversazioni private alle quali non hai MAi chiarito alcune domande e link che ho inviato. Alle quali ho espresso svariate volte il volere di un confronto aperto sul web e mi hai detto “che non sarebbe cambiato nulla”. Siete sempre quelli che prima hanno dichiarato “la colpevolezza dei russi è quasi totalmente certa” e pochi giorni dopo avete costruito un articolo con una perfetta grammatica e ortosintattica che Vi contraddice e omette le notizie delle fonti giornalistiche mondiali. E non sono il solo a dirlo. Spiacente che questo vi pesi cosi tanto; evidentemente un motivo c’è.

  7. Genoio Hoios Ei, avendo noi risposto alle tue domande in vari commenti e in messaggi privati, avendo tu stesso rifiutato il confronto sugli aspetti tecnici della questione e portato solo link smentiti dalle nostre valutazioni, avendo tu stesso ammesso di non avere tempo per cercare le informazioni come abbiamo fatto noi, avendo tu stesso ammesso di filtrare ogni informazione tramite la tua presa di posizione antiamericana (come tu stesso hai espresso) crediamo non sia corretta – ma legittima – la tua accusa di parzialità, mentre sarebbe stata davvero una mancanza di libertà di informazione se non avessimo pubblicato solo perché ad alcuni non piace quanto espresso. In questi termini, crediamo anche che non ci sia spazio per continuare lo scambio di opinioni. Se non approvi quanto leggi, libero di leggere altrove naturalmente. Grazie per il contributo! – Lorenzo Nannetti

  8. Il caffe geopolitico con questa “neutrale” presa di posizione su una vicenda che a mio parere è la chiave del conflitto europeo appena nato ha mascherato l’ovvieta che traspare da decine di altre fonti mondiali, e conseguentemente, ha perso credibilita, competenza e professionalita. Adattandosi alla media dei valori giornalistici italiani nel mondo, circa 67esimo posto per liberta d informazione. Complimenti Il Caffè Geopolitico

  9. Mattiaroma condivido. Il caffe geopolitico con questa “neutrale” presa di posizione su una vicenda che a mio parere è la chiave del conflitto europeo appena nato ha mascherato l’ovvieta che traspare da decine di altre fonti mondiali, e conseguentemente, ha perso credibilita, competenza e professionalita. Adattandosi alla media dei valori giornalistici italiani nel mondo, circa 67esimo posto per liberta d informazione.

  10. ….la NATO, ONU E USA hanno le scatole nere da parecchio tempo…forse non sono attendibili? forse non conviene divulgarle? forse ci vuole ancora tempo per analizzarle? che dici caffè

  11. Pierpaolo , lo scopo dell’articolo è fare chiarezza su elementi che sono già disponibili ma che vengono interpretati in maniera sommaria e spesso non informata, non “arrivare per primi” su qualcuno o su qualcosa (in che senso, poi?).
    Infatti non abbiamo dato nessuna nostra versione di come si siano svolti i fatti, ma solo alcune smentite su dinamiche che tecnicamente sono diverse da quanto riportato da molti organi di stampa, incluso il pezzo da te allegato. Se c’è un messaggio costante nel nostro testo, è proprio che gli elementi di pubblico dominio al momento non consentono di accreditare con certezza alcuna versione specifica, anche perché, come voi stessi sottolineate, alcune domande, anche importanti, rimangono ancora senza risposta.
    A tal proposito, ribadiamo ancora una volta come sia improbabile che, in un caso così delicato e sotto i riflettori, ci siano fughe di notizie clamorose – sia sul fatto che sulle perizie – da parte delle persone che lavorano alle indagini (diffidare da sedicenti “superesperti”, “analisti-senza-nome”, “una persona che ha visto”, ecc.).
    Pertanto è d’obbligo usare cautela nel valutare facili verità e posizioni manichee apparse in questi giorni e spesso supportate, appunto, da poca conoscenza tecnica del funzionamento di meccanismi come l’ingaggio aria-aria, la decodifica di materiali di rispetto (tabulati elettronici, tracciati radar), ecc.
    Discorso a parte merita la parte geopolitica, in cui assistiamo a dibattiti poco seri che partono da posizioni preconcette, magari da persone che non conoscono o non hanno studiato il contesto di riferimento. Ecco che per qualcuno i russi diventano dei cattivoni malvagi, per altri gli americani sono soltanto degli inguaribili imperialisti, per altri ancora il governo ucraino è espressione di libertà del popolo ucraino o, al contrario, un covo di fascisti. Tutto questo porta a visioni estreme ed etichette che rifiutano a priori la complessità, che invece – purtroppo – caratterizza questi scenari, spesso a svantaggio della possibilità che tutti comprendano adeguatamente.
    Noi ci sforziamo di aiutare la comprensione per quanto possibile, ma senza l’ambizione di spiegare cosa sia successo prima del tempo, perché ad oggi non sono oggettivamente disponibili, a nostro modo di vedere, tutti gli elementi necessari ad una interpretazione chiara ed univoca della vicenda.
    Cordialmente,
    Marco Giulio Barone

  12. PorKoshenkoUkrPres Ciao, noi in realtà qui non prendiamo posizione, semplicemente ci limitiamo a sfatare dei falsi miti sulla questione. Quali punti non ti convincono e perché (non basta dire che non ti piace perché pensi altrimenti, troppo facile, serve che tu ci dica perché una certa valutazione tecnica per te funziona diversamente. Attendiamo tua gentile risposta, così possiamo confrontarci! Grazie!

  13. Buongiorno Mattiaroma , grazie per l’interesse e per il commento.
    Ti rispondo per punti, partendo proprio dalla prima affermazione. Se
    l’articolo fosse di parte, da che parte starebbe? Certo che se parti dall’idea
    che “ogni analisi è giustamente falsata dalle idee personali”
    troverai qualunque scritto sempre e comunque di parte, a seconda dell’attore di
    cui si parla meglio, o meno peggio.
    Andiamo alla tua prima critica sulla dizione “Paesi occidentali”:
    lo scopo dell’articolo non è provvedere una visione onnicomprensiva sul caso ma
    sfatare alcuni falsi miti, per cui le frasi di input sono poste negli stessi
    termini nei quali le abbiamo reperite. Abbiamo infatti raccolto domande e
    osservazioni di nostri lettori (e non solo) sui social network e abbiamo
    cercato di argomentare. Per sfatare il primo periodo ho reputato già
    sufficiente far notare che, ad esempio, diversi Paesi europei hanno approcci
    diversi.
    Nel merito aggiungo che, a mio modesto parere, nemmeno gli USA aspettavano
    una scusa e si trovano imbrigliati in una scomoda situazione (in parte per
    loro responsabilità) dalla quale però vorrebbero uscire con il minimo sforzo
    possibile. Per avere una risposta più estesa su questa mia considerazione ti
    invito a leggere la seconda parte dell’articolo, che intanto abbiamo pubblicato.
    Se tu hai un’idea diversa, una posizione differente, magari scrivi qualcosa e
    faccelo leggere, così posso rendermi conto se e dove io debba correggermi.
    Il punto due, sinceramente, non l’ho capito. Se ti va, approfondiscilo.
    Sulla domanda al punto 3, non posso sapere (e nemmeno tu) se i
    russi abbiano mandato qualcuno ad occultare prove, anche perché se io e te
    lo sapessimo, che occultamento sarebbe!? Nel paragrafo ho infatti specificato
    che i russi non hanno fatto trapelare molto, e che quindi si potrebbero
    avanzare ipotesi ma non riscontri. Diverso il discorso dei servizi ucraini, dei
    quali si è parlato in maniera più estesa ma altrettanto a sproposito,
    tacciandoli di ogni turpitudine senza sapere se e quando siano intervenuti.
    Ancora un volta, infatti, ho ribadito quanto ufficialmente comprovato e
    lasciato tutto ad un doveroso condizionale. Non è mio interesse rassicurare il
    lettore su alcunché, non ho esposto alcuna tesi particolare a favore di uno
    degli attori.
    Infine, le fratture tra Europa e America sono evidenti e non ne viene fatto
    mistero nella seconda parte dell’articolo, dove si evidenziano le divisioni che
    hanno contribuito a difetti di gestione nel corso della crisi ucraina. La
    cesura non è però netta al punto che tu lasci intendere, a nostro modo di
    vedere. I rapporti economici e politici tra le due sponde dell’Atlantico
    continuano ad essere granitici ed inscindibili, al di là delle crepe. In
    aggiunta, la dipendenza strategica dei Paesi europei dall’ombrello
    difensivo statunitense è stata sottolineato ancora
    una volta dalla crisi in Ucraina. Se per te il termine “occidente” è
    ingiustificabile in virtù dell’eccessivo (a tuo parere) deteriorarsi dei
    rapporti, ti chiederei ancora una volta di articolare meglio e argomentare
    quanto sostieni, perché il tono perentorio non conferisce automaticamente
    autorevolezza alle tue affermazioni.
    Cordialmente,
    Marco Giulio Barone

  14. ma non faceva prima a scrivere a caratteri cubitali
     “la colpa è della russia perchè lo diciamo noi e basta ! ! ! ” 
    invece che perder tempo a scrivere questa articolo da strapazzo ?

  15. Vi seguo sempre con grande interesse, ma nonostante l’articolo sia ben fatto è chiaramente di parte, vengono messe delle verità accanto a propaganda. Mi spiego:

    -i Paesi “occidentali” aspettavano la scusa. In questo caso la verità è che gli Usa stavano da tempo facendo pressione sugli Stati europei (in particolare Germania che ha gli interessi ricordati), in quanto gli Usa hanno molto poco da perdere e tantissimo da guadagnare dall’isolamento politico ma soprattutto economico russo (guarda Usa che diventano esportatori di energia, rivoluzione mondiale poco analizzata a mio avviso). Quindi se vogliamo essere onesti andava scritto: Gli Usa aspettavano una scusa, SI. Altri Paesi con altri interessi (in particolare l’Europa centrale e meridionale) NO, anzi, la Germania ha subito un duro colpo alla sua politica estera.

    -la storia dei “servizi segreti americani sanno tutto di tutti sempre” ci credono solo i complottisti delle scie chimiche oramai, giusta quindi l’analisi nell’articolo, ma non vorrei che si associasse complottista-filo russo!

    -“L’Ucraina ha mandato i servizi segreti a occultare…”. In realtà l’accusa che è girata su gran parte dei media è stata l’esatto contrario, e la domanda con ugual risposta sarebbe dovuta essere se è vero che i russi (o filo russi) hanno mandato i servizi a occultare le prove. Nella formulazione della domanda vedo l’intenzione (ma forse sbaglio) di rassicurare il lettore che molte accuse che legge sul governo di Kiev sono false.

    Sono dell’idea che ogni analisi è giustamente falsata dalle idee personali di chi scrive, e parto sempre da questa considerazione, ma non mi piace quando si cerca di nascondere dietro l’uso della lingua piuttosto che dei dati. Il termine “occidentale” nel momento in cui la frattura tra l’Europa (o una delle Europe) e l’America è al suo massimo, anche in termini economici, è ingiustificabile.

  16. Ottimo articolo, molto interessante. Solo un appunto, la parola “assetti” in italiano non è la traduzione dell’inglese “asset”, dovreste usare la parola inglese (come prestito linguistico) o un suo corrispettivo italiano (risorsa) o adattarla caso per caso.

  17. Ciao Giuseppe Morabito, grazie per la risposta. Sul web e sui media si trovano molti articoli relativamente all’abbattimento dell’MH17. Vengono però presentati anche molti luoghi comuni su questioni tecniche che, però, spesso non vengono tecnicamente spiegate. E’ facile quindi farsi idee errate senza le necessarie competenze tecniche. Proprio per aiutare chi vuole capirci di più noi ci limitiamo a spiegare, dal punto di vista tecnico, se tali luoghi comuni/supposizioni siano realisticamente corretti oppure no. Pertanto, ogni critica (legittima) deve essere supportata da dati tecnici e non da semplici “impressioni”. Quindi, che cosa non ti convince e perché? Ovviamente non basta un “non ci credo” (su cosa lo basi?) ma serve anche che tu spieghi tecnicamente perché le cose dovrebbero funzionare diversamente da come le abbiamo spiegate (niente generalizzazioni o banalizzazioni o “certezze” non argomentate). Rimaniamo perciò in attesa se ti va di parlarne! Grazie!

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