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La presunta missione degli 007 israeliani a Dubai per eliminare un leader di Hamas si tinge di mistero. Intanto montano le critiche contro Israele.

Diverse tra le questioni che più hanno segnato le passate settimane potrebbero vedere degli interessanti risvolti durante questi giorni, da Israele, all’Iran, alla crisi finanziaria in Grecia.

Si infittisce la trama intorno alla (presunta) missione sotto copertura di agenti dei servizi segreti israeliani a Dubai per uccidere uno dei leader di Hamas. Appare comunque pressoché certo che la missione sia opera del Mossad: diversi Paesi e anche l’Unione Europea sembrano intenzionati a reclamare ufficialmente contro questo omicidio mirato, ancor più per via dell’uso di passaporti falsi europei da parte dei presunti agenti israeliani. Ad ogni modo Israele non ha confermato né negato responsabilità, sebbene siano anche state rilasciate delle fotografie degli appartenenti al commando. La vicenda non è però affatto chiara ed in settimana potrebbero esserci risvolti importanti.

In Europa si definisce un piano di intervento per fornire aiuto finanziario alla Grecia, in grave difficoltà dopo che è emersa la vera entità del dissesto nel bilancio pubblico. Il piano dovrà trovare equilibrio fra tre esigenze principali: ottenere un supporto tale da evitare che i Governi dei Paesi UE non ne ostacolino l’implementazione, elaborare un meccanismo che imponga alla Grecia di rispettare quanto previsto e, ovviamente, fare in modo che questi giochi di equilibrismo non rendano il piano stesso inattuabile.

Dopo gli scontri tra Cina e Stati Uniti, causati dallo scontento cinese per l’incontro tra Obama e il Dalai Lama e per il contratto di fornitura militare tra USA e Taiwan, il dialogo internazionale sulle sanzioni all’Iran contro il programma nucleare potrebbe arenarsi ancora, soprattutto considerando che la Cina potrebbe non appoggiare alcun genere di proposta avanzata dagli Stati Uniti e che la Russia si è dichiarata contraria alle proposte americane di puntare a sanzioni sulle forniture petrolifere.

In Ucraina Viktor Yanukovich ha vinto le elezioni Presidenziali e la sfidante Iulia Timosenko ha lasciato cadere i ricorsi sulle presunte frodi. Adesso si attendono le prime mosse del nuovo presidente filo-russo, soprattutto in relazione agli accordi sul libero scambio con Bielorussia, Kazakhstan e Russia. C’è attesa anche per la possibile riapertura del dialogo sul transito di gas dalla Russia verso l’Europa.

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Anche questa settimana il calendario delle visite politiche e diplomatiche è fitto e risaltano alcuni incontri.

Parecchi i “giri di valzer” in Asia Centrale e Caucaso:

  • Il rappresentante USA per Afghanistan e Pakistan, Richard Holbrooke, continua la missione in Kyrgyzstan, Uzbekistan, Tajikistan, Turkmenistan, Kazakhstan, Georgia e Germania alla ricerca di consenso regionale (e non solo) sulle prossime mosse in Afghanistan.

  • Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov si trova in Kazakhstan per discutere ed approfondire nuovi accordi politici, economici, culturali e umanitari.

  • Il Rappresentante Speciale UE per l’Asia Centrale ed il Caucaso sarà in Azerbaijan per discutere di cooperazione tra l’UE ed il Paese caucasico e del conflitto in Nagorno-Karabakh.

  • Alti ufficiali militari dell’Azerbaijan andranno in Turichi per valutare le opportunità di allenza con la Turchia.

Segnaliamo anche:

  • La Corte Suprema thailandese avvierà il processo sulla gestione delle risorse economiche “congelate” all’ex Primo Ministro Thaksin Shinawatra, che gode ancora di grandissimo supporto ed influenza. Le discussioni e le decisioni a riguardo potrebbero agitare ancora una volta le acque nel delicato equilibrio politico interno.

  • Vertice militare USA-Israele: il Ministro delle Difesa israeliano Ehud Barak incontrerà il Segretario per la Difesa Robert Gates, il National Security Advisor James Jones ed il rappresentante del Joint Chiefs of Staff Amm. Michael Mullen.

  • In Nigeria la Commissione Parlamentare per le riforme Costituzionali discuterà possibili modifiche normative, tra cui una mozione per anticipare le elezioni politiche, dato l’attuale stato di incertezza politica dovuta al temporaneo impedimento del Presidente per questioni di salute.

22 febbraio 2010

La Redazione

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