Costruzione del dimostratore di tecnologia "Project Zero" di AgustaWestland (gruppo Finmeccanica)
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Miscela Strategica – Anteprima sul contenuto del nuovo e-book del Caffè Geopolitico, “Verso il Libro Bianco della Difesa – Il procurement e il contesto geostrategico italiano”: qui vi parliamo degli aspetti chiave a livello industriale

Il rapporto tra Forze Armate e industria si è evoluto nel corso del tempo, passando da una corrispondenza diretta tra esigenze sul campo di battaglia e produzione di armamenti ad un più complesso rapporto che include anche logiche di mercato e politiche industriali. I mutamenti internazionali degli ultimi decenni hanno però messo a dura prova i principali modelli di riferimento.

Gli Stati Uniti sono stati i primi a sentire la necessità di cambiare le logiche di produzione e acquisizione degli armamenti inseguito a svolte epocali come la fine della Guerra Fredda o gli attentati alle Twin Towers. Il ruolo di superpotenza ha messo Washington in grado di influenzare le dinamiche di tutto il mondo nel gestire le industrie del settore difesa e i correlati programmi di procurement. Qual è stato l’impatto sul continente europeo? E sull’Italia?

Verso il Libro Bianco della Difesa – Il procurement e il contesto geostrategico italiano
Verso il Libro Bianco della Difesa – Il procurement e il contesto geostrategico italiano

Le industrie della difesa dei Paesi europei hanno seguito percorsi di sviluppo condizionati dalle ambizioni dei rispettivi Governi nazionali. Talvolta essi hanno reputato opportuno coalizzarsi in consorzi che dividessero i costi di un programma di armamento e cementassero i rapporti politici. Altre volte ciascun Paese ha intrapreso un percorso distinto e tarato sulla visione più ristretta del proprio contesto internazionale di riferimento. In che modo le diverse politiche industriali influenzano i programmi di acquisizione?

L’industria italiana della difesa vanta una buona tradizione in termini di qualità dei prodotti e fatturato. Eppure l’indecisione politica nell’abbracciare un modello industriale ben definito rende difficile coniugare le esigenze delle Forze Armate, il cui bilancio risente dei pesanti tagli, e quelle delle industrie, che vedono le loro risorse disperse su più fronti. Perché il modello italiano non è efficiente?

La crisi economica ha posto scomode domande a Forze Armate e comparto industriale, tra le quali spiccano “a che cosa servono le Forze Armate?” e “perché dobbiamo produrre armi?”. Cerchiamo di rispondervi con una visione ampia, che immagina un futuro del settore meno regolato da logiche di mercato ma più orientato alle esigenze di sicurezza interna ed internazionale dell’Europa.

Marco Giulio Barone

in “Verso il Libro Bianco della Difesa – Il procurement e il contesto geostrategico italiano”.

 

 

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