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venerdì 3 Aprile 2020
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    La privatizzazione della sicurezza in Russia

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    Miscela Strategica – La crisi in Ucraina è servita da scintilla per riaccendere il dibattito sulle riforme nell’industria della sicurezza privata in Russia, un settore dinamico e in espansione, ma ancora limitato da un ristretto controllo giuridico e normativo.

    SOCIETA’ DI SICUREZZA RUSSE IN CRIMEA – Lo scorso 27 febbraio, il sequestro da parte di uomini russofoni – senza insegne, armati e ben equipaggiati – della sede del Parlamento e degli edifici governativi a Simferopol, la capitale amministrativa della Crimea, ha dato il via alle voci sulla possibile presenza di operatori di società di sicurezza private russe in Ucraina.
    Le forze in questione, autoproclamatesi “fronte di autodifesa della Crimea”, inizialmente identificate come truppe russe, sono in seguito stati indicate da molti come membri di società di sicurezza private russe o ad ogni modo legate al precedente regime dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich. Fonti diplomatiche statunitensi hanno accusato la Vnevedomstvenaya Okhrana (Guardia Ministeriale), sezione di sicurezza privata operante presso il Ministero dell’Interno russo, di coinvolgimento nelle operazioni a Simferopol.
    Tali voci, prontamente smentite dal lato russo, hanno contribuito a riaprire il dibattito in patria sulle società militari e di sicurezza private. “La crisi in Ucraina, durante la quale il governo provvisorio di Kiev si è avvalso di compagnie militari private occidentali per portare avanti i propri interessi, ha dimostrato la necessità della Russia di dotarsi di organizzazioni simili”, così recita la nota esplicativa pubblicata dalla legislatura regionale di Pskov, regione a Nord della Russia, in seguito alla presentazione di una proposta di legge da parte dei deputati del partito il Partito Liberal-Democratico di Russia (LDPR) in merito alle società di sicurezza private.

    Campo di addestramento per operatori privati della sicurezza.
    Campo di addestramento per operatori privati della sicurezza

    LA NECESSITA’ DI RIFORMA – Gli autori del documento sostengono la necessità che anche le società di sicurezza private russe assicurino gli interessi nazionali laddove la politica internazionale o il diritto impediscono al governo di utilizzare le forze militari regolari. Già nel 2011, Putin aveva suggerito che “tali società sono un modo di attuare gli interessi nazionali senza il coinvolgimento diretto dello Stato“, e nel 2012 il vice premier Rogozin dichiarò che fosse opportuno prendere in considerazione la possibilità di istituire società di sicurezza private simili con il sostegno dello Stato.
    Il progetto elaborato suggerisce di introdurre degli emendamenti al Codice Penale che, attraverso l’articolo 359, vieta di organizzare o prendere parte a gruppi armati non statali senza previa autorizzazione rilasciata dal Consiglio consultivo russo, dagli uffici regionali o dalla polizia locale. I promotori della proposta suggeriscono inoltre di modificare la legge federale di modo tale che i contractor militari possano acquistare e utilizzare armi da fuoco e altro equipaggiamento militare.
    Anche Franz Klintsevich, presidente della commissione Difesa della Duma, la camera bassa russa, ha sottolineato la necessità di riformare la normativa in vigore, dichiarando che il partito Russia Unita assieme al Ministero della Difesa e al Ministero dell’Interno è già al lavoro su un disegno di legge in tema di società militari private.

    Contractors della russa Slavonic Corps posano in Siria.
    Contractors della russa Slavonic Corps posano in Siria

    EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA VIGENTE – Queste dichiarazioni dimostrano la volontà di forzare il cambiamento nelle grandi politiche di uno Stato in cui la tendenza, sin dai primi anni di Putin, è stata quella di imbrigliare il settore della sicurezza privata.
    Negli anni Ottanta, la transizione verso l’economia di mercato avviata da Gorbachev ebbe come drammatica conseguenza il collasso del controllo statale, che, non riuscendo a garantire sicurezza e protezione ai propri cittadini, lasciò spazio alla criminalità organizzata. Negli anni Novanta, la criminalità organizzata si istituzionalizzò ed iniziò ad operare attraverso compagnie di sicurezza private, che impiegavano personale armato per proteggere i propri traffici. Il settore della sicurezza militare privata iniziò ad espandersi, aumentando di anno in anno il proprio giro d’affari, dal quale il potere statale venne praticamente escluso.
    Nel tentativo di controllare maggiormente il settore e deviarne parte dei profitti nelle proprie casse, nel 1996 venne introdotto dal governo russo l’articolo 359 nel Codice Penale. Nel 2005, il Ministero dell’Interno creò la propria società di sicurezza privata, FGUP Okhrana, nella quale confluirono le varie forze di sicurezza del Ministero. L’anno seguente, vennero attribuiti alla FGUP Okhrana maggiori poteri di arresto e di potenza di fuoco rispetto alle guardie di sicurezza regolari, scatenando le polemiche tra i concorrenti privati che accusarono lo Stato di concorrenza sleale.

    Operatori del Moran Security Group in funzione anti-pirateria
    Operatori del Moran Security Group in funzione anti-pirateria

    UNA CONSOLIDATA PRESENZA INTERNAZIONALE – Nonostante le restrizioni, le società di sicurezza private russe si trovano già da tempo ad operare a livello internazionale.
    Enrique Bernales Ballesteros, relatore speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, riferì della presenza di contractor russi tra le file dell’esercito serbo dal 1991. All’inizio del conflitto in Bosnia, infatti, i serbi in mancanza di piloti si rivolsero ai russi per colmare il divario. Piloti mercenari russi vennero forniti anche alle forze armate etiopi nel 1998, durante la guerra di confine tra Etiopia ed Eritrea.
    Un’altra tipologia di servizi di supporto militare a livello operativo è stato richiesto in Siria a sostegno del regime di Assad, a causa del quale alcuni dirigenti delle organizzazioni russe Moran Security Group e Slavonics Corps sono stati condannati per violazione dell’articolo 359.
    Gli operatori di società russe sono stati impiegati anche in operazioni di antipirateria marittima per la protezione di mercantili e convogli navali nel Golfo di Guinea e dell’Aden, e per prestare servizi di consulenza militare e addestramento ai governi di Ossezia e Abkhazia, Nigeria e Repubblica Centroafricana per la ristrutturazione delle forze armate.
    Grazie anche all’elevata richiesta nel settore, un’altra categoria in cui trovano ampio spazio i contractor russi è nei servizi di sicurezza sia di personale, come in Sudan e nel Golfo dell’Aden, sia del territorio, come per la sorveglianza dei confini in Tagikistan. Per gli interessi legati al business energetico propri della Federazione Russa, la protezione di installazioni petrolifere, di gas o minerarie rimane uno dei core business delle società militari di sicurezza russe. Esse vengono ingaggiate principalmente dalle compagnie energetiche russe in zone politicamente instabili quali Iraq, Guinea, Iran e Cecenia per la protezione di siti di estrazione e raffinerie. Il gigante del gas russo Gazprom, che già 2007 era stato autorizzato ad equipaggiare il proprio personale con armi da fuoco di servizio, conta un apparato di sicurezza di oltre 20.000 addetti.

    PROFITTI E INTERESSE NAZIONALE – Sebbene gli operatori russi siano ormai presenti in tutto il mondo, oltre il 70% di questo tipo di servizi continua ad essere fornito da società statunitensi e britanniche. Quest’ultime, rispetto alla controparte russa, tendono ad essere grandi organizzazioni che offrono una più vasta gamma di capacità e che hanno ormai instaurato relazioni cooperative con i Paese ospitanti.
    E’ possibile che l’espansione di queste società militari e di sicurezza private possa col tempo diventare la base del settore mercenario russo; un settore redditizio, stimato oggi oltre 7 miliardi di dollari l’anno, la cui redditività ha da tempo attirato anche l’interesse dello Stato. La sua espansione potrebbe rappresentare una doppia opportunità per Mosca, da un lato come centro di profitto in grado di portare imposte addizionali alla casse nazionali, dall’altra parte come strumento per portare avanti obiettivi strategici di politica estera, proiettando la propria forza all’estero senza il ricorso a strumenti di hard power.
    La Russia ha un enorme potenziale per l’espansione nel mercato internazionale delle società militari e di sicurezza private, che al momento però risulta ancora fortemente limitato dalle resistenze interne e dalla mancanza di una legislazione adeguata.

    Martina Dominici

    Video: presentazione del contractor Moran Security Group.

    Martina Dominici
    Martina Dominici
    Instancabilmente idealista e curiosa per natura, il suo desiderio di scoprire il mondo l’ha spinta a studiare lingue straniere presso l’Università Cattolica di Milano e relazioni internazionali tra l’Università di Torino e la Zhejiang University di Hangzhou. Le esperienze lavorative presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC e Confindustria Romania a Bucarest hanno contribuito a forgiare il suo spirito girovago e ad affinare la sua arte nel preparare la valigia perfetta. Dopo quasi due anni di analisi strategica, si è occupata di ricerca per l’Asia Program dell’ISPI, prima di partire per la Thailandia come Casco Bianco per Caritas italiana in un programma di supporto ai migranti birmani. Continua ad essere impegnata nell’umanitario in campo di migrazioni.

     

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