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Dopo le elezioni presidenziali del 25 maggio, la campagna elettorale non si ferma in Colombia: i due candidati più votati continuano a sfidarsi in vista del ballottaggio del 15 giugno che decreterà chi sarà il nuovo Presidente del Paese. Il tema centrale della campagna resta il processo di pace con le FARC che continua a dividere la società colombiana.

RISULTATI– Il candidato del Centro Democrático Óscar Iván Zuluaga ha ottenuto il 29% dei voti, mentre l’attuale Presidente Juan Manuel Santos si è fermato al 25%. Al terzo posto troviamo Marta Lucía Ramírez, candidata del Partido Conservador, con il 15,5%, seguita da Carla López del Polo Democrático Alternativo con il 15,2% e da Enrique Peñalosa di Alianza Verde con circa l’8%. Da sottolineare è la scarsa partecipazione alle elezioni, poiché circa il 60% dell’elettorato non ha esercitato il proprio diritto di voto. Zuluaga e Santos competeranno per la carica di Presidente il prossimo 15 giugno, giorno in cui la popolazione colombiana sarà nuovamente chiamata al voto.

Il candidato Oscar Ivan Zuluaga.
Il candidato Oscar Ivan Zuluaga.

LA CAMPAGNA ELETTORALE CONTINUA– Il tema più rilevante – e anche più controverso – sul quale si sono schierati i candidati durante la campagna elettorale riguarda il processo di pace iniziato tra il governo di Santos e le FARC. Zuluaga, appartenente al partito uribista, sarebbe favorevole ad una sospensione di tale processo in caso di una sua elezione, mentre Santos riconfermerebbe la sua intenzione di continuare il percorso per raggiungere gli accordi necessari a pacificare il Paese. Chiaramente questa è la questione che più ha diviso l’elettorato e rimane centrale anche nella campagna elettorale per il ballottaggio. Ora resta da vedere come si modificheranno le posizioni dei candidati prima del 15 giugno e capire con chi si schiererà quella parte dell’elettorato che ha votato i partiti minori o non ha votato.

Il candidato Juan Manuel Santos
Il candidato Juan Manuel Santos

NUOVI SCHIERAMENTI– La linea ufficiale del Partido Conservador è di appoggio a Zuluaga, posizione presa dopo che quest’ultimo ha firmato un documento insieme alla leader del partito, nel quale si impegna a continuare il dialogo con le FARC e non a sospenderlo come invece prometteva prima del 25 maggio. Tuttavia, i parlamentari conservatori sono dal 2010 alleati di Santos e mantengono il loro appoggio anche in vista del ballottaggio e, tenendo conto del loro potere locale, potrebbero spostare la bilancia a favore dell’attuale Presidente.

Il Polo Democrático Alternativo, critico verso Santos ma maggiormente verso Zuluaga, non ha espresso una posizione ufficiale. Questo partito ha sempre sostenuto il processo di pace con le FARC ed è quindi possibile che una parte dell’elettorato di sinistra si esprima a favore di Santos. Visti i risultati ottenuti da questi due partiti al primo turno (entrambi intorno al 15%) il loro appoggio a Zuluaga o Santos potrebbe non influire di molto sui risultati se essi conservassero il loro orientamento iniziale.

Le vere incognite in vista del ballottaggio sono due. Innanzitutto bisogna capire a chi andranno i voti degli elettori che hanno sostenuto i verdi (8%). Ufficialmente Alianza Verde non supporta nessuno dei due candidati e sostiene la libertà di voto, lasciando all’elettorato la facoltà di esprimersi per la leadership che più rispecchia i valori del partito. Anche in questo caso sembra che le posizioni dei candidati rispetto al tema del processo di pace guideranno la scelta degli elettori: data la speciale congiuntura e il prolungato sostegno del partito agli accordi con le FARC, Santos potrebbe essere la scelta più coerente di questa parte dell’elettorato. La seconda incognita riguarda l’astensione: andando oltre la drammaticità del dato di scarsa partecipazione, si deve tenere in conto che molte autorità locali non hanno mobilitato le proprie clientele al primo turno. Quindi sarà determinante per i risultati del ballottaggio quella parte dell’elettorato che sceglierà di votare invece di astenersi.

BALLOTTAGGIO– Risulta chiaro che la particolare congiuntura che sta vivendo la Colombia rende le opinioni dei candidati sul processo di pace ciò che influirà maggiormente sulle scelte degli elettori. Lo spostamento di Zuluaga a favore del processo di pace con le FARC potrebbe avere effetti contrari: dal un lato potrebbe attrarre quella parte dell’elettorato a favore di tale processo che non condivide i metodi utilizzati da Santos. D’altro canto, il repentino mutamento d’opinione del candidato del Centro Democrático potrebbe beneficiare invece il suo avversario che, avendo dato inizio alle negoziazioni con le guerriglie, ha mantenuto una posizione stabile e coerente rispetto alla questione.

Paola Bertelli

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Paola Bertelli

Ho 25 anni, sono laureata in Scienze della Mediazione Linguistica presso l’Università Cattolica di Brescia e sono attualmente iscritta al corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna. Mi affascina tutto ciò che riguarda l’America Latina, caratteristica che, durante la mia esperienza Erasmus a Madrid, mi ha portata ad approfondire l’interesse per il ruolo di questa regione a livello internazionale. Ho molte passioni: i viaggi, la letteratura, la musica, il cinema e la politica internazionale, con particolare interesse alla geopolitica e all’analisi dei processi di democratizzazione.

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