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Inatteso, ma non troppo. Il trionfo di Renzi e del PD in Italia è il frutto di una strategia ben precisa, mentre il ridimensionamento del M5S rivela la necessità di un cambio di metodo e di linguaggio. In Europa, l’Italia è, insieme alla Germania, l’unico Paese dove c’è stata una chiara vittoria di un partito dichiaratamente pro-EU. Non sprechiamo l’opportunità di tornare a farci sentire a livello continentale

IN ITALIA – Ottimo risultato del PD (ma forse sarebbe meglio dire di Renzi) alle Europee: ci aspettavamo una vittoria per 31-32% contro 28-29% del M5S, mentre la forbice è stata molto più ampia. 2,6 milioni di voti in più rispetto alle politiche non sono casuali, un’elezione che da tutte le altre parti d’Europa ha punito i partiti di governo. Ci sono numerose ragioni dietro questa vittoria così netta, ma a nostro avviso le migliori, racchiuse in 5 parole chiave, le possiamo trovare qui.

Il M5S fa un buon risultato con il 21% (perché prendere così tanti voti ed essere il secondo partito non può essere buttato via) ma questo non nasconde il totale fallimento rispetto agli obiettivi autoimposti: non ha battuto il PD, nemmeno avvicinandosi, e ha perso 2,5 milioni di voti in una elezione dove l’astensionismo e un elettorato molto motivato a votare avrebbe dovuto invece fare la differenza. Il risultato è che questo massimo sforzo (alle politiche, con maggiore affluenza, la % calerebbe ulteriormente) ridimensiona molto le pretese dei Cinque Stelle anche a livello interno e dovrebbe suggerire loro una riflessione sulla strategia, sia quella parlamentare che quella comunicativa. A tal proposito sarà importante per loro non nascondersi dietro il “sono gli altri che non capiscono”; un principio della comunicazione afferma che “si dice ciò che gli altri capiscono”, a conferma che se gli altri intendono qualcosa di diverso da ciò che si voleva comunicare, significa che lo abbiamo espresso male e dobbiamo cercare un modo diverso. Questo cancella anche il bel risultato di ben 17 probabili eletti al Parlamento Europeo: trasformando le elezioni in una disputa sostanzialmente interna, la loro capacità di incidere viene ridimensionata, soprattutto se non sapranno (o vorranno) fare accordi per formare un gruppo parlamentare con gli eletti di altre nazioni.

Per gli altri, il risultato ora deludente (FI, Scelta Europea, NCD, Fratelli d’Italia) ora parzialmente incoraggiante (Lega Nord, Lista Tsipras) conferma la difficoltà di inserirsi in un discorso così polarizzato come quello tra PD e M5S.

Renzi accoglie con soddisfazione (e un pizzico di stupore) il grande risultato elettorale
Renzi accoglie con soddisfazione (e un pizzico di stupore) il grande risultato elettorale

IN EUROPA – Gli euroscettici, pur numerosi e in piena avanzata in quasi tutta Europa, non sono comunque sufficienti a impedire a PPE, S&D e ALDE di governare insieme in qualche modo, e Jean-Claude Juncker appare destinato alla Presidenza della Commissione, rintuzzando le speranze di Martin Schultz. Sembra cambiato poco, ma sono invece i rapporti di forza all’interno degli stati membri ad essere più decisivi, soprattutto per quello che riguarda il futuro di Francia (in particolare) e Gran Bretagna.

L’Italia è infatti l’unico grande paese dove ha vinto solidamente un partito europeista oltre alla Germania. La Cancelliera Angela Merkel dunque dovrà fare i conti con una realtà difficile: se non vuole mettersi a trattare con Marine LePen o con Nigel Farage, entrambi ora nel pieno di una parabola ascendente, dovrà farlo per forza con Renzi. Le Europee hanno perciò fornito al nostro Paese una invidiabile quanto unica posizione negoziale che quasi nessun altro risultato avrebbe concesso. Sapremo non sprecarla?

Lorenzo Nannetti

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Lorenzo Nannetti

Nato a Bologna nel 1979, appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, Migrazioni, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. E dire che mi interesso pure di risoluzione dei conflitti… Per questo ho collaborato per oltre 6 anni con Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo. Ora lo faccio anche col Caffè dove, oltre ai miei articoli, curo attività di formazione, conferenze e workshop su questi stessi temi.

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