Darul Uloom Deoband, la leggendaria moschea che diede vita al movimento Deoband, nello stato dell'Uttar Pradesh in India.
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Miscela Strategica  – La regione delle Federally Administered Tribal Areas, provincia autonoma del Pakistan al confine fra questo stato e l’Afghanistan, è da sempre fucina di estremismo di matrice islamica, dando natali e rifugio a pericolose organizzazioni terroristiche.  AL QAEDA – La più nota di tali organizzazioni, ma forse non la più pericolosa e influente è stata Al-Qaeda. Oltre ai sauditi, altre importanti realtà del terrorismo dell’area centroasiatica ed internazionale hanno avuto come quartier generale l’area al confine fra Pakistan ed Afghanistan, conosciuta anche con il nome di pashtunistan (dalla etnia dei pashtun che la abita dall’antichità), si pensi alla nascita e crescita del movimento talebano ed ai più recenti network terroristici di Haqqani e Tehrik Taliban Pakistan. L’ultimo periodo in particolare ha dimostrato una completa refrattarietà a qualsiasi tentativo di accordo a livello politico, con la sanguinosa campagna di guerriglia del TTP contro i taleban. Citiamo, per rendere l’idea, l’attentato rivendicato dal TTP alla sede del movimento taliban nell’agenzia di Orakzai, ad ottobre 2013, che ha causato 15 morti e 20 feriti. LA LINEA DURAND – Il territorio attualmente appartenente al Pakistan (almeno sulla carta) identificato come Federally Administered Tribal Areas è una striscia di terra aspramente montuosa di circa 27000 km quadrati, che storicamente si è trovata a cavallo della famosa Linea Durand . Questa linea fu un confine artificiale imposto dai britannici nel 1893, nell’intento di dividere l’Afghanistan creando un buffer state (Stato cuscinetto) con l’impero zarista. La capitale di quest’area è la città di Miran Shah nel distretto del Kurram, situato al Centro-Nord delle aree tribali. Le FATA sono nominalmente amministrate dal governo federale pakistano ma, di fatto, sono controllate dalle diverse tribù pashtun che le abitano e sono suddivise in sette distretti – Bajaur, Khyber, Kurram, Mohmand, Waziristan del Nord, Orakzai, Waziristan del Sud – e cinque regioni frontaliere: Dehera Ismail Khan, Khotan, Lakki, Peshawar, Tank. Un’importantissima svolta nella storia di quest’area si ebbe nei primi anni del Novecento quando, parallelamente a movimenti politici nazionalisti, avvenne la diffusione nelle Aree Tribali del movimento Deoband. La scuola Deoband è un movimento religioso islamico sunnita e anticolonialista che aderisce in maggior parte alla scuola giuridica (madhhab) dell’Imam Abu Hanifa. Il movimento si organizzò in una serie di scuole coraniche che assunsero ben presto la connotazione di vere e proprie accademie di fede, le famigerate madaris (singolare madrassa). La linea Durand non è però un confine, ma piuttosto un punto d’unione, una “faglia geopolitica” che nasce dallo sfregamento della zolla indo-pakistana (ex-impero britannico) con quella sovietica 1979-1989, rincalzata dalle incursioni dell’interesse cinese, sempre più affabile alleato pakistano, sempre più arso dalla sete di energia. Una faglia, si sa, è sempre palcoscenico di fenomeni di instabilità e clamorosi terremoti.
Lettera di ordini del leggendario Mullah Omar: la guida dei fedeli, a tutti i Taleban (1998)
Lettera di ordini del leggendario Mullah Omar: la guida dei fedeli, a tutti i Taleban (1998)
LE FATA RICETTACOLO DI INSORGENZA – La predisposizione all’accoglienza di gruppi estremisti islamici per le FATA è sicuramente frutto di fattori geografici, storici, etnici e culturali. Infatti il territorio montuoso e impervio ha offerto rifugio sicuro ai gruppi di oppositori del Governo centrale e la possibilità di poter attraversare un confine non presidiato come la Linea Durand per approfittare, a seconda del momento storico e politico, dell’una o dell’altra nazione. Infine, come già esposto, l’etnia Pashtun, autoctona delle FATA, è da sempre stata fiera portatrice di istanze indipendentiste e chiusa alle influenze esterne, due caratteristiche queste che si sposano perfettamente con l’estremismo islamico. La diffusione del movimento Deoband ha creato tre condizioni ulteriori per il fecondo sviluppo di organizzazioni estremistiche e terroristiche. In primo luogo cosa, con il suo sincretismo inclusivo, ha fornito il collante religioso e sociale alla tradizione Pashtun, altrimenti divisa in tribù. Secondo, il movimento Deoband ha concentrato l’arruolamento fra i ceti meno abbienti e quindi più facili prede di istanze estremistiche. Infine, ha servito, con il suo network di madaris, già pronte e distribuite capillarmente sul territorio, una ottimale organizzazione per la formazione, il mantenimento e la dislocazione strategica dei militanti e dei terroristi. Rispettando i tre pilastri dell’arte militare – l’addestramento, la logistica e la funzione operativa – le madaris “deobandite” si sono rivelate centri di formazione (addestramento), ottime basi logistiche, e dislocate già capillarmente in “area di operazioni”, dove sono stati e vengono attualmente impiegati gli estremisti. E’ stato quindi naturale per il Pakistan porre le basi per la creazione dei mujaheddin prima e dei talebani poi, nelle madaris delle FATA, con un lungimirante progetto del ministro dell’interno del governo Bhutto, Nasrullah Babur . 
La Linea Durand: confine che unisce.
La Linea Durand
VECCHI E NUOVI GRUPPI – Al-Qaeda si insinuò nelle FATA a partire dal 1983 ad opera del Governo saudita e del principe Turki bin Faisal in persona, in coordinamento con il governo pakistano. Ma vi sono anche gruppi esterni e/o impegnati esternamente che hanno basato la loro organizzazione nelle FATA per questioni di opportunità economiche, politiche e strategiche. Infatti sono presenti a vario titolo i tre maggiori gruppi estremisti islamici dell’Asia centrale, ovvero il Tajik Party of the Islamic Renaissance (PIR), il già citato Islamic Movement of Uzbekistan (IMU) e l’Hizb ul-Tahrir, nato addirittura in Gran Bretagna. A questi si aggiunge l’East Turkestan Islamic Movement (ETIM), addestrato e rafforzato in Pakistan ed oggi attivo in Xinjiang. Le FATA annoverano anche la presenza dei principali partiti estremisti afghani, che sono storicamente l’Hizb-i-Islami e il Jami’at-i-islami, ambedue in stretta relazione con il Jamaat-i-Islami pakistano e con i servizi segreti pakistani (ISI). Con l’isolamento di Al-Qaeda e l’inizio del suo declino, altri network terroristici hanno eletto le madaris delle FATA a loro basi. Un esempio è l’Hizb-i-Islami (HI) di Yunus Khalis e Jalaluddin Haqqani (omonimo della fazione mujaheddin afghana comandata da Gulbuddin Hekmatyar), che fu fondato nelle FATA negli anni Ottanta. L’ Hizb-i-Islami (HI) era un movimento panislamico e la sua intenzione era, attraverso un rinnovato jihad, di portare la guerra santa nel mondo a difesa dei musulmani oppressi dagli infedeli. Dopo la caduta del regime talebano l’HI si è avvicinato all’insorgenza afghana ed ha combattuto attivamente nella guerra in Afghanistan, in particolare aderendo alla shura di Quetta e creando una struttura molto simile ad Al-Qaeda, ma con scopi principalmente di sovversione nel solo teatro afghano, anche se con contatti diffusi in tutto il mondo. Nasce così l’Haqqani Network (HQN). Tale gruppo terrorista, con il quartier generale nelle FATA, è stato diretto dai familiari di Jalaluddin Haqqani e ha perseguito la liberazione dell’emirato afghano dalle truppe della coalizione con attacchi militari e terroristici contro le forze NATO e afghane . Inoltre, dopo la shura di Quetta, l’HQN si è rivelato essere il più estremista dei gruppi insorgenti Pashtun, predicando la punizione di Al-Qaeda per la rovina che ha causato ai talebani e per la sua visione globale . Infine, l’HQN rifiuta qualsiasi tipo di riconciliazione proposta dagli attori internazionali in Afghanistan ed ha già pianificato attraverso due veri e propri organi politici, la shura del Waziristan del nord e una shura del Waziristan del sud, una lotta senza quartiere e con ogni tipo di mezzo terroristico al futuro governo afghano .
L'influenza dei Talebani sulle FATA nel 2009. Image credit: BBC
L’influenza dei Talebani sulle FATA nel 2009. Image credit: BBC
Un gruppo minore, nato dall’HI ed anch’esso promotore della jihad globale, è stato l’Harakat ul-Jihad-i-Islami (HJI), nato nel 1980 da tre studenti deobanditi della più importante madrasa del Pakistan – il Jamiat ul Ulum ul Islamia di Binori, nella provincia di Karachi – e subito trasferitosi nel Waziristan del nord. Tale gruppo ha combattuto a fianco dei talebani ed è confluito nell’HQN durante la guerra in Afghanistan. Un ulteriore gruppo attivo e molto importante è il Lashkar-i-Taiba (letteralmente, l’esercito dei puri), attivissimo soprattutto in India e in Kashmir. In particolare il LIT è noto per l’attacco all’albergo di Mumbai nel 2008. Bisogna poi citare il Tehrik-i-Taliban Pakistan, ovvero il movimento estremista dei talebani pakistani (TTP), che nacque nel 2007 come risposta al protrarsi della guerra in Afghanistan diretto da Baitullah Mehsud fino alla sua morte (un drone americano nel 2009), poi dal fratello Akimullah (anch’egli deceduto per mano teleguidata il 1 novembre 2013)  ed infine dal mullah Asmatullah Shaeen. Infine, non guasta un cenno al movimento Taleban che, dopo la sua riorganizzazione con la shura di Quetta, presenta a tutt’oggi una capillare diffusione nelle FATA, dove è in coordinazione con il TTP e l’HQN. Il movimento degli studenti coranici può permettersi di mantenere una propria organizzazione militare e politica in ognuna delle Agenzie, e il suo capo più famoso è il mullah Omar Khalid, nel Mohmand. Ma l’organizzazione è molto forte anche nel Waziristan del nord, con venti gruppi tribali di circa cinquecento combattenti ognuno, sotto il comandante Maulana Fazlullah, che ha organizzato gli attacchi contro l’esercito pakistano nella valle dello Swat nel 2009 e probabilmente quelli del febbraio 2013, ai confini del Waziristan del nord, ai quali seguì una campagna di arresti (circa 180 militanti appartenevano all’esercito pakistano). Gli ultimi interventi del governo Sharif sono stati forieri di una recrudescenza dovuta all’interruzione del dialogo del governo con i gruppi estremisti (dicembre 2013). In particolare, un bombardamento della Pakistan Air Force ha colpito una madrasa del TTP presso Mir Ali, causando quindici morti la notte fra il 19 e 20 febbraio 2014. Bisogna adesso osservare quali saranno le reazioni degli estremisti di fronte al confronto militare aperto. Francesco Valacchi
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