Serzh Sargsyan stringe la mano a Vladimir Putin - Photo: RIA Novosti
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Sulla scia di un percorso che ha preso una svolta nel settembre 2013, l’Armenia è sempre più vicina a unirsi alla Russia, alla Bielorussia e al Kazakhstan in un’unione doganale già in opera tra questi tre Paesi. In 3 sorsi rivediamo il percorso armeno e il progetto cui Erevan vuole unirsi. 

LA SVOLTA – Nel settembre del 2013 il Governo armeno ha annunciato una svolta importantissima: l’abbandono di un accordo con l’Unione Europea, che avrebbe dovuto essere firmato nel mese di novembre, in vista di un’adesione all’unione doganale già vigente tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Una mossa che ricorda per certi aspetti quella attuata dall’esecutivo di Kiev, sebbene in quest’ultimo caso gli esiti siano stati completamente differenti. La Russia, nella persona del presidente Putin in persona, ha accolto con favore la scelta armena e ha affermato che la parte russa avrebbe appoggiato il processo di adesione «in ogni modo possibile». La decisione di Erevan è stata sicuramente presa anche considerando i propri legami commerciali con la Federazione Russa (primo partner dello Stato caucasico e principale investitore), che, dopo un periodo di crisi dal quale il Paese sta uscendo, sono cresciuti di circa il 22% nel 2012, raggiungendo la cifra di 1,2 miliardi di dollari.

L'Armenia
L’Armenia

GLI SVILUPPI – In una probabile ottica di fidelizzazione del futuro partner, ai primi di dicembre 2013 la Russia ha firmato con l’Armenia un accordo per la rimozione dei dazi su forniture di gas naturale, prodotti petroliferi e diamanti grezzi verso Erevan. In seguito a ciò, il 24 dello stesso mese è stata concordata una roadmap per l’ingresso della piccola nazione nell’unione doganale. A febbraio è stato reso pubblico un documento contenente 150 condizioni che lo Stato armeno dovrà soddisfare per poter dare seguito ai propri propositi. Nonostante le numerose richieste, il presidente armeno Serzh Sargsyan ha dichiarato di essere sicuro che il suo Paese aderirà all’unione entro la fine del 2014 e che l’Armenia creerà «un nuovo ambiente nel quale sarà maggiormente protetta e più competitiva». Nella giornata dell’11 marzo, una delegazione armena ha incontrato a Mosca rappresentanti russi, bielorussi e kazaki per discutere di ulteriori dettagli in vista dell’integrazione.

PROSPETTIVE EURASIATICHE – L’unione doganale alla quale Yerevan sta chiedendo di essere ammessa è un progetto lanciato nel 2007 dai Governi di Mosca, Minsk e Astana. Per favorire l’evoluzione della cooperazione già esistente tra i tre Paesi membri, nel 2011 i rispettivi leader hanno sottoscritto una dichiarazione sull’integrazione economica eurasiatica. Questo progetto dovrebbe vedere la luce nel 2015, ma il trattato che deve porre le basi giuridiche di tutto ciò è ancora in fase di formulazione. Secondo il Presidente della Federazione Russa, il trattato sarà concluso entro il mese di maggio 2014, per poi essere sottoposto alla ratifica dei Parlamenti nazionali. Le formule che si ritiene verranno scelte potrebbero seguire l’esempio posto dall’architettura dell’Unione Europea, con logici adattamenti alle peculiarità degli Stati parte dell’iniziativa.

Matteo Zerini

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