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E’ possibile risolvere le contese internazionali in maniera non cruenta? Perù e Cile lo hanno fatto con una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, ponendo fine ad una disputa che durava dal XIX secolo. Per la nostra collaborazione con NOVA, questa e altre storie dal mondo.

Perù

Il 27 Gennaio la Corte Internazionale di Giustizia ha finalmente deciso sulla disputa marittima tra Perù e Cile che si protraeva dal XIX secolo in seguito alla “Guerra del Pacifico” (della quale abbiamo parlato qui). La Corte ha scelto una via di mezzo tra le posizioni dei due Paesi, aumentando l’area marittima di competenza peruviana ma solo oltre le 80 miglia marine dalla costa. In pratica il Perù ha ottenuto un po’ meno di quanto sperava, mentre il Cile ha perso meno di quanto temeva. Per quanto la decisione non abbia completamente soddisfatto nessuna delle due parti, ne ha allo stesso tempo riconosciuto alcune necessità. Il risultato è stata una sentenza che, pur criticata, è stata accettata da tutti e potrebbe portare a nuova cooperazione tra i due Stati. La rivista britannica The Economist l’ha definita positivamente come “il modo in cui due Nazioni adulte risolvono le contese”.

L’articolo su The Economist (lingua inglese) si può trovare qui: A line in the sea.

Haiti

Una legge sulla concessione della cittadinanza nella vicina Repubblica Dominicana ha riaperto le discussioni sul diverso trattamento che quest’ultima riserva ai cittadini dello Stato vicino che si sono spostati già da anni per trovare lavoro e condizioni di vita migliore. E’ un problema di convivenza tra le due popolazioni che abitano l’isola di Hispaniola? Ne abbiamo parlato qui: Repubblica Dominicana-Haiti: xenofobia al sole

La soluzione alla disputa tra Cile e Peru della Corte Internazionale di Giustizia
La soluzione alla disputa tra Cile e Peru della Corte Internazionale di Giustizia (clicca per ingrandire)

Brasile

I mondiali di calcio si avvicinano, ma le proteste contro l’amministrazione del Presidente Dilma Roussef non si placano anche se non hanno la stessa forza dell’estate 2013. Molte sono le sfide per il Brasile quest’anno, tra le quali le elezioni presidenziali e il dimostrare di essere all’altezza degli eventi sportivi che si appresta ad ospitare. Molti lavori pubblici (come la messa a punto di alcuni stadi) sono infatti in ritardo sui tempi previsti e le critiche internazionali iniziano a farsi sentire. Una brutta figura davanti agli occhi del mondo questa estate potrebbe avere effetti anche sulla politica interna.

Repubblica Democratica del Congo

Credere che i problemi del Paese si siano risolti con la sconfitta del gruppo M23 nei mesi scorsi non è realistico: esso soffre ancora della “condanna” di essere molto ricco in risorse naturali, tra le quali la principale è il Coltan. Ma cos’è, a cosa serve, e quali dinamiche internazionali sta scatenando? Un nostro articolo (Le strade del Coltan) esplora questi aspetti che, seppure conosciuti in linea generale, mostrano ancora numerose nuvole sul futuro di questo Stato.

Burkina Faso

Il Presidente Blaise Compaoré ha dichiarato di essere intenzionato a farsi rieleggere nel 2017… anche se ciò è proibito dall’articolo 37 della Costituzione del Paese che ne limita i mandati. Mentre l’opposizione protesta in piazza, il Presidente si appresta a forzare la mano legislativa tramite un referendum popolare, che i suoi avversari temono possa essere truccato. Per cercare di smorzare i toni e trovare una soluzione che non faccia sfociare le tensioni in scontri è stata intanto formata una commissione per discutere l’intera questione per via democratica.

Lorenzo Nannetti

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Lorenzo Nannetti

Nato a Bologna nel 1979, appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, Migrazioni, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. E dire che mi interesso pure di risoluzione dei conflitti… Per questo ho collaborato per oltre 6 anni con Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo. Ora lo faccio anche col Caffè dove, oltre ai miei articoli, curo attività di formazione, conferenze e workshop su questi stessi temi.

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